marzo 21st, 2019

Creato gel adesivo che ripara la cornea ed evita il trapianto

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 12:44pm

E’ in arrivo un gel adesivo, che potrebbe riparare la cornea rendendo inutile anche lo stesso trapianto. È questa, la prospettiva che arriva dalla ricerca – appena pubblicata su Science Advances – condotta da Reza Dana, responsabile del servizio Cornea e Chirurgia Refrattiva al Massachusetts Eye and Ear e docente di oftalmologia della Harvard Medical School di Boston.

«È da tempo che si lavora per sviluppare sostanze che potrebbero riparare la cornea e sono già anni che, per rafforzarla, dato che può sfiancarsi e assottigliarsi, (assumendo una caratteristica forma a cono, da cui il nome della patologia: “cherotocono”) si ricorre a una tecnica simile a quella proposta – spiega il professor Paolo Nucci, direttore della clinica oculistica della clinica San Giuseppe di Milano – il cross linking che letteralmente vuol dire collegamento incrociato. In pratica si rafforza la cornea creando nuovi legami tra le fibre di collagene che la costituiscono, grazie all’azione della vitamina B2 che, sottoposta all’azione dei raggi ultravioletti, rende più rigida la cornea stessa. Il lavoro di Dana, va dunque in una direzione già nota anche se i problemi tecnici non mancano».

Il gel super-adesivo sviluppato dai ricercatori contiene molecole attivabili dalla luce e la nuova tecnologia chiamata GelCORE (gel for corneal regeneration), potrebbe divenire risolutiva nella cura delle lesioni di cornea, causa molto diffusa nel deficit visivo, con oltre 1,5 milioni di nuovi casi di cecità corneale riportati ogni anno. «Abbiamo creato un materiale chiaro e fortemente adesivo – ha spiegato Dana – che dovrebbe consentire alla cornea anche di rigenerarsi: le cellule corneali si fondono con l’adesivo e la riparano creando un tessuto il più possibile simile a quello originale danneggiato».

Il gel in questione viene somministrato o per iniezione o con un contagocce. Una volta arrivato in sede lo si attiva con esposizione a luce blu per pochissimi minuti in modo che prenda le caratteristiche del tessuto corneale e si fonda progressivamente con esso riparando il difetto e stimolando la rigenerazione corneale.

«L’esposizione alla luce blu degli ultravioletti serve per attivare la molecole del gel – spiega ancora il professor Nucci – e per farle polimezzare, cioè indurire. E’ come quella che utilizza il dentista per asciugare rapidamente la pasta dell otturazioni e che si usa per il cross linking corneale. La difficoltà non sta tanto nel fatto di fare in modo che si ricostruisca il tessuto corneale lesionato, ma nel fatto che la cornea ricostruita mantenga la sua trasparenza. Le cellule della cornea sono infatti disposte secondo una precisa struttura architettonica che ne garantisce la trasparenza e quindi il passaggio dei raggi luminosi all’interno dell’occhio; se la simmetria cellulare del tessuto ricreato non è perfetta la sua funzione è compromessa: le immagini non sono più nitide e la vista è compromessa, proprio come accade nella lesine corneale stessa».

Per ora il gel è stato testato solo con successo su animali, e attualmente il gruppo di ricerca sta cercando di svilupparlo in differenti formulazioni (per concentrazione, viscosità ed altri parametri) in modo da tale da poterlo poi testare anche sull’uomo. Creare diverse versioni da usare a seconda del tipo di lesione corneale da curare.

Ricercatrice italiana Francesca Sacco scopre proteina chiave del diabete: “Cerco finanziamenti per continuare”

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 12:04pm

A soli 34 anni, la ricercatrice italiana Francesca Sacco dell’Università Tor Vergata di Roma ha scoperto un possibile nuovo bersaglio per la cura al diabete di tipo 2, la forma più comune della malattia. “Con la ricerca sui topi sani e malati, ho notato che è centrale il ruolo della proteina GSK3 – dice all’Adnkronos -. Abbiamo visto che nel pancreas dei topi diabetici è praticamente sempre accesa, mentre in quelli sani è spenta. Abbiamo scoperto che il GSK3 controlla la produzione di insulina da parte del pancreas. Se è sempre acceso come nei topi diabetici non è in grado di produrla”.

