aprile 3rd, 2019

Denti troppo lunghi per 1 giovane su 5: la chirurgia li può correggere

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 9:12am

Non tutti sanno che la chirurgia plastica può migliorare anche il sorriso, intervenendo sulle gengive che si sono ritirate troppo. Il dente che assume la caratteristica forma allungata poiché il tessuto gengivale lo ha lasciato troppo scoperto è un problema molto diffuso e che colpisce fino a un giovane su cinque. Le ultime novità in questo settore, che permettono di rendere l’intervento meno ‘fastidioso’, sono state tra i temi affrontati in occasione del 19/mo convegno della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (Sidp) che si è tenuto a Roma pochi giorni fa.

“La recessione gengivale – spiega Luca Landi, presidente eletto della SIdP – è un problema colpisce una fetta importante della popolazione, almeno l’80% degli over 65. Ma non risparmia i giovani: ne presenta almeno una il 20% dei giovani sotto i 30 anni e ben il 50% degli under 40”. I tessuti gengivali possono presentare queste alterazioni per cause diverse: “può dipendere da un tipo di tessuto gengivale particolarmente sottile, ma anche dall’abitudine di spazzolare i denti troppo vigorosamente con lo spazzolino”.

L’intervento di chirurgia plastica è ambulatoriale e in anestesia locale. Consiste nello spostamento del tessuto, che viene prelevato dal palato e innestato sulle gengive. Ma, prosegue Landi, “sta offrendo risultati promettenti anche l’utilizzo di materiali biologici innovativi per la medicina rigenerativa, che evitano il prelievo palatale, rendendo il trattamento ancora meno invasivo”. “E’ consigliabile, però – precisa l’esperto – farlo nei casi in cui l’estetica compromessa generi particolare insicurezza, ovvero quando i denti appaiono troppo allungati a causa della gengiva si ritrae. Oppure nei casi in cui vi sia ipersensibilità gengivale causata dal colletto lasciato scoperto. Ma anche, e soprattutto, – conclude Landi- qualora si debba affrontare una cura ortodontica per correggere l’affollamento dentale, così come nelle condizioni di parodontite che, se non trattate, possono portare a un peggioramento”.

Radiazioni da smartphone, ecco la lista dei modelli con valori più alti

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 9:11am

Gli smartphone sono controllati accuratamente prima di lanciarli in commercio dall’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni sugli smartphone che ha proprio il compito di stilare una lista e aggiornala con i nuovi modelli e verificare che il loro valore SAR non superi determinati limiti.

In quanto, anche se non sono cosi forti da provocare mutazioni genetiche, le radiazioni emesse dagli smartphone possono provocare riscaldamento eccessivo dei tessuti muscolari, problemi di udito, tumore al cervello se tenuti troppo a contatto con la testa, e vomito, nausea e mal di testa.

Il valore SAR è un valore in percentuale che indica quante radiazioni il corpo umano riesce ad assorbire ogni volta che è esposto a quel modello di smartphone; grazie ad una lista stilata da Statista abbiamo scoperto quali sono i modelli più pericolosi di altri. Dobbiamo comunque specificare i modelli che hanno un valore SAR maggiore sul mercato già da un lungo periodo; infatti, i modelli più recenti non risultano poi essere cosi pericolosi. Questi quelli con valori più alti rispetto alla normativa europea SAR:

