febbraio 1st, 2019

Cardito, parla la mamma del piccolo di 7 anni ammazzato di botte: “Ero immobile per lo shock”

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 5:34pm

I figli pestati davanti a lei dalla furia omicida del suo compagno e lei che non è intervenuta per fermarlo. Valentina, la madre del piccolo Giuseppe morto a causa delle percosse ora si difende e dice: “Ero sotto shock, non sono riuscita a fare nulla, sono caduta in un blocco psico-fisico”. Queste le sue parole agli inquirenti che indagano sul fatto e che cercano di capire se anche nei suoi confronti ci siano elementi giudiziari. (altro…)

Sentenza omicidio Marco Vannini: le parole dei ministri Bonafede e Trenta

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 12:44pm

Il web risponde con una petizione on line, su Change.org, per riesaminare il caso di Marco Vannini, l’ingiusta sentenza. Una petizione indirizzata al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, con oltre 130mila firme raccolte in poco più di un giorno. Il Guardasigilli, su Facebook, definisce come “inaccettabile” l’interruzione della lettura del dispositivo da parte del presidente della Corte di Assise di Appello, per rimproverare i parenti della vittima che avevano iniziato ad urlare: “Se volete andare a fare un giro a Perugia, ditelo”, la frase pronunciata dal giudice (perché se qualcuno commette un reato nei confronti di un magistrato di Roma, chi deve giudicare è il tribunale di Perugia ndr).

“Ritengo inaccettabile – ha dichiarato il ministro Bonafede che un magistrato interrompa la lettura del dispositivo per dire “se volete fare un giro a Perugia ditelo'” rivolgendosi ai familiari delle vittima e in particolar modo a mamma Marina, sconvolta per la lettura della sentenza. E aggiunge… “Un magistrato – chiarisce – ha tutti gli strumenti per mantenere l’ordine in un’aula giudiziaria”, facendo anche intendere che si stiano facendo degli ulteriori controlli sul caso.

E pronta, è anche la posizione del ministro della Difesa Trenta, che dice sulla sua pagina facebook ufficiale: “Sul caso dell’omicidio di Marco Vannini non posso entrare nei meriti della sentenza giudiziaria, poiché esula dalle mie competenze e prerogative, ma una cosa la posso fare: il mio impegno, il mio massimo impegno, fin quando sarò io a guidare il Ministero della Difesa, affinché al signor Ciontoli non sia concesso il reintegro in Forza Armata. Ho già in questo senso dato disposizioni alle competenti articolazioni della Difesa. Colgo l’occasione per esprimere anche tutta la mia vicinanza ai cari e alla famiglia di Marco, in questo difficilissimo momento. Comprendo il vostro dolore, comprendo la vostra rabbia, ma sappiate che non siete soli”.

Prato, bimbi di un asilo cinese picchiati e presi a bacchettate: ai domiciliari due maestre. Indagata anche una terza educatrice

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 12:04pm

Due maestre di un doposcuola cinese di Macrolotto Uno, a Prato, sono finite agli arresti domiciliari. Una terza, invece, ha ricevuto un avviso di garanzia, ma per lei non è scattata alcuna misura cautelare. Le donne ai domiciliari sono di origine cinese e hanno 26 e 38 anni. Vittime, secondo le indagini della squadra mobile, dieci bimbi tra i tre e i sei anni. Anche se si tratta un doposcuola la struttura era utilizzata come un asilo e i piccoli venivano affidati alle educatrici fin dalla mattina.

Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Laura Canovai, hanno iniziato ad acquisire informazioni lo scorso mese di dicembre, dopo la segnalazione di un’altra insegnante. L’educatrice si è confidata con un suo connazionale, padre di uno dei bambini che frequentano la scuola, raccontando il comportamento delle sue colleghe. La polizia ha quindi installato delle telecamere nascoste all’interno delle tre classi della struttura, riuscendo così a documentare gli episodi di violenza.

Nessuno dei genitori, secondo quanto risulta dalle indagini, aveva mai segnalato prima comportamenti violenti da parte delle educatrici.

