marzo 13th, 2019

Lilt: al via campagna di prevenzione oncologica con visite gratuite in diverse città italiane dal 16 al 24 marzo

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 11:03am

Dal 16 al 24 marzo in tutta Italia torna la Settimana nazionale per la prevenzione oncologica. Sette giorni dedicati alla sensibilizzazione sui corretti stili di vita per ridurre il rischio di ammalarsi non solo di tumore ma anche di altre malattie.

La campagna di prevenzione, giunta alla sua XVIII edizione, è stata istituita nel 2001 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ed è uno dei capisaldi dell’attività annuale di tutta la LILT.Protagonista e testimonial di diffusione della cultura della prevenzione come metodo di vita ha come protagonista l’olio extra vergine di oliva. Diversi studi epidemiologici dimostrano infatti che il consumo regolare di questo olio è un ottimo alleato contro vari di tumore. Non a caso è l’alimento principale della nostra Dieta Mediterranea – ricca anche di frutta e verdura, povera di grassi – riconosciuto come patrimonio dell’umanità.

Ogni anno, come quest’anno, la LILT partecipa in tutte le città alla Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica con visite gratuite su tutto il territorio nazionale ecco il programma completo.

– Un incontro di sensibilizzazione in cui saranno presentati i risultati dell’indagine Salute senza frontiere a cura di ISMU, nell’ambito del bando nazionale di cui LILT Milano è capofila; – un tour della prevenzione con l’unità mobile che offrirà visite gratuite di diagnosi precoce in diverse piazze italiane; – un corso di cucina da Eataly dal titolo “Le mille virtù dell’olio e non solo”. Info e iscrizioni qui. – un Mindful Walking (in via definizione).

Per saperne di più visita il sito web https://www.legatumori.mi.it/campagna/post/settimana-nazionale-prevenzione-oncologica/

Celiachia, dal 1 marzo i nuovi tetti di spesa per l’acquisto dei prodotti in esenzione

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 7:08am

In Italia sono circa 206 mila le persone che soffrono di celiachia, di queste, 146 mila sono donne e 60 mila uomini, principalmente tra i 19 e i 40 anni, residenti perlopiù in Lombardia con 36.529 celiaci. Questi i numeri contenuti nell’ultima relazione annuale diffusa dal Ministero della Salute.

L’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo conta 5644 pazienti, 3853 donne e 1791 uomini. La celiachia è considerata una malattia cronica e una condizione spesso può portare a diverse conseguenze.

Una diagnosi precoce e un corretto stile di vita e regime alimentare possono portare alla completa remissione dei sintomi. La terapia è rappresentata dalla dieta rigorosamente priva di glutine, oggi più perseguibile grazie all’informazione e alla sensibilizzazione della popolazione nonché ad una vasta gamma di prodotti disponibili sul mercato che offre varietà di scelta anche nella ristorazione. Il Servizio Sanitario Nazionale prevede per i celiaci l’erogazione di prodotti formulati in regime di esenzione.

«A Bergamo e provincia – spiega il direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute, Massimo Giupponi – il paziente avente diritto per accedere ai prodotti deve presentare al presidio sociosanitario territoriale di competenza la certificazione prodotta dal medico specialista. Dopo la validazione della certificazione da parte del medico del presidio, l’Asst autorizza la fornitura di alimenti privi di glutine con validità illimitata».

«L’erogabilità è possibile solo per gli alimenti classificabili come senza glutine, specificamente formulati per persone intolleranti al glutine o specificamente formulati per celiaci, ossia quegli alimenti sostitutivi di pane e pasta caratterizzati tradizionalmente dalla presenza di cereali contenenti glutine – aggiunge Marco Gambera, direttore del servizio farmaceutico territoriale di Ats Bergamo -. Con il Dm 10 agosto 2018 rientrano in questa categoria: pane e prodotti da forno salati, pasta, piatti pronti a base di pasta, preparati e basi pronte, prodotti dolciari e cereali per la prima colazione»

Il decreto (entrato in vigore il 1° marzo) stabilisce i nuovi tetti di spesa per l’acquisto dei prodotti in esenzione, rivalutati, per sesso ed età, sulla base dei fabbisogni energetici totali definiti dagli attuali Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia Larn, del secondo livello di attività fisica, di un incremento del 30% per tener conto di particolari esigenze nutrizionali e degli attuali prezzi medi di mercato applicati nel canale di distribuzione prevalente. Basta andare sul sito dell’Ats di competenza dove sono indicati il tetto di spesa rimborsabile, stabilito per i pazienti a seconda dell’età, e l’elenco degli esercizi convenzionati per il ritiro dei prodotti negli esercizi commerciali, nella grande distribuzione organizzata e nelle farmacie.