A seguire la lista completa

Honor View 10 – 1,03 Watt per kg Sony Xperia X Compact – 1,08 Watt per kg Honor 5C – 1,14 Watt per kg Sony Xperia XZ Premium – 1,21 Watt per kg Apple iPhone 7 Plus – 1,24 Watt per kg Honor 9 1,26 Watt per kg BlackBerry DTEK60 – 1,28 Watt per kg ZTE Axon 7 Mini – 1,29 Watt per kg Xiaomi Redmi Note 5 – 1,29 Watt per kg Apple iPhone 8 – 1,32 Watt per kg OnePlus 6 – 1,33 Watt per kg Google Pixel 3 – 1,33 Watt per kg HTC Desire 12/12+ – 1,34 Watt per kg Sony Xperia XZ1 Compact – 1,36 Watt per kg Huawei P9 Lite – 1,38 Watt per kg Apple iPhone 7 – 1,38 Watt per kg Xiaomi Mi9 – 1,389 Watt per kg OnePlus 5 – 1,39 Watt per kg Google Pixel 3 XL – 1,39 Watt per kg Huawei Nova Plus – 1,41 Watt per kg Huawei P9 – 1,43 Watt per kg Huawei GX8 – 1,44 Watt per kg Xiaomi Mi Mix 3 – 1,45 Watt per kg Motorola Moto Z2 Play – 1,455 Watt per kg Huawei P9 Plus – 1,48 Watt per kg Honor 8 – 1,5 Watt per kg HTC U12 Life – 1,48 Watt per kg OnePlus 6T – 1,55 Watt per kg Xiaomi Mi Max 3 – 1,58 Watt per kg Huawei Mate 9 – 1,64 Watt per kg OnePlus 5T – 1,68 Watt per kg Xiaomi Mi A1 – 1,75 Watt per kg

Comunque sia, un uso minore dello smartphone potrebbe solo beneficare; i consumatori, dovrebbero solo avere un po’ di buonsenso durante la quotidianità:

Per esempio, non tenerlo addosso se non è necessario; Utilizzare il viva voce durante una chiamata per non avvicinarlo all’orecchio e di conseguenza, alla testa; Inviare un messaggio invece di effettuare una telefonata; Non conservare lo smartphone nelle tasche interne delle giacche, evitando così di tenerlo vicino ad organi vitali.

Jo, la donna che non prova dolore

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 8:45am

Si chiama Jo, è una donna scozzese e non ha mai provato dolore. Il merito è di due modifiche genetiche rarissime, di cui una finora sconosciuta. È il caso riportato sul Journal of Anaesthesia che scopre il segreto di questa donna straordinaria che ha superato i 65 anni senza mai un dolore, mai un’ansia o una situazione di panico. A darne notizia un team di esperti genetisti della University College di Londra e Università di Oxford. A questi scienziati la donna, Jo Cameron, era stata segnalata dopo che, sottoposta a un intervento alla mano, aveva dichiarato di non provare alcun dolore post-operatorio.

Che fosse nata con un dono straordinario, era in realtà indicato da tante situazioni cui però lei negli anni non aveva mai dato peso: ad esempio quando si era procurata una brutta bruciatura usando il forno, accorgendosene unicamente dall’odore di carne bruciata. Oppure quando era rimasta coinvolta in un incidente d’auto senza rimanerne minimamente sconvolta. Andando a rivedere la sua cartella clinica, anamnesi i medici si sono accorti che Jo in tutta la sua vita non aveva mai avuto nemmeno una prescrizione per antidolorifici; perché non ne aveva mai avuto bisogno. Jo non ha sentito dolore neppure durante il parto. “Guardandomi indietro – ha riferito Jo in un’intervista alla BBC Health – mi sono poi resa conto che non ho mai avuto necessità di analgesici”, ma non si era mai chiesta come mai. “Sei quel che sei – racconta – finché qualcuno non ti fa notare che sei diversa. Non te ne rendi conto. Io mi sentivo solo un’anima felice, inconsapevole che vi fosse qualcosa di differente in me”.

Accessori primavera estate 2019, quello che c’è da sapere

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 6:43am

Colori della primavera – estate 2019 sono super brillanti, ma troviamo anche nuance delicatissime nei colori nude, rosa chiaro, bianco latte. Le fantasie spopolano à gogo. Gli accessori di tendenza per la stagione calda presentano loghi stampati all over sulle scarpe e sulle borse più glam da sfoggiare nei prossimi mesi di giorno, di sera, al mare, in campagna e in città. Nel tempo libero e in ufficio.

