Disfunzione posturale riconosciuta come patologia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Mar 2019 alle ore 6:59am

«La disfunzione posturale sarà presto definita come una patologia a tutti gli effetti, perché è alla base di una serie di disturbi che vanno dal mal di schiena al mal di testa, può essere causata anche da una cattiva occlusione dentale». Questo è quanto è emerso ed è stato annunciato, nel corso del congresso internazionale di Posturologia clinica tenuto a Roma, dal professor Fabio Di Carlo, odontoiatra, docente all’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti e membro della commissione tecnica istituita dal ministero della Salute per definire le linee guida nazionali su misurazione e classificazione della postura.

«Un problema molto spesso sottovalutato – dice Di Carlo – ma che è padre di molte alterazioni dolorose e fastidiose che peggiorano la qualità della vita e portano a importanti complicazioni, generando così una spesa considerevole per il Servizio sanitario nazionale». «Le disfunzioni posturali si possono prevenire: per questo abbiamo messo a disposizione di cittadini, professionalità, esperienza e le nostre apparecchiature» ha aggiunto a seguire il dottor Piero Galasso, direttore scientifico Diasu Sa.Ni Corporate che giovedì 7 marzo aprirà le porte del centro di Roma per chi vorrà sottoporsi a un test gratuito posturale (prenotando al numero 06-8537141).

«Esaminando il modo di camminare del paziente con la baropodometria elettronica, attraverso sofisticati macchinari come pedane e scanner che utilizzano la tecnologia 3D, siamo in grado di individuare con grande precisione l’origine dei disturbi e programmare un piano terapeutico individuale».
Dice ancora l’esperto.

Altro capitolo meritano invece i problemi della masticazione: «Anche se sembra strano, che una scorretta postura possa derivare da una cattiva occlusione della mandibola, a causa di denti che sono cresciuti male – puntualizza ancora Di Carlo – dal momento che la testa è legata al collo e alla colonna vertebrale», fondamentale sarà dunque «il ruolo dei pediatri nell’intercettare preventivamente le alterazioni riferibili alla patologia e informare i genitori».

Secondo uno studio condotto dal ministero della Salute nel 2018, i disturbi più frequenti da posizioni errate sono: mal di schiena nel 61% dei casi, di testa (55%), tensione o dolore alle spalle (49%), dolore al collo (47%). Da non dimenticare che il mal di schiena è la ragione principale di ricorso alle visite dal medico di famiglia, senza contare che in Italia l’assenteismo al lavoro è dovuto anche a problemi posturali e costa in media oltre 3 miliardi di euro l’anno. Il tavolo tecnico degli esperti, composto da 22 professionisti e ricercatori ha stilato alcune raccomandazioni sul trattamento della disfunzione posturale, dopo aver studiato il problema dal 2017 a oggi. Il documento prodotto è stato approvato dal Consiglio Superiore di Sanità e contiene precisi protocolli terapeutici per gli specialisti: dagli ortopedici ai pediatri, dagli odontoiatri agli oculisti, dai neurologi ai fisiatri.