Danni da filler: a Napoli il primo ambulatorio convenzionato per risolverli

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 7:00am

Nasce a Napoli il primo ambulatorio convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per la diagnosi e la cura delle complicanze da filler per il volto. L’iniziativa, è promossa dall’Azienda Ospedaliera Universitaria – Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, con direttore generale dottor Maurizio Di Mauro e direttore sanitario dottor Ferdinando Russo, fa parte della Uoc di Chirurgia Maxillo-Facciale diretta dal professor Gianpaolo Tartaro, revisore dei conti universitario della Sicmf (Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale).

L’ambulatorio, gestito dal professor Raffaele Rauso, past President della Fime (società di medicina estetica accreditata al Ministero della Salute), opera da diversi anni e ha all’attivo diversi lavori scientifici a riguardo.

«La richiesta di filler è aumentata negli ultimi anni (+200% dal 2000 a oggi per le procedure mini-invasive secondo i dati dell’American Society of Plastic Surgeons) e con essa anche il numero di persone che hanno avuto complicanze per essersi affidati a medici non specializzati, che hanno iniettato sostanze non adatte, spesso addirittura proibite dalla legge, causando danni più o meno gravi – afferma il professor Tartaro -. Per questo abbiamo deciso di realizzare un ambulatorio dove curare i pazienti danneggiati da questo tipo di interventi».

L’ambulatorio ha aperto i battenti a ottobre 2018 e riceve pazienti che provengono non solo dalla Campania, ma anche dal resto del Sud Italia: «Spesso i pazienti che hanno subito dei danni da filler non sanno a chi rivolgersi: il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per tutto il Paese – dice il professor Rauso -. Nell’ambulatorio visitiamo i pazienti, analizziamo la situazione e valutiamo se necessitano una terapia farmacologica o chirurgica, tutto eseguito in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale».

I danni da filler possono essere diversi: «Le complicanze meno gravi si manifestano con gonfiori tardivi, bruciori, dolore e prurito, mentre i danni peggiori riguardano i pazienti a cui sono stati iniettati filler permanenti, ossia non riassorbibili, molto utilizzati una decina di anni fa, possono portare a noduli, granulomi e necrosi. In questi casi l’unica soluzione passa per la sala operatoria, una strada non facile che richiede un post-operatorio abbastanza impegnativo. Il silicone liquido, oggi vietato per legge, nonché altre sostanze come metacrilato, gel di poliacrilammide, o addirittura sostanze di varia natura non a carattere medico (per esempio olii per il corpo), causano problemi anche a distanza di molti anni dall’infiltrazione: rimuoverli chirurgicamente è possibile, ma pochissimi medici eseguono questo tipo di intervento per via delle complessità che comporta» aggiunge Rauso.

Per ricevere un consulto medico e prenotare è possibile chiamare al numero verde del cup 800.177780 e richiedere una visita presso l’ambulatorio per la diagnosi e la cura delle complicanze da filler per il volto, afferente alla Uoc di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Vitamina B12, la sua importanza e i cibi ricchi che la contengono

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 6:04am

La vitamina B12, chiamata anche cobalamina, è al centro di diversi processi fisiologici, come ad esempio la formazione dei globuli rossi, ed è pertanto essenziale rendere sano il sistema nervoso. Il nostro organismo non può sintetizzare da solo questa vitamina, ma è costretto ad assumerla attraverso l’alimentazione. Scopriamo allora che i cibi ricchi che la contengono sono i seguenti, e che principalmente sono di origine animale, pertanto le persone vegetariane e vegane possono aver problemi a reperire la quota minima giornaliera di vitamina B12, pari a circa 2.8 microgrammi.

