gennaio 23rd, 2019

Dna modificato, la Cina conferma: “Cʼè una seconda gravidanza, dopo le due gemelline”

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 12:04pm

In Cina, nell’ambito degli esperimenti di bimbi geneticamente modificati, c’è una seconda gravidanza. Finito nella bufera il ricercatore He Jiankui, dopo l’annuncio della nascita a novembre di due gemelline con il Dna “corretto” per evitare di contrarre l’Aids. Lo scienziato, dopo il caso delle due bambine, era stato subito licenziato dalla Southern University of Science di Shenzhen.

Sull’esperimento, dichiarato illegale dalle autorità di Pechino, sono in corso ancora indagini. Durante un forum ad Hong Kong, lo scienziato aveva annunciato un’altra “potenziale gravidanza” e secondo le autorità cinesi la donna è ancora incinta. Dalle indagini è emerso che tra marzo 2017 e novembre 2018, He Jiankui ha segretamente organizzato un team, anche con personale non cinese, per il progetto, reclutando 8 coppie di volontari, con maschi positivi all’Hiv e donne negative. Una coppia si sarebbe alla fine tirata indietro. L’esperimento non è visto di buon occhio dalla comunità scientifica per i problemi di etica che pone mentre per le autorità cinesi He ha violato “gravemente le normative statali in materia” e sarà processato. He ha studiato nell’universita’ americana di Stanford ed era stato richiamato in patria nell’ambito di un piano volto ad invertire la fuga di cervelli. Dopo l’annuncio di He, gli scienziati hanno reclamato un trattato internazionale sulla modifica del Dna umano.

Sfilata di haute couture di Chanel a Parigi per la Primavera – Estate 2019

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 7:32am

Gli abiti da cocktail, tubini in tweed con scollo a barca, allure bon ton dal 18/mo secolo ad oggi sfilano nel giardino primaverile di Chanel a Parigi con la collezione primavera estate 2019.

In sottofondo la musica di Mina e Vittoria Ceretti – supermodella italiana tra le più richieste nel mondo – in costume da bagno glitterato, cuffia abbinata e velo da sposa.

Chanel porta l’Italia sulla passerella della collezione Haute Couture primavera estate 2019 all’interno del Grand Palais (consueta location degli show Chanel) la ricostruzione di una villa con giardino all’italiana proietta gli ospiti in un viaggio indietro nel tempo.

Il beauty look è spettacolare, con capelli cotonatissimi e smokey-eye. E poi, sugli altri abiti della collezione, una profusione di piume su mini gonne a sbuffo, bolerini e pantaloni palazzo. Abbinate a tweed color pastello o giacche in pelle avvitate.

Foto GettyImages

Moda, consumatori più attenti verso ambiente anche per i grandi marchi

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 7:27am

I consumatori italiani diventano sempre più consapevoli, anche nel settore dell’abbigliamento e della moda. Secondo il portale di dati Statista si stima infatti in un valore di mercato di ben 42 miliardi di dollari nel 2020. I grandi brand devono mettere in conto, da parte di chi compra, l’occhio sempre più vigile e attento su diversi aspetti: materie prime, ambiente, salute, condizioni dei lavoratori.

Lo rivela un sondaggio condotto da Ipsos MORI per conto di Changing Markets Foundation e Campagna Abiti Puliti, che ha evidenziato che solo due Italiani su dieci (22%) ritengono che l’industria informi adeguatamente i consumatori riguardo all’impatto produttivo sull’ambiente e sulla popolazione e otto su dieci (82%) ritengono che i marchi debbano fornire informazioni più dettagliate su obblighi assunti e misure adottate contro l’inquinamento atmosferico e ambientale.

Secondo il sondaggio, inoltre, due Italiani su tre (64%) dichiarano di non essere disposti a comprare articoli di abbigliamento da marchi la cui produzione è associata all’inquinamento e addirittura il 72% (i tre quarti degli Italiani) pensa che i marchi di abbigliamento debbano assumersi la responsabilità di ciò che avviene nelle loro catene di produzione e distribuzione e garantire che i loro articoli siano prodotti in maniera ecosostenibile. E per quello che riguarda le condizioni di lavoro, di salario, ben otto italiani su dieci (78%) considera importante che i marchi dell’abbigliamento dichiarino in maniera trasparente se i dipendenti che lavorano nelle proprie filiere ricevono un salario dignitoso e il 58% sostiene che non comprerebbe mai prodotti da un marchio che non paga i giusti compensi ai propri lavoratori.

“Si tratta dell’indagine di mercato più approfondita mai realizzata relativa alla percezione da parte dei consumatori degli standard ambientali e lavorativi nell’industria dell’abbigliamento. L’indagine rivela che i consumatori si aspettano che i marchi si assumano la responsabilità di ciò che avviene all’interno delle proprie filiere e chiedono maggiore trasparenza sia per quanto riguarda le condizioni di lavoro sia per il rispetto dell’ambiente. I risultati dell’indagine puntano tutti verso un netto cambiamento di mentalità da parte dei consumatori i quali chiedono una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’industria e più informazioni” dichiara Urska Trunk della Changing Markets Foundation.