Arrivata a tale scoperta grazie alla sua esperienza avuta all’estero: la tecnologia della proteomica, utilizzata nel prestigioso laboratorio Max Planck di Biochimica a Monaco, dove ha lavorato per cinque anni con il Professor Matthias Mann. “Abbiamo usato, allora, un inibitore per vedere se, bloccando l’attività di GSK3, riuscivamo a ripristinare la normale abilità di questi pancreas nel produrre insulina”. Il risultato? “I pancreas dei topi diabetici, trattati con questa molecola, sono di nuovo in grado di produrre insulina” spiega con grandissimo entusiasmo la ricercatrice, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cell Metabolism. “Questi sono ancora studi preliminari, fatti sui topi. Da qui ad arrivare a una cura ci sono ancora tanti passi da fare”. Tornata in Italia nel settembre del 2017, grazie alla borsa di studio ‘L’Oréal Italia per le donne e la scienza’, la biologa ha cominciato a lavorare all’ateneo capitolino di Tor Vergata.

Qualche mese dopo è arrivato il reclutamento per Giovani Ricercatori ‘Rita Levi Montalcini’ del MIUR che le ha offerto la possibilità di diventare ricercatore. Oggi, grazie a un finanziamento AIRC Grant Start-Up, conduce un gruppo di ricerca per lo studio della resistenza alla chemioterapia di leucemie mieloidi acute, usando la tecnologia della proteomica. L’assurdo è che, per ora, il suo studio sul diabete è fermo perché non ci sono fondi. “Allo stato attuale non ho un finanziamento per continuare la ricerca sul diabete, ma combatto per trovare uno ‘sponsor’ – conclude – . C’è tutta l’intenzione di continuare a perseguire questa strada, però, come al solito ci vogliono i soldi. Io, comunque, non mi arrendo”.

La mia seconda volta, al cinema dal 21 Marzo

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 8:46am

Arriva al cinema, in 5 sale, LA MIA SECONDA VOLTA, un film di Alberto Gelpi con Aurora Ruffino, Simone Riccioni, Mariachiara Di Mitri, Federico Russo, Ludovica Bizzaglia. Distribuzione Dominus Production. (altro…)

Michela Brambilla: “Inseriamo animali in Costituzione, solo così possiamo tutelarli”

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 8:10am

Michela Vittoria Brambilla già nella passata legislazione aveva tentato più volte di introdurre nell’ordinamento giuridico italiano la soggettività degli animali, ovvero il riconoscimento del fatto che siano essi esseri senzienti e, come tali, soggetti portatori di diritti e non semplicemente “res”, ovvero cose, così come previsto nel codice civile del 1942. “Nonostante la cosiddetta fase costituente che aveva caratterizzato il passato Parlamento – spiega la deputata di Forza Italia, che è anche presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali che raccoglie esponenti di tutte le forze politiche – non se n’è fatto nulla. L’attuale maggioranza, nonostante gli sforzi di un buon ministro dell’Ambiente come il generale Costa, non ci lascia molte speranze, ma siamo nel 2019, abbiamo una popolazione che ha un forte sentimento animalista e non possiamo permetterci di avere ancora dei codici che come mentalità sono fermi al periodo della seconda guerra mondiale”.

La nuova campagna per introdurre in Costituzione il riconoscimento degli animali come soggetti, lanciata in questi giorni a Milano a margine dei lavori assembleari della Leidaa, la Lega italiana per i diritti degli animali e dell’ambiente, riguarda anche una petizione online, che nelle prossime settimane sarà portata nelle piazze italiane, con la quale si chiederà al Parlamento italiano di affrontare la questione e dare seguito alla proposta di legge Brambilla per la modifica di due articoli della carta costituzionale, il 9 e il 117. Il primo, in particolare, è quello in cui i padri costituenti inserirono la tutela del patrimonio artistico ed archeologico. Una definizione generica che tuttavia non comprende l’ambiente in senso stretto, gli ecosistemi e la fauna. “Introducendo queste modifiche nella principale delle nostre leggi – spiega ancora la Brambilla – anche gli altri codici dovranno essere adeguati. Facendolo l’Italia si metterebbe al pari di altri Paesi che da questo punto di vista sono culturalmente più avanzati. Senza andare troppo lontano basterebbe guardare agli esempi di Germania, Austria e Svizzera, che già riconoscono la protezione agli animali, e copiarli”. Una protezione necessaria secondo la parlamentare affinché anche gli episodi gravi di violenze nei confronti degli animali – in Italia nel 2017 sono stati almeno 750 quelli denunciati e resi noti – vengano perseguiti nelle giuste forme e con il giusto peso”.

