Bimbi: riscaldamento globale causa di malattie congenite al cuore

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 03 Feb 2019 alle ore 6:04am

I cambiamenti climatici catalizzati dall’inquinamento possono incrementare sensibilmente il numero di bambini che nasce con malformazioni cardiache congenite, presenti sin dalla nascita. Solo negli Usa si stima che in otto Stati si registreranno dal 2025 al 2035 circa 7mila casi in più nell’arco di 11 anni, per gli effetti dannosi derivanti appunto dal riscaldamento globale.

Le temperature sempre più alte, associate al riscaldamento globale, infatti, finiscono col danneggiare lo sviluppo del feto e determinare malformazioni al cuore, che rappresentano il difetto di nascita più comune negli Stati Uniti.

A stimare l’impatto dei cambiamenti climatici (e dell’inquinamento scatenante) sulle malformazioni cardiache nei bimbi è stato un team di ricercatori guidato da scienziati della Scuola di Salute Pubblica dell’Università di Albany. Gli scienziati, coordinati dal professor Shao Lin, docente presso l’ateneo dello Stato di New York, sono stati supportati dal National Institutes of Health, dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e dalla National Natural Science Foundation of China.

Gli studiosi sono giunti alle loro conclusioni incrociando tre serie di dati: nascite che avverranno negli Usa tra il 2025 e il 2035; le previsioni sulle prossime variazioni climatiche condotte dalla NASA e le statistiche sul rischio di difetti cardiaci innescati proprio dalle alte temperature (Lin e colleghi avevano avevano condotto un’indagine ad hoc tra il 1997 e 2007. Dalla ricerca è emersa la stima di 7mila casi di malattie cardiache congenite in più in 11 anni.

Il meccanismo con cui le alte temperature provocano alterazioni nello sviluppo del cuore del feto non è noto, tuttavia secondo gli scienziati il calore può portare alla morte di cellule fetali oppure influenzare alcune proteine termosensibili. Poiché l’impatto dei cambiamenti climatici, nei prossimi anni potrebbe portare ad ondate di calore sempre più pericolose, e senza precedenti, e a rischio sarebbero soprattutto le donne in stato di gravidanza. “È importante per i medici consigliare le donne incinte e quelle che intendono iniziare una gravidanza sull’importanza di evitare il caldo estremo, in particolare 3-8 settimane dopo il concepimento, il periodo critico della gravidanza”, ha dichiarato il professor Lin. “I nostri risultati sottolineano l’impatto allarmante dei cambiamenti climatici sulla salute umana e sottolineano la necessità di una maggiore preparazione per affrontare l’aumento dei casi di una condizione complessa che spesso richiede assistenza permanente”, ha aggiunto lo studioso. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Journal of American Heart Association.