Mal di testa: come riconoscerlo, fattori scatenanti e cura

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 24 Feb 2019 alle ore 7:02am


In Italia sono oltre 7 milioni le persone che soffrono di mal di testa, che rappresenta una delle forme di dolore più diffuso nella popolazione. Il mal di testa, il cui nome scientifico è cefalea, non è pericoloso e può essere curato con dei farmaci antidolorifici da banco o con semplici accorgimenti allo stile di vita quotidiano.

È, opportuno rivolgersi invece al medico di famiglia, quando il mal di testa non migliora nonostante l’assunzione di antidolorifici, o è talmente forte ed intenso da compromettere lo svolgere le normali attività quotidiane o il recarsi al lavoro.

Cefalea di tipo tensivo

La cefalea di tipo tensivo, conosciuta anche come cefalea di tipo muscolo-tensivo, è la forma più frequente di mal di testa, in genere definita come un “normale” mal di testa.
Si manifesta con un dolore persistente da ambedue i lati della testa, come una compromissione, sebbene di media o lieve intensità non compromette le attività quotidiane. Normalmente, dura da 30 minuti a qualche ora ma, a volte, può durare anche diversi giorni.
Le cause della cefalea tensiva sono ancora sconosciute ma sembra esistere uno stretto legame tra la comparsa di un attacco e fattori come quali stress, postura errata, digiuno e disidratazione.

Di solito, la cefalea può essere risolta con antidolorifici comuni, come paracetamolo o ibuprofene, uno stile di vita adeguato, un giusto ritmo sonno-veglia, una riduzione delle cause da stress e una buona idratazione.

Emicrania

L’emicrania è meno frequente della cefalea tensiva. È caratterizzata da un dolore di tipo pulsante, di intensità moderata o grave che colpisce, generalmente, un solo lato della testa o la sua parte anteriore. Può essere accompagnata da nausea, vomito ed eccessiva sensibilità alla luce e al rumore. Rispetto alla cefalea tensiva è più disabilitante e può impedire lo svolgimento delle attività quotidiane. Dura un paio d’ore ma può costringere a letto anche per alcuni giorni. È curata con farmaci da banco ma, nelle forme più severe, medicinali che richiedono la prescrizione medica o una cura preventiva per ridurre l’intensità e la frequenza degli attacchi.

Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo è rara e si manifesta con un dolore lancinante e insopportabile, localizzato nella zona intorno all’occhio di un lato della testa. Spesso è associata ad altri disturbi, come lacrimazione o arrossamento dell’occhio e naso chiuso o che cola.
Le crisi tendono a presentarsi con regolarità, a “grappoli”, da qui il nome, in determinati periodi dell’anno. La durata può andare da uno a due mesi.
Questo tipo di cefalea non risponde alla cura con i farmaci da banco, ma richiede farmaci specifici, in grado di attenuare il dolore o aiutare a prevenire i possibili ulteriori attacchi.

Cefalea da farmaci e da antidolorifici

Alcune cefalee possono rappresentare degli effetti indesiderati di diversi tipi di farmaci impiegati, in genere, per la cura delle malattie croniche.
Esiste anche una forma di mal di testa provocata dall’uso eccessivo e prolungato di antidolorifici utilizzati per combattere il mal di testa. Questo tipo di cefalea da antidolorifici può essere risolto soltanto sospendendo l’assunzione progressivamente del farmaco nell’arco di pochi giorni.

Cefalea da ormoni

Nella donna il mal di testa è spesso associato a variazioni ormonali legate alle mestruazioni. Altri fattori scatenanti sono la pillola contraccettiva, la menopausa e la gravidanza.
Per ridurre i mal di testa da ciclo mestruale è sufficiente tenere sotto controllo lo stress, mantenere un sonno regolare e assicurarsi di non saltare mai i pasti.

Altre cause del mal di testa possono essere:

– alcol
– trauma cranico o commozione cerebrale
– raffreddore o influenza
– disordini dell’articolazione temporo-mandibolare che colpiscono i muscoli della masticazione
– avvelenamento da monossido di carbonio
– apnea notturna, interruzione della respirazione durante il sonno
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Il mal di testa non va sottovalutato quando:

– si manifesta con un dolore improvviso e violento, molto più intenso di qualsiasi altro dolore provato in precedenza
– il dolore si aggrava con il passare del tempo, nonostante l’assunzione di antidolorifici
– si presenta in seguito ad un trauma cranico
– si accompagna a sintomi che fanno pensare a un danno cerebrale o a un problema a carico del sistema nervoso, associato a debolezza, difficoltà nel parlare, confusione, perdita della memoria e sonnolenza, febbre, irrigidimento del collo, eruzione cutanea, difficoltà della masticazione, problemi visivi, dolorosità del cuoio capelluto o arrossamento di un occhio accompagnato da dolore acuto.

In questi casi è necessario recarsi urgentemente dal proprio medico o al pronto soccorso per una corretta valutazione del caso. .