Tra il 2019 e il 2021 fuori 23mila medici in 3 anni in pensione

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 18 Mar 2019 alle ore 8:19am

Sono 23mila i medici che in 3 anni potrebbero lasciare il loro posto di lavoro per andare in pensione, tra il 2019 e il 2021 per effetto del raggiungimento dei limiti per la pensione che per la nuova legge quota 100. E’ la stima che viene fatta dall’ANSA e dal sindacato medici dirigenti Anaao-Assomed. I medici che lascerebbero il Ssn per pensionamento sarebbero circa 18mila ed altri 18-20mila e maturerebbero i requisiti per la quota 100 anche se, di questi ultimi, si stima potrebbe poi lasciare ufficialmente l’incarico circa il 25%, ovvero 4.500.

Nel triennio 2019-2021, spiega ancora il segretario nazionale Anaao-Assomed Carlo Palermo, “circa 18-20mila medici del Servizio sanitario nazionale maturerebbero i requisiti per la quota 100 e potrebbero dunque lasciare l’incarico. E’ però verosimile che non tutti prendano tale decisione e stimiamo in circa il 25%, ovvero circa 4.500 professionisti (1000-1500 l’anno), il numero realistico di medici aventi diritto che potrebbe effettivamente decidere di lasciare il lavoro per effetto della quota 100”. A tale numero stimato di 4.500 medici in uscita va però sommata, spiega Palermo, “una ulteriore quota di circa 18mila medici che andrebbero comunque in pensione per il raggiungimento dei limiti previsti. In totale, dunque, si stima potranno essere almeno 23mila i medici che lasceranno il Ssn nel triennio”.

Un quadro, commenta Palermo, di “forte allarme: oggi i medici in servizio nel Ssn sono infatti circa 105mila e se nei prossimi 3 anni si creasse un buco di 23mila camici bianchi, ciò porterebbe ad una pesante riduzione dei servizi per i cittadini. Tali fuoriuscite, infatti, arriverebbero in un contesto attuale della Sanità italiana che è già di forte degrado”. La quota 100, avverte, “va di fatto ad aggravare la situazione poiché potrebbe determinare un incremento del 20% in più delle uscite rispetto a quelle preventivate”. A fronte di ciò, conclude il segretario dell’Anaao, “è quanto mai urgente che il governo proceda ad una campagna di assunzioni e concorsi nella Sanità”.