Monza: ospedale San Gerardo su Lancet per lo studio sulle cisti ovariche

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 7:42am

L’ospedale San Gerardo di Monza ancora una volta il primo a livello internazionale. La Clinica ostetrica e ginecologica della struttura di Monza di via Pergolesi, insieme all’Università di Milano Bicocca, ha contribuito a un importante studio sull’approccio di sorveglianza ecografica delle cisti ovariche condotto in dieci diversi paesi del mondo risultando ancora una volta tra i migliori e maggiori collaboratori per il reclutamento e il monitoraggio delle pazienti. I risultati dello studio, il più importante nel suo genere finora pubblicato, sono stati riportati da una delle più autorevoli riviste scientifiche ‘Lancet Oncology’. In base ai risultati ottenuti le cisti ovariche semplici non necessitano di essere rimosse chirurgicamente, dato che una buona parte di queste si risolve spontaneamente o, comunque, non influiscono sullo stato di salute della donna. (altro…)

Adolescenti e make up, i prodotti più adatti per loro

Pubblicato il 21 Mar 2019 alle 7:06am

Molte adolescenti, per sentirsi belle, ammirate e corteggiate amano truccarsi e sembrare più grandi. E’ importante, però, scegliere prodotti giusti, in quanto, la loro pelle ha un aspetto e delle caratteristiche molto diverse da quelle degli adulti e quindi qualsiasi articolo per il trucco in commercio può risultare poco adatto per loro.

Per questo motivo, è molto importante che il prodotto sia anche un vero e proprio trattamento di bellezza oltre che accessorio per esaltarla. Deve essere idratante e anti seborroico. Anche se le adolescenti vorrebbero avere l’aspetto di una celebrità, è importante che capiscano che valorizzare è meglio che creare un’immagine di sé diversa da quello che si è. Perché trucco sì, ma continuando a mostrare la loro identità ed età. Perché per ogni cosa c’è il suo tempo.

Sì allora, dai 13-16 anni ad un trucco acqua e sapone. Sì a bb cream, mascara, blush e rossetto idratante.

Avere una pelle luminosa e liscia in età così giovane può fare certamente la differenza. Una buona igiene quotidiana, con latte detergente e tonico, o sapone mirato per pelle acneica, può tenere lontani grasso, impurità, punti neri e brufoli!.

Mangiare bene anche e bere tanta acqua al giorno. Per coprire leggermente, senza dover soffocare necessariamente le imperfezioni, c’è la bb cream, una crema colorata che funge da prodotto idratante e make up. Uniforma le discromie e il colorisce tutto il viso, minimizzando le imperfezioni da acne oltre che a proteggere dai raggi dannosi del sole. Tra le migliori in commercio abbiamo L’Oréal Nude Magique BB Cream, che grazie a cinque effetti correttivi promette ben 12 ore di tenuta ad un prezzo anche accessibile a tutte. In alternativa, abbiamo anche le creme colorate della Nivia, davvero molto interessanti anche per il prezzo!

E per dare profondità allo sguardo? Niente paura, basterà solo ed esclusivamente del rimmel. Ma se l’effetto del rimmel non convince perché troppo leggero, può essere applicato anche sulla rima inferiore oppure scelto in colorazioni differenti che vanno dal marrone, al borgogna passando per il blu scuro. Il mascara Volume On di Sephora può essere la scelta migliore per un sabato con le amiche oppure per un appuntamento al cinema o ad una festa con amici.

Il blush: altro accessorio ideale per le giovanissime! Deve essere in polvere, liquido o cremoso, da applicare anche solo con le mani. Per le più giovani sono consigliati quelli in crema perché sono idratanti e facilmente applicabili con le dita. Tra i più adatti troviamo i colori pesca, terra di siena oppure rosa caldo. Il blush Pupa Like A Doll è tra i più consigliati perché dona un colore leggero, naturale, luminoso e levigante senza appesantire la pelle, soprattutto se hanno delle imperfezioni.

Infine il rossetto. Deve essere idratante. In inverno si tende ad avere labbra screpolate, quindi indossare un rossetto che si ossida sulla bocca in poco tempo può certamente peggiorare la situazione. Sono tanti i rossetti idratanti in commercio perfetti per ogni occasione: ma le giovanissime possono optare per quelli color nude o rosa pesca per la scuola, un leggero rosso per la sera ed un lilla per le feste. Da applicare più volte al giorno, sono perfetti da portare in borsa per sentirsi più femminili. Si può ricorrere ad un burro cacao colorato, in modo che il risultato sembrerà molto, molto naturale, oppure a veri e propri rossetti come i balm in penna di Revlon dalle tantissime sfumature di colore.