Sono sempre più numerosi gli appelli rivolti all’industria della moda italiana affinché adotti processi produttivi più responsabili. Nonostante l’alto valore di mercato del settore, le rivelazioni fatte dalla Clean Clothes Campaign relative alle misere condizioni di lavoro nelle fabbriche in Albania e Macedonia, dove vengono prodotte le calzature cosiddette “Made in Italy” per i marchi di lusso, e i risultati non soddisfacenti delle analisi di “internal auditing” relative alle condizioni di lavoro, hanno causato un danno di immagine e hanno condotto l’opinione pubblica a fare pressione affinché questa situazione cambi.

In linea generale i marchi del lusso elencati nel sondaggio non sono considerati migliori dei marchi più economici o dei rivenditori al dettaglio. Il sondaggio ha infatti messo in luce alcuni dettagli fondamentali, relativi ai brand del lusso. Per esempio, il 10% degli Italiani associa il marchio Gucci a una filiera ecosostenibile, contro il 13% di Zara e il 17% di H&M. Ricerche condotte dalla Clean Clothes Campaign tra l’altro rivelano come Gucci si rifornisca in diversi Paesi dove sussistono sfruttamento delle condizioni lavorative, come nel caso della Serbia.

La viscosa, poi, è una fibra vegetale che sta diventando un’alternativa sempre più diffusa al cotone o ai prodotti sintetici. Ma la produzione della viscosa necessita di sostanze chimiche tossiche che hanno effetti nocivi documentati sull’ambiente e sulla salute delle persone se non debitamente controllate. Più di 303.000 consumatori dell’UE hanno firmato una petizione lanciata da WeMove per chiedere all’industria dell’abbigliamento di impegnarsi nella produzione di viscosa pulita.

Influenza, come evitare il contagio

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 6:30am

Il picco dell’influenza coincide ogni ogni anno anche con una serie di raccomandazioni da parte degli esperti su come ridurre al minimo la convalescenza, evitare gli sbalzi termici e rafforzare le difese immunitarie. Ma come fare però per evitare il contagio quando un collega, un coinquilino, o il n partner hanno l’influenza?

A spiegarlo sono gli esperti del Centro Medico Spallanzani di Reggio Emilia.

Come prima cosa bisogna ridurre al minimo il contatto fisico. E nel caso dei fidanzati, la raccomandazione è quella di evitare di scambiarsi baci, carezze e abbracci.

Di fondamentale importanza anche la cura dell’igiene personale. Mai scambiarsi abiti o salviette con la persona ammalata o fare sesso soprattutto nei giorni della malattia. Il virus influenzale si trasmette anche con il contatto diretto attraverso la pelle, oltre che la saliva e fluidi sessuali.

Nel caso non si riesca ad evitare di dormire nello stesso letto, è utile cambiare lenzuola, per evitare la propagazione del virus. Anche lavarsi spesso le mani può essere di aiuto come, in generale, avere cura dell‘igiene personale. Importante anche dormire a sufficienza, almeno sette ore, dato che la carenza di sonno comporta ad un’inevitabile abbassamento delle difese immunitarie. Frutta e verdura sono indispensabili per ridurre al minimo il contagio. Un altro metodo per aumentare le difese immunitarie è fare sport; l’attività fisica, infatti, aiuta a riattivare la circolazione del sangue. Anche evitare lo stress, secondo gli esperti, è fondamentale visto che la pressione psicologica è ritenuta uno dei principali fattori di indebolimento del corpo.

Nel caso non sia possibile dormire in letti separati, è utile cambiare con più frequenza le lenzuola, per evitare la propagazione del virus. Anche lavarsi spesso le mani può essere di aiuto come, in generale, avere cura dell‘igiene personale. Importante anche dormire a sufficienza, almeno sette ore al giorno, dato che la carenza di sonno comporta un’inevitabile abbassamento delle difese immunitarie. Frutta e verdura sono indispensabili per ridurre al minimo il contagio.

Un altro metodo per aumentare le difese immunitarie è fare sport; l’attività fisica, infatti, aiuta a riattivare la circolazione del sangue. Come del resto evitare anche lo stress, secondo gli esperti, è fondamentale visto che la pressione psicologica è ritenuta uno dei principi fondamentali per l’indebolimento del corpo umano.

Addio a trasfusioni per 3 bimbi talassemici, funziona la cura genica

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 6:00am

Tre bambini che soffrivano di talassemia beta, non dovranno più sottoporsi a trasfusioni, grazie ad una nuova terapia genica che si è dimostrata efficace soprattutto nei pazienti più giovani, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine e ha coinvolto nove soggetti, tre adulti sopra i trent’anni, tre adolescenti e tre bambini sotto i sei anni – tutti con forme di beta talassemia gravi e dipendenti dalle trasfusioni. In tre dei quattro pazienti più giovani si è raggiunta la totale indipendenza dalle trasfusioni di sangue, mentre nei tre pazienti adulti si è ottenuta una significativa riduzione della loro frequenza. Solo uno dei bambini trattati non ha riportato effetti positivi sul decorso della malattia e i ricercatori stanno ora cercando di capirne il motivo.