Nek: grande ritorno live all’Arena di Verona. In gara a Sanremo con “Mi farò trovare pronto”

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 8:44am

NEK Filippo Neviani si esibirà in uno degli spazi più prestigiosi e belli al mondo, l’anfiteatro di Verona, il 22 settembre 2019, a due anni di distanza dal concerto evento del 2017 che aveva fatto registrare 12.000 presenze facendo il tutto esaurito. (altro…)

Dieta mediterranea, il 55% degli italiani conferma di non amare fritti e soffritti

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 7:55am

Secondo una ricerca Ixé resa nota da The Good Burger – Gruppo Restalia, in occasione del primo compleanno in Italia della catena, il 58% degli Italiani, si legge nella ricerca Ixé, privilegia un’alimentazione genuina e sana con attenzione ai contenuti degli alimenti adottando diversi accorgimenti tra cui consumo di frutta e verdura (65%), utilizzo di molto olio d’oliva (57%) evitando fritti e soffritti (55%). Poco sale e zucchero per, rispettivamente, il 52% e il 49% degli Italiani. Solo il 20% degli Italiani segue un’alimentazione gustosa e senza badare troppo a ciò che mangia, grassi e zuccheri.

“Gli italiani nel tempo hanno preso consapevolezza – commenta Margherita Sartorio, co-founder and CEO – ‎istituto Ixè – del valore dei prodotti della propria terra; sono ora pienamente coscienti del ruolo dello stile alimentare mediterraneo sia per il benessere personale sia in quanto elemento fondante dell’identità nazionale. Anni di educazione alimentare hanno dato i frutti attesi e la gran parte dei cittadini-consumatori sceglie con consapevolezza cosa mangiare, si informa su prodotti e produttori, chiede garanzie e sicurezza”.

Anche nei nostri ristoranti assistiamo a questa tendenza – conclude Andrea Cutispoto, country manager Italia Restalia – sia nel nostro locale a Roma sia in quelli in Spagna; anche se il prodotto maggiormente venduto è il classico TGB Burger con carne di bovino, bacon, anelli di cipolla e salsa BBQ nel corso degli ultimi due anni abbiamo assistito a un incremento del 20% delle richieste del nostro panino con petto di pollo grigliato e meno di 300 calorie. Con Slim, questo il nome della proposta, TGB ha voluto offrire il prodotto meno calorico sul mercato, per coloro che vogliono prendersi cura sia della linea che del gusto”.

Bevande frizzanti durante l’attività fisica nocive per la salute dei reni

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 7:12am

Secondo gli scienziati della University di Buffalo di New York, USA, le bevande gassate causano nefropatie ossia, malattie legate ai reni, anche di tipo molto grave. Bere infatti bevande, soprattutto se frizzanti, mentre si fa attività fisica, in condizioni climatiche molto calde, può essere pericoloso e dannoso per la salute dei reni.

Gli scienziati di New York hanno creato un ambiente sperimentale con una temperatura intorno ai 37°C in cui un gruppo di partecipanti svolgeva un’ora di attività fisica al tapis roulant e tre esercizi di sollevamento pesi. Ebbene, dopo 45 minuti di attività fisica, riposo di 15 minuti, e bevuta del loro drink preferito (circa mezzo litro), a piacere tra bevanda gassata, succo di frutta, o acqua, e ripresa con attività con altre tre sedute, e i loro rispettivi break, per un totale di 4 ore in tutto, poco prima di terminare, l’ultimo sorso, e la misurazione della temperatura corporea, frequenza cardiaca, pressione sanguigna, misurazione del peso e dei marcatori delle malattie renali i risultati hanno rilevato che i partecipanti che appartenevano al gruppo delle bevande gassate e dei succhi di frutta avevano riportato i livelli più alti dei marcatori inerenti ai problemi renali; un fattore che non è stato invece rilevato nel gruppo di controllo che aveva consumato l’acqua minerale.

«Il consumo di queste bevande frizzanti durante e dopo gli esercizi fisici, alle alte temperature, non è certamente il fattore ideale», ha dichiarato il team di scienziati in uno statement.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica American Journal of Physiology e secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, l’unica bibita che viene raccomandata durante l’attività fisica è l’acqua in bottiglia, minerale.

La carenza di sonno influenza anche i geni

Pubblicato il 01 Feb 2019 alle 6:00am

La carenza di sonno potrebbe influenzare i nostri geni ed essere associata ai danni del Dna. A rivelarlo una recente ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Anaesthesia, condotta da Siu-Wai Choi, dell’Università di Hong Kong, che ha coinvolto 49 medici il cui sangue è stato analizzato a più riprese in diversi momenti, anche dopo eventuali turni di notte. (altro…)