Anche le persone affette da problemi digestivi come la celiachia, sono a rischio di deficit di vitamina B12 proprio per le difficoltà dell’intestino ad assorbire alcuni nutrienti.

Le persone con deficit di vitamina B12 possono manifestare sintomi come fatica, debolezza, vertigini.

Per evitare di incorrere in tali situazioni, non resta che seguire una dieta in grado di garantire il corretto apporto di vitamina B12.

Vongole – Le vongole sono tra gli alimenti più ricchi di vitamina B12 con circa 84 microgrammi in meno di 100g di vongole. Oltre ad essere ricche di vitamina B12, contengono una quantità considerevole di potassio. Un piatto di spaghetti con vongole sarà in grado di deliziare il palato e di fornire nutrienti fondamentali per la nostra salute. Ostriche – Oltre a contenere ottimi livelli di vitamina B12 (21 mcg per tre oncie di ostriche), le ostriche contengono elevati livelli di zinco. Questo minerale essenziale fornisce un supporto al sistema immunitario e aiuta a combattere il raffreddore e l’influenza. In più, lo zinco favorisce la produzione di testosterone con effetti positivi sul desiderio sessuale, ma anche sul corretto funzionamento delle ovaie.

Cozze – Sono ricche di vitamina B12 e in più costituiscono un’ottima fonte di proteine, potassio, vitamina C e Omega 3.

Granchio – Alimento prelibato e ricco di vitamina B12, vitamine A, B, C e magnesio. Così come le ostriche, anche i granchi contengono importanti quantità di zinco, pari al 58% della dose giornaliera consigliata.

Sardine – Oltre ad essere un’importante fonte di vitamina B12, sono davvero ricchissime di calcio, molto più dei latticini ad esempio. Inoltre le sardine contengono vitamina D e Omega 3. Se acquistate in scatola, è consigliabile risciacquarle più volte prima di cucinarle così da eliminare il sale in eccesso.

Trota – La carne di pesci come la trota di grandi dimensioni, oltre ad essere ricca di vitamina B12, lo è anche di vitamina D e Omega 3 che facilitano l’attività del cervello e aiutano a combattere le infiammazioni.

Salmone – Il salmone non è solo apprezzato per il sapore della sua tenera carne, ma anche per la presenza di nutrienti fondamentali per la salute: vitamina B12, vitamina D e gli Omega 3 che costituiscono ottimi alleati per lo stato di salute del proprio cuore.

Tonno – Sicuramente è tra i pesci più apprezzati nelle cucine di tutto il mondo, ma forse non tutti conoscono i benefici che esso può dare alla nostra salute. Infatti, questo pesce è ricco di vitamina B12 e di vitamina D e inoltre ha anche importanti quantità di Omega 3, inclusi l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesanoico (DHA), che svolgono una funzione protettiva a livello del sistema nervoso centrale.

Manzo – La carne di manzo è un’ottima fonte di zinco e vitamina B12 ed è inoltre ricca di riboflavina , che aiuta ad alleviare i sintomi premesturali.

Latte – Il latte, alimento ricco di calcio e di vitamina D può avere effetti positivi sui sintomi del ciclo mestruale. In più, un recente studio dell’Università del Massachusetts ha rivelato che le donne abituate a consumare regolarmente latte e derivati, hanno meno problemi di ovulazione.

Yogurt – ricco di calcio, magnesio e proteine. Recenti studi dimostrano che mangiare regolarmente yogurt abbassa i rischi di sviluppare il diabete e l’ipertensione. Grazie alla presenza di importanti probiotici, lo yogurt rappresenta un ottimo aiuto per la digestione favorendo la proliferazione della flora intestinale.

Uova – Le uova contengono grandi quantità di vitamina D e di magnesio, importanti perché favoriscono l’assorbimento di calcio e contribuiscono a garantire ossa resistenti.

Pollo – Anche è una buona fonte di proteine e inoltre accelera il metabolismo, favorendo i processi digestivi.

Tacchino – la cui carne risulta essere ricca di selenio, che favorisce l’azione del sistema immunitario. Inoltre contiene anche triptofano, un elemento che garantisce un buon riposo notturno.