aprile 8th, 2019

La povertà lascia un segno nel dna

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 11:24am

La povertà può lasciare un segno nel dna delle persone, parola di esperti. Può attraversare generazioni e colpire non solo riducendo le possibilità dei figli di chi vive in condizioni economiche difficili. L’impatto è davvero profondo, raggiunge anche il Dna. A suggerirlo uno studio scientifico secondo cui la povertà lascia un segno sui geni. Un’eredità genetica pesante, la ‘memoria’ di ristrettezze e privazioni scritta nel nostro corpo. Una scoperta descritta dagli autori – un team della statunitense Northwestern University – che si inserisce in un ricco filone di ricerca sugli effetti di ricchezza e povertà sulla salute, ma gli esperti vanno oltre. A caccia di tracce nel codice della vita. (altro…)

Leishmaniosi: che cos’è, i vaccini

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 11:18am

La leishmaniosi è patologia invalidante che, spiega Marco Melosi, presidente dell’Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), «si cura, ma da cui non si guarisce definitivamente: provoca lesioni oculari e cutanee, complicanze renali e nei casi più gravi anche la morte. Non si trasmette direttamente da cane a cane o da cane a uomo, in quanto l’unico vettore possibile è il flebotomo che succhia il sangue dall’animale infetto».

Incubazione Il periodo d’incubazione della leishmaniosi può in genere anche anni, ma vi sono segnali che possono mettere in allerta i proprietari dei cani, ossia, dimagrimento, forfora sul pelo, stanchezza cronica, crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi e comparsa di sangue dal naso. La patologia è polisistemica.

Prevenzione La prevenzione resta l’unica arma migliore. Si articola su quattro punti principali:

– Valutazione col veterinario della vaccinazione più adguata: esistono due tipi in commercio di farmaci per la prevenzione, con la stessa copertura in termini di percentuale, Leisguard e LetiFend. – Utilizzazione di antiparassitari (collari, pipette, spray). – Tenuta del cane al riparo, in casa anche di notte. – Utilizzazione di zanzariere. Infatti, a differenza dei flebotomi, la zanzara comune (Culex) può, trasmettere il virus West Nile (ci sono stati diversi casi in Veneto) sia all’uomo che negli animali, in particolare cavalli e uccelli benché altri mammiferi come cani e gatti. Per questo motivo è fondamentale assicurare per tutto l’arco dell’anno adeguate protezioni antiparassitarie ai pet, adottando accorgimenti necessari.

Torino, asportato rene da sveglio

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 8:00am

Per la prima volta al mondo è stato asportato un rene in laparoscopia su un paziente sveglio di quasi 170 kg con un tumore, presso l’Urologia universitaria dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino. “Si è trattato di un intervento innovativo e di frontiera senza precedenti”, spiega in una nota la Città della Salute di Torino. (altro…)

Allergie di stagione, un aiuto naturale da ribes, perilla e camomilla

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 6:48am

“Esistono numerosi rimedi naturali che consentono di contrastare i sintomi dell’allergia, ridurre l’infiammazione e migliorare la funzionalità del sistema immunitario”, spiega Cristina Settanni, naturopata, autrice del libro ‘Fiori del bene’, e docente presso il College of Naturophatic Medicine Italia. Ecco le piante utili consigliate dall’esperta: (altro…)

Fumo, iniziano dai 10 anni in su

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 6:29am

A partire dai 10 anni, nella fascia d’età tra i 13 e 15 anni, un ragazzo su cinque fuma sigarette tradizionali. Questi i dati allarmanti che emergono dal sistema di sorveglianza Global Youth Tobacco Survey, un’indagine che ha coinvolto 180 Paesi sull’uso del tabacco fra i giovanissimi, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Il dossier registra anche un boom per le sigarette elettroniche utilizzate dal 18% degli intervistati.

L’indagine rivela anche come sia relativamente semplice per i ragazzi acquistare sigarette tradizionali o elettroniche, nonostante viga il divieto di vendita ai minori, e come la scuola non sia ancora percepita, pur essendo il fumo vietato sia all’interno che all’esterno degli istituti, come un luogo dove non si possa fumare. La terza raccolta dati della Sorveglianza Gyts è stata effettuata in Italia nell’anno scolastico 2017-2018. L’indagine ha coinvolto 33 scuole secondarie di primo grado e 33 scuole secondarie di secondo grado, per un totale di quasi 1.700 studenti coinvolti.

In Italia le ragazze sono fumatrici abituali di sigaretta tradizionale nel 24% dei casi contro il 16% dei coetanei maschi, mentre per quanto riguarda le sigarette elettroniche emerge che i ragazzi sono quelli che la usano di più (22% contro 13%). I dati mostrano, inoltre, che in soli 4 anni la diffusione della e-cig è diventata paragonabile a quella della sigaretta tradizionale: i fumatori abituali sono più che raddoppiati (attestandosi ora al 18%) mentre i consumatori occasionali sono aumentati del 60% (ora sono il 44%).

L’idea di smettere quando vogliono è maturata nell’81%, degli intervistati, ma in realtà, solo poco più della meta’ ha tentato realmente di farlo negli ultimi 12 mesi e solo 1 su 2 ha ricevuto un aiuto per riuscirci. Un ragazzo su 2 riferisce poi di essere stato esposto al fumo passivo in casa. A scuola la percentuale di insegnanti che fumano all’interno nella scuola è passata dal 44% del 2010 al 14% del 2018, cosi’ come quella degli studenti che scende da 56% del 2010 al 29% del 2018.

Stress, come ridurlo con un rimedio tutto naturale

Pubblicato il 08 Apr 2019 alle 6:14am

Esiste un rimedio naturale efficacissimo contro lo stress, che tutti noi tendiamo ad ignorare, ma che è molto facile anche da praticare. Consiste nel trascorrere almeno 20 minuti al giorno a contatto con la natura, in un parco verde urbano o ovunque ci sia del verde. Secondo un recente studio infatti, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Psychology questa esperienza aiuterebbe all’organismo a ridurre il principale ormone dello stress, il cortisolo. Chi ha la possibilità, può concedersi passeggiate in montagna, chi vive in città può sempre trovare sollievo e ristoro in uno spazio verde, sotto casa o a portata di mano nella propria città o comuni limitrofi.

“Sapevamo che trascorrere del tempo immerse nella natura ha effetti anti-sterss, ma finora non era noto in quali ‘dosi’ e in che maniera ‘assumere’ il contatto con la natura”, dice MaryCarol Hunter, della University of Michigan che ha condotto lo studio. “Il nostro studio mostra che i risultati maggiori si ottengono trascorrendo da 20 a 30 minuti seduti o passeggiando in qualsiasi luogo che ci trasmetta il senso di vicinanza alla natura”.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di volontari che per otto settimane hanno dovuto trascorrere del tempo in luoghi naturali, come ad esempio un parco pubblico, ma senza fare sport, conversare con amici o svolgere altre attività che possono già di per sé avere un’influenza sullo stress. Ai volontari è stata misurata a più riprese la concentrazione del cortisolo nella saliva ed è emerso che l’ormone diminuisce a partire dai 20 minuti trascorsi a contatto con la natura; la concentrazione cala in proporzione al tempo trascorso fino a un calo massimo a 30 minuti di immersione nella natura.

“I clinici possono usare i nostri risultati come regola basata sull’evidenza per stabilire come prescrivere il contatto con la natura” – afferma ancora Hunter. “Il nostro studio fornisce le prime stime di come l’esperienza a contatto con la natura impatti sui livelli di stress nel contesto della normale vita quotidiana”.