febbraio 23rd, 2019

Paola, la mamma di Firenze che dona il suo latte a decine di bambini

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 2:07pm

Nel frigorifero di casa ha il suo latte materno conservato in barattoli da 240 millilitri che ha scelto di donare alle mamme che non possono allattare. Ogni giorno Paola, 35 anni di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, dopo aver allattato i suoi due gemelli appena nati, prende il tiralatte in plastica ed estrae dal suo seno il latte in eccesso. Il liquido finisce in questi barattoli che devono essere conservati in frigorifero per 24 ore, poi nel congelatore. I barattoli saranno poi ritirati a domicilio dagli operatori della locale banca del latte, dove sarà poi distribuito a tutte quelle mamme che ne hanno bisogno. Un piccolo gesto di grande solidarietà che aiuta tante mamme e che altrimenti sarebbero costrette ad allattare i propri figli col latte artificiale. (altro…)

Dai calamari un’alternativa alla plastica, abiti smart e tessuti che si auto-riparano

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 1:48pm

Dai calamari un’alternativa alla plastica: abiti smart, rivestimenti anti-abrasione e tessuti che si auto-riparano. Sono solo alcuni dei diversi utilizzi che si potrebbero fare del materiale che potrebbe essere ricavato da una proteina scoperta nei denti ad anello presenti sui tentacoli dei calamari. A indicarlo è una ricerca condotta dall’Università della Pennsylvania pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Chemistry. (altro…)

Scuola, in Lombardia a Teglio arriva la bici-banco per bambini iperattivi

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 8:44am

Sembra una cyclette, ma che al posto del manubrio presenta un ripiano come un banco di scuola. Il suo nome è appunto “bici-banco” ed è la riproduzione dell’invenzione di Mario Leroux, un pedagogista canadese che, con questo strumento, ha pensato di aiutare gli studenti con Adhd (sindrome da deficit di attenzione e iperattività) di cui soffrono il 5 – 8 per cento degli alunni. Gli alunni maschi hanno una probabilità maggiore, quasi tre volte maggiore, di essere colpiti rispetto alle alunne femmine.

«Ci sono tanti bambini iperattivi che proprio non ce la fanno a stare fermi – spiega Laura Branchi, vice dirigente dell’Istituto comprensivo di Teglio -. Hanno bisogno di muoversi; così, facendo delle ricerche, ho trovato informazioni sulla bici-banco. Ho chiesto a FabLab Sondrio se avessero potuto realizzane una per noi e l’associazione di promozione sociale, con cui abbiamo già collaborato in passato, ancora una volta ci è stata vicina. Ha costruito la bici-banco che ha donato all’Istituto comprensivo di Teglio. Di questo siamo molto grati ai volontari del gruppo che sono sempre disponibili oltre che professionali. Abbiamo provato a usarla e devo dire che è molto utile, perché aiuta gli studenti a canalizzare le energie. In pratica il bambino può leggere mentre pedala». Bastano anche solo quindici minuti per “sfogare” l’argento vivo che i bambini hanno addosso producendo anche dei risultati per sé (gestiscono il loro problema e nello stesso tempo lavorano) e senza disturbare la classe.

«Conoscevamo il problema dei ragazzi iperattivi – spiega Carlo Brigatti, presidente di FabLab Sondrio – e anche l’approccio sperimentale tramite le bicibanco, utili per mitigare le problematiche specifiche. Per questo abbiamo accolto con entusiasmo la richiesta proveniente da Teglio. Con un occhio al riciclo abbiamo trasformato una vecchia cyclette in una bici-banco, un gesto semplice che speriamo possa creare un valore. FabLab ha da sempre una attenzione per il territorio e per i ragazzi con cui da anni, giocando, sperimenta la tecnologia tramite incontri di coding, Arduino, elettronica, stampa 3d e tanto altro».

Restando in tema di riciclo applicato all’ambito scolastico, Laura Branchi informa anche di un’altra importante iniziativa messa in atto dalla scuola: lo speciale e sostenibile rinnovamento dei banchi della scuola secondaria di Tresenda. «Anziché ricomprare il materiale per intero abbiamo acquistato dei nuovi piani – spiega Branchi -, ma abbiamo riciclato la base in ferro che è stata riverniciata con l’aiuto di un bidello. Il risultato è perfetto: banchi nuovi salvaguardando l’ambiente; un buon esempio per i ragazzi che si sono impegnati ad avere cura dei nuovi strumenti di lavoro ricevuti».

Diabete e frutta secca: 5 dosi a settimana riducono del 20% il rischio di infarto nei malati

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 6:40am

Il rischio di problemi cardiovascolari come ictus e infarto è più alto in persone che soffrono di diabete. Fortunatamente però, uno studio dice che mangiare frutta secca, con una certa frequenza nel corso della settimana, può aiutare l’organismo a prevenirli. La conferma arriva da una ricerca condotta da un team di epidemiologi e nutrizionisti della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, pubblicata sulla rivista scientifica Circulation Research.

Grazie allo studio in questione, che ha riguardato 16.217 uomini e donne, di cui è stata monitorata l’alimentazione nell’arco di diversi anni prima e dopo la diagnosi di diabete, si è scoperto che nel periodo temporale di osservazione, si sono verificati 2.467 infarti e 789 ictus per un totale di 1.1663 decessi per un problema cardiovascolare su un totale di 5.862. E dai dati raccolti gli scienziati hanno anche evinto che il giusto apporto di frutta secca può ridurre del 17% il rischio di patologie cardiovascolari e del 20% quello di possibili infarti.

