Torna lʼeducazione civica come materia obbligatoria per primaria e secondaria. Camera da’ il via libera all’unaminità

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 03 Mag 2019 alle ore 12:11pm


La Camera ha dato il via libera ieri alla proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nella scuola primaria e secondaria. I voti a favore sono stati 451, nessuno contrario, 3 gli astenuti. La proposta prevede le reintroduzione di 33 ore annuali, il voto in pagella e la valutazione finale. Approvato anche l’emendamento che prevede il superamento di sanzioni disciplinari ed espulsioni per i bambini delle elementari, ovvero superamento dei codici 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928 numero 1297.

Raramente adottate per studenti più giovani, queste punizioni spariscono anche a livello ufficiale per “rafforzare la collaborazione con le famiglie” ed estendere alla scuola elementare il Patto educativo di corresponsabilità, oggi già previsto per le scuole medie e superiori.

Ora il testo dovrà passare al Senato per ricevere l’esame definitivo.

Nel testo inserite anche l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; educazione alla cittadinanza digitale, anche per valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti; elementi fondamentali di diritto, con particolare riferimento al diritto del lavoro; educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari; educazione alla legalità; educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. Sono inoltre promosse l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva.

Via libera anche ad un altro importantissimo ordine del giorno con cui il governo si impegna a introdurre l’educazione emozionale.

Trentatrè ore, dicevamo, di insegnamento di questa materia (un’ora a settimana), da ricavare dal monte ore attualmente disponibile per le scuole. Quindi non ore in più di insegnamento.

L’insegnamento sarà affidato a docenti della classe e, dove saranno presenti, a docenti di discipline giuridiche ed economiche.
Verrà introdotta la figura del coordinatore, che andrà individuato in ciascuna classe e avrà il compito di formulare la proposta di voto in decimi da attribuire agli studenti. Prevista anche l’educazione ambientale, la cittadinanza digitale, il rispetto dei beni pubblici e l’attendibilità delle fonti sul web con tematiche che affronteranno le fake news.

“E’ un segno di civiltà”, ha dichiarato il presidente M5s della commissione Cultura e scuola della Camera Luigi Gallo, “stiamo parlando di bambini: il rapporto educativo in questa fascia di età deve fondarsi sulla fiducia e sulla collaborazione”.

Il ministro Salvini molto entusiasta: “Promessa mantenuta!”. “Festeggio l’approvazione del ritorno dell’educazione civica in classe. Vita concreta contro inutili polemiche. Il prossimo passo sarà, fra due settimane, il sì alla legge per le telecamere obbligatorie in asili e case di riposo”.

“Nessuna abolizione delle note sul registro nella Scuola primaria. Le sanzioni restano, ma all’interno di un quadro normativo attualizzato. Il ddl sull’educazione civica, approvato alla Camera e ora all’esame del Senato, estende semplicemente anche alla Scuola primaria il Patto educativo di corresponsabilita’ con le famiglie, che gia’ oggi disciplina, in maniera dettagliata e condivisa, i diritti e doveri degli studenti delle scuole secondarie nei confronti delle istituzioni scolastiche, comprese le relative sanzioni. Di fatto coinvolgiamo nell’educazione civica anche i genitori”. Lo precisa il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, primo firmatario del ddl sulla reintroduzione dell’educazione civica. “Piuttosto – sottolinea Capitanio – spiace constatare che ci sia ancora qualche nostalgico dei decreti regi del 1928. La nostra e’ una legge di responsabilita’ e modernita’. Guardiamo al futuro e non al passato, pur mantenendo i piedi ben saldi nel solco delle tradizioni e del rispetto dei diritti e dei doveri e delle regole, altrimenti non avremmo riportato sui banchi di scuola questa preziosa materia”.

Soddisfatto anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti : “La legalità, il rispetto, le regole della convivenza si imparano a partire dai banchi di scuola”.

“Mi sembra una misura giusta, soprattutto perché stiamo parlando di bambini molto piccoli per i quali bisogna pensare a un insegnamento basato sulla comprensione e sull’empatia – le parole di Mario Rusconi, presidente di Anp Lazio (l’Associazione nazionale dei dirigenti scolastici) -. Naturalmente non bisogna abbassare la guardia, soprattutto per quanto riguarda gli episodi di bullismo che sono già molto diffusi tra i bambini che frequentano le elementari”.