Anziani, memoria migliorata grazie alla stimolazione magnetica transcranica

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 26 Apr 2019 alle ore 7:14am

Con il passare degli anni, la maggior parte delle persone tende ad avere seri problemi di memoria. Una normale conseguenza dell’invecchiamento cerebrale, che non deve per forza di cose essere associata a patologie come ad esempio la demenza. Durante un piccolo studio i ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine sono riusciti a ‘ringiovanire’ la memoria di 16 persone di età compresa tra i 64 e gli 80 anni, tutte con qualche piccola difficoltà a ricordare informazioni.

Ci sono riusciti grazie ad una stimolazione non invasiva del cervello, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neurology.

Per ottenere questo risultato, gli esperti hanno utilizzato questa risonanza per localizzare nel cervello dei partecipanti l’ippocampo, il centro della memoria. Ricorrendo alla medesima tecnica, hanno individuato la zona in cui la corteccia cerebrale è maggiormente in contatto con l’ippocampo, avendo così modo di capire in ogni persona, dove è situato il punto esatto in cui appoggiare la sonda della Stimolazione Magnetica Transcranica (Tms). Tecnica che permette di inviare al cervello impulsi elettromagnetici che modificano l’attività cerebrale di una zona dell’encefalo. In America tale tecnica viene anche utilizzata per curare il disturbo depressivo.

In una prima fase dello studio, gli anziani hanno affrontato test di memoria totalizzando una media di risposte corrette inferiore al 40%. Successivamente, dopo aver fatto la stimolazione magnetica transcranica, sono stati sottoposti a nuovi test della memoria e hanno riscontrato un notevole miglioramento. Gli anziani hanno ottenuto dei risultati paragonabili a quelli della fascia più giovane della popolazione, dimostrando l’efficacia del trattamento.