Bronchiolite neonati: cos’è, come difenderli e curarli

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Gen 2019 alle ore 6:00am


La Bronchiolite è un’infiammazione dei bronchioli, un’infezione di tipo virale ed acuta che colpisce il sistema respiratorio dei bambini di età inferiore ad un anno con maggiore prevalenza nei primi 6 mesi di vita e maggiore incidenza tra novembre e marzo.

Un’infiammazione che è di solito è causata dal virus respiratorio sinciziale (70% dei casi) ed è molto più comune nei mesi invernali.

Cosa fare?

Come prima cosa il bambino va aiutato a liberare le prime vie aeree con dei lavaggi nasali. In quanto, spesso, non riesce neanche ad alimentarsi bene e va sostenuto nella nutrizione frazionando i pasti e aumentandone la frequenza mentre si diminuisce la quantità. E’ consigliabile incentivare il più possibile l’allattamento al seno dei bambini perché il latte materno contiene fattori protettivi per questa patologia. Per cercare di ridurre il rischio di contagio per i bambini più piccoli è bene che non stiano a contatto diretto con altre persone raffreddate in famiglia e la profilassi necessaria è quella di ricordarsi sempre di lavare bene le mani prima di toccarli per evitare il passaggio del virus.

E come ci si difende?

All’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dallo scorso dicembre ai primi del nuovo anno, si sono rilevati già 300 accessi per questa malattia.

Evitare il contatto con adulti e con i fratelli più grandi raffreddati, non fumare in casa e lavarsi le mani ogni volta che si prende in braccio un neonato sono solo alcuni dei diversi atteggiamenti da seguire per scongiurare il rischio di contagio.

Renato Cutrera, responsabile di Broncopneumologia al Bambino Gesù, spiega a AdnKronos che il picco dei casi si registra tra dicembre e febbraio. “L’infezione colpisce la maggior parte dei bambini e diventa, quindi, endemica. A tre anni tutti i bambini o quasi tutti sono già positivi agli anticorpi contro questo virus”.

Sintomi
In presenza dei sintomi del raffreddamento – tosse, difficoltà respiratorie chiedere consiglio al pediatra di famiglia che deciderà le opportune terapie da effettuare, nella stragrande maggioranza dei casi, a casa.