Bimba ridotta in fin di vita dal compagno della madre, “giusto che paghi, ma non lo abbandono”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 15 Feb 2019 alle ore 10:45am

Sara, la mamma della piccola Alice, la bambina ridotta in fin di vita da Federico Zeoli, il compagno della donna. con queste parole giustifica la violenza sulla sua figlioletta in pericolo di vita “Sua madre mi ha spiegato che è malato, ha una specie di schizofrenia. Io lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. Lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita. E’ giusto che sia in carcere, ma devono aiutarlo perché lui non vuole prendere le medicine. Io comunque non lo abbandono”.

E raccontando di quanto accaduto mercoledì scorso dice: “Lui (Federico, ndr.) mi ha telefonato e detto che dovevo correre a casa perché la bambina aveva perso i sensi all’improvviso dopo aver bevuto dell’acqua, vomitato”. Poi la corsa in ospedale dove in un primo momento Sara prova a coprire il compagno, parlando di un incidente. I poliziotti però non le credono e incalzano Sara e il compagno, che alla fine confessa. La bambina piangeva e non voleva smettere: Zeoli inizia a picchiarla, su tutto il corpo, sul viso, sulla testa, poi la morde all’altezza dell’ombelico. La piccola perde i sensi ed allora Zeoli chiama Sara.

“Ci amiamo, con le bambine eravamo felici” – “Noi ci amiamo – continua a raccontare Sara a “Il Messaggero” – e con le bambine siamo felici, dormiamo tutti in una stanza e ci vediamo la televisione sul lettone”.

“Non ci credo – prosegue piangendo-. Cosa mi è successo? Non so se vivrà, sperso di sì, prego per lei”.

Intanto la preoccupazione corre anche alle altre figlie, una di 5 anni e la gemella di Alice, “Mi hanno preso le bambine, sto aspettando notizie. Ho paura del mio ex, un pregiudicato, mi ha preso a coltellate, è violento, vuole le bambine. Vive a Roma ed è arrabbiatissimo. Non le vede da 4 mesi, sono terrorizzata”.

Un’altra tragedia ai danni di un minore, in fin di vita per colpa della violenza di un giovane “uomo”. L’orrore dentro una palazzina degradata di via San Carlino a Genzano, non lontano dalla Tangenziale, e una mamma che copre il carnefice. Si era allontanata per portare dei farmaci al padre malato a Pavona, lasciando le tre figlie avute da una precedente relazione, una di 5 anni e le due gemelline di 22 mesi nelle mani di Federico Zeoli.