Ictus, il mese della prevenzione, visite gratuite in tutta Italia: il fumo il nemico maggiore delle arterie

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 04 Apr 2019 alle ore 8:00am

Per fare una giusta e adeguata prevenzione contro l’ictus bisogna partire prima dall’abolizione delle cattive abitudini, come ad esempio il fumo in primis.
Chi fuma, infatti, ha un rischio due volte superiore di essere colpito da ischemia cerebrale. Smettere di fumare produce benefici importanti. Molti vantaggi si ottengono ad esempio già dopo poche settimane e, dopo cinque anni, il rischio cerebro-cardiovascolare degli ex fumatori è simile a quello di chi non ha mai avuto questa cattiva abitudine. A evidenziarlo, in occasione di aprile mese della prevenzione dell’ictus cerebrale, è Alice Italia Onlus, Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale. Il fumo è l’unico fattore di rischio che potrebbe essere completamente rimosso. Il nemico numero uno delle arterie: la nicotina viene assorbita dai polmoni, passa nel sangue, provoca la riduzione del diametro delle arterie e riduce la circolazione del sangue, fa aumentare la pressione arteriosa e la tachicardia, causa predisposizione alla formazione di placche di aterosclerosi e, infine, facilita la formazione di coaguli, che andando in circolo possono danneggiare cuore, cervello, reni e altri organi. Quando un trombo ostruisce improvvisamente una arteria cerebrale si parla di ictus, che colpisce ogni anno in tutto il mondo circa 15 milioni di persone e nel nostro Paese circa 150.000.

“L’ictus è un evento improvviso, inatteso e traumatico – afferma la dottoressa Nicoletta Reale, Presidente di Alice Italia Onlus – fumare comporta un rischio due volte maggiore di essere colpiti da ictus: i fumatori hanno la probabilità doppia che si verifichi un ictus ischemico e ben quattro volte superiore che si verifichi un ictus emorragico. Più della metà dei fumatori reduci da ictus riprende il vizio una volta lasciato l’ospedale, ma in questo caso il rischio di morire triplica, arrivando addirittura a quintuplicare se il paziente riprende in mano la sigaretta una settimana dopo la dimissione”.

Solo in Italia sono 12 milioni i fumatori, e a preoccupare è l’abitudine al fumo nei giovanissimi, nei ragazzi e ancor più nelle ragazze, che a questa dipendenza tendono ad associare altre ugualmente pericolose. Fondamentali per gli esperti sono la prevenzione e l’adeguata consapevolezza che smettere di fumare appena possibile o non cominciare affatto, tenendo conto che l’ictus, come tutte le malattie cardiovascolari e i tumori, è una malattia multifattoriale, cioè dovuta alla concomitante azione di più fattori. Le terapie della fase acuta (trombolisi e trombectomia meccanica) attualmente disponibili possono evitare del tutto o migliorare in modo sorprendente gli esiti, ma la loro applicazione secondo l’Associazione rimane a tutt’oggi molto limitata per scarsa informazione, sintomi ignorati. Il conseguente ritardo con cui chiama il 112 e si arriva negli ospedali idonei, il ritardo intra-ospedaliero e, infine, la mancanza di reti ospedaliere appropriatamente organizzate.

Per gli eventi del mese della prevenzione si può consultare il sito www.aliceitalia.org