Sono moderni, ma anche con un occhio al passato. Must have indiscusso del look primavera estate in quanto aggiungono quel tocco personale in più agli abiti – lunghi o corti che siano – ai completi blazer e alle pencil skirt – come nel caso della collezione da atelier e apparentemente non ultimata di Jeremy Scott per Moschino –, ma diventano anche protagonisti indiscussi della moda che gioca molto sulla sovrapposizione, le mille sfumature: una palette cromatica vibrante che lascia ampio spazio alla creatività dei designer.

Molto di moda anche gli occhiali grossi, stile anni ’70, i foulard come copricapo, gli orecchini enormi, dallo stile gitana – orientale, e le borse e le cinture di tutti i tipi e in tutte le versioni, fantasie e varianti.

Le scarpe sono basse a punta, con tacchi a spillo alti o bassi, con punta arrotondata, a fantasia, con zeppe vertiginose, in sughero, in plastica, e chi più ne ha ne metta.

Violenza sulle donne, sul revenge porn cʼè il via libera unanime della Camera, ok anche dalle opposizioni

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 6:39am

Dopo il via libera della commissione Giustizia all’emendamento sul revenge porn, arriva l’ok unanime della Camera. Soddisfatta anche l’opposizione che rinuncia al termine per la presentazione dei sub-emendamenti. Il testo prevede che chiunque invii, pubblichi o diffonda immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, senza il consenso delle persone rappresentate, sia punito con reclusione da 1 a 6 anni e multa da 5.000 a 15.000 euro.

L’emendamento della commissione al ddl sul codice rosso è stato approvato con 461 voti a favore e nessun contrario. L’esito del voto è stato accolto da un applauso, con i deputati Fi e Pd tutti in piedi a battere le mani.

I casi in cui aumenta la pena – Il testo riprende in buona parte l’emendamento dell’azzurra Federica Zanella su cui si erano bloccati i lavori la scorsa settimana. Soddisfatti anche i partiti di minoranza che hanno deciso di rinunciare al termine per la presentazione dei subemendamenti. La stessa pena (reclusione da 1 a 6 anni e multa da 5.000 a 15.000 euro) si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o il video li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro nocumento. La pena è aumentata se i fatti sono commessi del coniuge, anche separato o divorziato, o da una persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

La pena viene poi aumentata da un terzo alla metà se i fatti sono commessi in danno di persona in condizione di inferiorità fisica o psichica o in danno di una donna in stato di gravidanza. Il delitto viene punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e di sei mesi e la remissione della querela può essere soltanto processuale.

La Lega ha ritirato l’emendamento alla legge contro la violenza sulle donne che avrebbe introdotto sulla castrazione chimica. Lo ha detto il ministro Giulia Bongiorno. “Siamo consapevoli che questo emendamento, in questa fase, non è condiviso dal M5S. Abbiamo una priorità, in questo momento, che è quella di fare andare avanti in maniera compatta il governo e questo provvedimento”, ha spiegato.

Boldrini: “Vittoria delle opposizioni” mentre Federica Zanella di Forza Italia puntualizza che il testo riprende quello a sua firma “aggiungendo il reato di divulgazione e l’aumento di pena per le condotte realizzate ai danni di disabili”.

M5s: “Soddisfatti dell’accordo” – “C’è soddisfazione per l’accordo raggiunto sul Revenge Porn. In Aula porteremo un emendamento che è stato condiviso con le altre forze politiche. Siamo contenti che sia stata trovata una soluzione”. E’ questa la posizione del M5s espressa in una nota.

Autismo: vitamine in gravidanza per ridurre il rischio

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 6:30am

In occasione della XII edizione della giornata internazionale dell’autismo, celebrata ieri 2 aprile, in tutto il mondo, l’attenzione è stata posta quest’anno sull’importanza dell’assunzione delle vitamine nella fase prenatale per i bambini a rischio e la campagna di raccolta fondi #sfidAutismo19. (altro…)