marzo 8th, 2019

Pubblicità, stop ai modelli estetici ‘anoressici’: il divieto è ora legge

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 9:31pm

A partire dal 9 marzo il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale introduce “il divieto di utilizzare in pubblicità immagini del corpo ispirate a modelli estetici chiaramente associabili a disturbi del comportamento alimentare nocivi per la salute”, annuncia l’Istituto di Autodisciplina pubblicitaria.

Cosa cambia

L’art. 12 bis disciplina che “la comunicazione commerciale di prodotti o servizi suscettibili di presentare pericoli, in particolare per la salute, la sicurezza e l’ambiente e, in generale, vieta il ricorso in pubblicità a rappresentazioni che possano indurre il pubblico a sottovalutare le regole di prudenza o a ridurre il senso di vigilanza e responsabilità verso i pericoli”. La norma include ora in modo esplicito i richiami a “condizioni patologiche del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia”. Lo Iap attiverà “i propri meccanismi di sanzione laddove si riscontrino messaggi in contrasto con la nuova disciplina”.

La modifica, spiega ancora lo Iap, “nasce dalla consapevolezza degli operatori della comunicazione che i modelli estetici proposti dalla pubblicità possono in qualche modo condizionare soprattutto il pubblico dei più giovani nel perseguire determinati stili di vita e canoni estetici. Certamente i disturbi del comportamento alimentare sono legati a particolari condizioni di disagio psichico le cui cause sono molteplici. Tuttavia inseguire dei modelli estetici veicolati dai mass media che esaltano le ‘icone della magrezza’ può contribuire negativamente ad alimentare tali disagi”.

Da qui “l’assunzione di responsabilità da parte dell’Istituto, degli enti e degli operatori che ne fanno parte, nel dare il proprio contributo a vigilare su questo nuovo fronte, attivando i propri meccanismi di sanzione laddove si riscontrino messaggi in contrasto con la nuova norma”.

Queste in linea di massima le linee guida, ma su come verranno applicate, per ora, non c’è ancora alcuna chiarezza. Quali siano i criteri per stabilire se un’immagine suggerisca o meno l’anoressia non è stato ancora formalizzato. Non ci sono riferimenti alle taglie, come aveva suggerito tempo fa la moda, impedendo alle taglie 36 di sfilare in passerella.

Ligabue: esce oggi l’attesissimo album di inediti “Start”, il 14 giugno parte dallo Stadio San Nicola di Bari il tour negli stadi

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 7:39am

Esce oggi, venerdì 8 marzo, “START”, l’dodicesimo disco d’inediti di LICIANO LIGABUE, disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e sulle piattaforme streaming. (altro…)

Infarto, ricerca rivela: le donne chiamano l’ambulanza per i mariti (ma non per loro stesse)

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 6:23am

Le donne chiamano un’ambulanza per mariti, padri o fratelli con sintomi di infarto ma non per loro stesse. Queste emerge da due studi del registro polacco delle sindromi coronariche acute presentati a un congresso della Società europea in corso a Malaga. E l’invito da parte di tutti i cardiologi è che pensino un po’ anche a se stesse!

«Molto spesso le donne gestiscono la casa, mandano i bambini a scuola, cucinano e riteniamo che tutte queste responsabilità nei confronti della famiglia possano essere il motivo per cui le donne ritardano a chiamare aiuto se sono loro stesse le vittime dei sintomi dell’infarto» spiega il professor Mariusz G. Sior, che si è occupato dell’analisi dei dati.

Nell’indagine sono stati esaminati 7.582 pazienti con infarto grave (STEMI, quando l’ostruzione coronarica conduce all’arresto totale del flusso sanguigno). Le linee guida internazionali raccomandano di aprire l’arteria con uno stent entro 90 minuti dalla diagnosi con elettrocardiogramma eseguito in ambulanza. Complessivamente il 45% dei pazienti è stato trattato entro i tempi raccomandati, ma questi pazienti erano più uomini. I risultati dell’elettrocardiogramma sono stati trasmessi dall’ambulanza a un centro specializzato sull’infarto nel 40% dei casi. Per quanto riguarda le donne, la percentuale di trasferimento dell’elettrocardiogramma è aumentata con l’aumentare dell’età (dal 34% per le donne sotto i 54 anni al 45% per quelle sopra i 75 anni). Negli uomini la percentuale si attestava invece sempre intorno al 40%, indipendentemente dall’età.

«La ricerca è senz’altro interessante – commenta Giulio Melisurgo, cardiologo all’Ospedale San Raffaele di Milano – e segnala che soprattutto nelle donne giovani è maggiore il ritardo nel chiamare i soccorsi. È anche vero che l’incidenza di eventi cardiovascolari è minore nelle donne giovani rispetto agli uomini coetanei. Dopo la menopausa invece viene meno la protezione degli ormoni femminili e le percentuali di rischio cardiovascolare si avvicinano tra i due sessi. Certo è che, essendo meno frequenti gli infarti nelle donne in età fertile, può essere anche più difficile riconoscere i sintomi, che talvolta si differenziano da quelli tipici maschili».

Probiotici come disinfettanti ospedalieri

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 6:00am

I disinfettanti biologici sono a base di probiotici (come i batteri intestinali o i fermenti in commercio) e sono molto efficaci contro le infezioni ospedaliere, riducono infatti la presenza di ceppi antibiotico-resistenti, i casi di infezione e anche i costi correlati. (altro…)

Coldiretti: “Cade il segreto di Stato sui cibi stranieri importati in Italia”

Pubblicato il 08 Mar 2019 alle 5:42am

Sarà possibile d’ora in poi conoscere il nome delle aziende che importano gli alimenti dall’estero in Italia, cadendo così quello che viene ora definito come il “segreto di Stato” sui cibi stranieri. Ad annunciarlo è Coldiretti nel riferire del pronunciamento del Consiglio di Stato del 6 marzo 2019 sull’accesso ai dati dei flussi commerciali del latte e dei prodotti lattiero caseari oggetto di scambio intracomunitario e provenienti dall’estero detenuti dal Ministero della Salute e fino ad ora preclusi dall’Autorità giudiziaria.

Si tratta dunque di un “risultato storico”, dice ancora la nota associazione dei consumatori, attraverso una nota, dopo la richiesta al Ministero della Salute, “per mettere fine all’inganno dei prodotti stranieri spacciati per italiani ma anche per consentire interventi più tempestivi in caso di allarmi alimentari che provocano gravi turbative sul mercato ed ansia e preoccupazione nei consumatori, a fronte all’impossibilità di conoscere la provenienza degli alimenti coinvolti”.

“Solo nel 2018 in Italia – ricorda Coldiretti – è scoppiato più di un allarme alimentare al giorno per un totale di ben 398 notifiche inviate all’Unione Europea tra le quali figurano 70 ovvero il 17% di prodotti con origine nazionale, mentre 194 provenienti da altri Paesi dell’Unione Europea (49%) e 134 da Paesi extracomunitari (34%). In altre parole – precisa ancora – oltre quattro prodotti su cinque pericolosi per la sicurezza alimentare arrivano dall’estero (83%). In questi casi, spiega l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana – le maggiori preoccupazioni sono proprio determinate dalla difficoltà di individuare e rintracciare rapidamente i prodotti a rischio per toglierli dal commercio generando un calo di fiducia che provoca il taglio generalizzato dei consumi e che spesso ha messo in difficoltà ingiustamente interi comparti economici, con la perdita di posti di lavoro”.