La frutta secca più giusta per provocare effetti benefici sull’organismo dei diabeti, in termini di riduzione del rischio per le malattie cardiovascolari, sono, come dicono gli scienziati, le noci, di cui bisognerebbe mangiarne almeno “5 manciate” a settimana.

Come vestirsi per sembrare più alte?

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 6:30am

Se non si è molto alte, e si vuole valorizzare al massimo il proprio fisico e la propria altezza, cercando di acquisire qualche centimetro in più, molto spesso la moda viene incontro a darci una mano. Se uno dei vostri crucci è proprio l’altezza, e vi chiedete come vestirvi per sembrare più alte, e slanciate, ecco i consigli che fanno per voi!

Ebbene, la prima soluzione è quella di indossare un paio di scarpe alte, ma anche l’abbigliamento fa certamente la sua differenza! Ci sono infatti capi che slanciano di più piuttosto che altri.

La migliore idea per evidenziare il punto vita e slanciare la silhouette è certamente la cintura. Quando indossate pantaloni, shorts e gonne a vita alta, aggiungete sempre una cintura di un colore a contrasto o ton sur ton. Non c’è bisogno, dunque, che sia troppo stretta, l’importante è che avvolgi bene il punto vita.

Lo stesso vale se indossate un vestitino o una maglia lunga, mettete sempre una cintura che segni il punto vita. Un altro modo per evidenziarlo è scegliere abiti svasati, ma anche camicie e giacche sciancrate e con pince e capotti con la martingala.

L’indumento perfetto, però, è certamente la minigonna, meglio se a vita alta. Al contrario di quello che si potrebbe credere, non sono al bando le gonne lunghe, bensì quelle midi. La lunghezza “via di mezzo”, a metà polpaccio o sopra la caviglia, è quella che rischia di penalizzare di più l’altezza e la silhouette.

I jeans a vita alta regalano l’illusione che la figura si allunghi. Evitate dunque quelli molto larghi, molto meglio i mom o gli skinny jeans, o modelli slim fit e non oversize.

Se invece volete sembrare alte anche con un paio di sneakers ai piedi, scegliete quelle col tacco interno, e jeans dal taglio asciutto e rigorosamente a vita alta.

Oltre ai jeans a vita alta, potete optare anche per i pantaloni palazzo a vita alta, che regalano gambe lunghe e centimetri in più. Puntate, però, su quelli scuri, soprattutto il nero o al massimo le righe.

Evitate poi il look a strati, ad esempio una maglietta più lunga e sopra una più corta, top e cardigan; meglio un “pezzo unico”.

Sì dunque alla tuta intera monocolore, meglio ancora se nera, in quanto è un’idea super furba ed efficace per slanciare la silhoette.

Le zeppe alte o le scarpe con plateau non aiutano, meglio indossare il mezzo tacco, chic, comodo e bon ton, permette di guadagnare almeno qualche centimetro senza dover camminare sui trampoli. Le migliori sono le scarpe a punta color nude!

Mammografia addio, arriva il test del sangue per la diagnosi precoce

Pubblicato il 23 Feb 2019 alle 5:42am

Molto presto, un test del sangue arriverà anche in Italia, e sarà in grado di fornire una diagnosi del tumore al seno in modo veloce e affidabile, anche più della tradizionale mammografia.

La nuova scoperta arriva dalla Germania, da un team di ricerca di Heidelberg, di cui ha dato notizia la Bild. Il nuovo test, infatti, ritenuto “sensazionale” sarebbe in grado di fornire indicazioni “con lo stesso grado di probabilità di una mammografia”.

La procedura richiede solo poche gocce di sangue e si basa sul controllo di alcuni biomarcatori spia del tumore al seno.

Gli scienziati hanno spiegato di aver analizzato il sangue della donne malate e di aver rilevato la presenza di 15 diversi biomarcatori grazie ai quali è possibile diagnosticare la presenza dei tumori, anche più piccoli. Nello specifico, gli esperti spiegano che l’esame del sangue è basato su un’innovativa procedura di biopsia liquida in grado di identificare la presenza della malattia senza essere invasivo.

“Il test del sangue sviluppato dal nostro team di ricerca è un modo nuovo e rivoluzionario per rilevare il cancro al seno in modo non invasivo e rapidamente utilizzando biomarker nel sangue. La procedura dovrebbe essere disponibile già quest’anno, dopo però la pubblicazione dello studio”. “Il metodo è migliore della mammografia, che invece risulta utile solo quando la malattia è già presente” assicura ancora l’autore dello studio, Rasmus Bro.

Per sviluppare questo metodo, gli scienziati hanno analizzato campioni di sangue di 838 donne individuate da un panel di 57.053 uomini e donne arruolate da sane e seguite per 20 anni, e delle quali 400 di loro hanno sviluppato il cancro al seno tra due e sette anni dopo il prelievo di sangue conservato dai ricercatori. Lo studio ha mostrato poi una precisione dell’80% nel predire il cancro alla mammella attraverso il campione di sangue quando invece la mammografia individua la presenza di un tumore con una precisione del 75%. Quindi c’è con questo test una maggiore affidabilità.