maggio 25th, 2019

Italia nona al mondo per la chirurgia estetica

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:10am

L’Italia è nella top ten dei Paesi in cui vengono eseguiti un maggior numero di interventi estetici. Il dato arriva dal sondaggio condotto dalla International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), la più grande società di chirurghi plastici estetici al mondo. (altro…)

Cistite, più rischi in estate per una donna su due

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:00am

La metà delle donne italiane ammette di aver sofferto, almeno una volta nella vita, di cistite. Tuttavia il 31% ignora ancora le possibili cause e come prevenirla. (altro…)

Ansia, si combatte anche agendo sui batteri intestinali

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 7:42am

L’ansia è una sensazione che può colpire diverse persone. Abbastanza normale ma in casi, anche grave. La vita quotidiana, gli interessi, i rapporti sociali possono essere seriamente compromessi. (altro…)

Scoperto l’interruttore genetico che blocca il dimagrimento e non fa bruciare grassi

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 7:36am

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Genes and Development dal gruppo di ricerca dell’università dello Utah coordinato da Claudio Villanueva, è riuscito ad individuare l’interruttore genetico capace di bloccare la trasformazione del grasso ‘cattivo’, ossia il tessuto adiposo bianco, nel tessuto bruno che brucia i grassi. Un risultato questo molto importante, perché potrebbe divenire la nuova chiave per future cure anti-obesità e diabete. Una scoperta che toglierebbe un freno alla mancata perdita di peso.

Esistono infatti, tre tipi di cellule adipose coinvolte in questa operazione: le bianche, le più comuni e associate a malattie metaboliche come diabete e obesità; le brune, in grado di attivarsi in condizioni di freddo, bruciando e generando calore; ed infine le beige, legate a quelle bianche. Quelle brune e quelle beige contengono inoltre più mitocondri, vale a dire che grazie a queste centraline energetiche riescono a funzionare in modo più efficiente.

Già precedenti studi avevano visto come le cellule bianche possano trasformarsi in brune e beige, capaci di bruciare le calorie, se esposte allo stress del freddo. In questo modo, con il nuovo studio i ricercatori hanno trovato una soluzione per produrre molte più cellule bruciagrassi, identificando il gene chiamato Tle3, un interruttore molecolare che blocca la trasformazione delle cellule bianche negli altri due tipi.

“Se troviamo un modo per spegnere questo interruttore – commenta Villanueva – potremo sviluppare delle terapie per il diabete”. Nei topi i ricercatori hanno cancellato questo gene e messo gli animali in condizioni di freddo per diversi giorni, stimolandoli a sviluppare più cellule beige, in modo da capire l’impatto della perdita del gene Tle3.

Si è così visto che senza questo interruttore genetico, i topi usavano più cellule beige, consumando più energia e senza ingrassare in condizioni normali, e perdendo peso in condizioni di freddo.

Ipertensione, un aiuto dal vino rosso

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 6:57am

Una celebre molecola, presente nel vino rosso, potrebbe diventare l’ingrediente di un nuovo trattamento anti-ipertensivo. A dirlo i ricercatori del King’s College di Londra, che hanno scoperto il meccanismo di funzionamento del resveratrolo, molecola ben nota e al centro di numerose ricerche scientifiche , ma i cui benefici non erano mai stati sfruttati.

I ricercatori, finanziati dalla British Heart Foundation, hanno messo in luce il meccanismo d’azione del resveratrolo, che interagisce con una proteina chiamata Pkg1a nella parete dei vasi sanguigni. Il resveratrolo aggiunge ossigeno alla proteina, portando i vasi a rilassarsi ed espandersi, provocando così ad un calo della pressione.

Tale team descrive i risultati ottenuti su topi da laboratorio, pubblicati su ‘Circulation’, aggiungendo però che occorrono ulteriori studi per verificare se la sostanza ha un effetto analogo anche sull’uomo. I quantitativi sufficienti di resveratrolo necessari per abbassare la pressione sanguigna non sono quelli di un bicchiere di vino rosso, ma l’equivalente di un migliaio di bottiglie al giorno. Ecco perché con molta probabilità si potrà creare qualche farmaco che lo contenga in dosi superiori.

Macchia scura zona baffetti? Ecco come eliminarla

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 6:39am

Il melasma, o cloasma, è una macchia che si forma sulla pelle in presenza di un eccesso di melanina. Un pigmento scuro responsabile dell’abbronzatura, prodotto da alcune cellule della cute, chiamate melanociti. Le chiazze compaiono soprattutto in alcune zone del viso: fronte, parte superiore del labbro, mento e guance. Sono di colore variabile, che oscilla dal marrone chiaro al marrone scuro, con contorni poco definiti e lisce.

Quali le cause? Il melasma è provocato da fattori ormonali o una predisposizione genetica. L’inestetismo compare donne giovani (tra i 30 e i 40 anni), ma delle volte anche a causa dell’assunzione di alcuni farmaci (come ad esempio antibiotici o antidepressivi), della pillola anticoncezionale o da una gravidanza. o dall’applicazione della crema per herpes labiale.

Come avviene la diagnosi? La diagnosi viene eseguita durante una la visita dermatologica, attraverso la lampada di Wood, un dispositivo che, emettendo un fascio di luce, permette di visualizzare la profondità delle macchie e, di conseguenza, di valutare il trattamento più opportuno.

Efficacia delle creme depigmentanti per macchie superficiali Se le macchie sono superficiali e recenti, può bastare anche un trattamento con creme depigmentanti. Le più efficaci sono a base di idrochinone (in concentrazione tra il 3 e il 5%), un composto che inibisce la produzione di melanina. Vanno applicate solo sulle macchie, da settembre a marzo, preferibilmente di sera. L’idrochinone può essere prescritto dal dermatologo e preparato dal farmacista (coem previsto da una direttiva europea del 2000 ne ha vietato l’impiego nei prodotti cosmetici).

Tra gli effetti collaterali, una leggera irritazione, arrossamento, prurito, desquamazione della pelle. In alternativa, esistono in commercio creme naturali, o da banco che contengono sostanze depigmentanti, come retinoidi, acido azelaico, acido ascorbico (vitamina C), acido cogico, acido glicolico, arbutina, acico salicilico, resorcinolo.

Peeling per macchie profonde Se l’inestetismo è profondo e presente da alcuni anni, può essere eliminato con il peeling, un trattamento che esfolia la pelle, permettendo così di schiarire la parte macchiata. Il peeling può essere a base di acido glicolico, salicilico, mandelico, piruvico, fitico, con un numero di sedute che variano anche in base alla reazione della pelle e al fototipo. I possibili effetti collaterali, possono essere attenuati usando creme specifiche, idratanti e lenitive, contro appunto arrossamento, bruciore, prurito e desquamazione.

Laser al posto del peeling Un’alternativa al peeling è il laser, che può essere di due tipi.

● Q-switched, caratterizzato dall’emissione, per un tempo molto breve (pochi nanosecondi), di una luce potentissima, che colpisce in modo specifico le macchie cutanee senza danneggiare il tessuto circostante. ● Frazionale, che interviene in profondità con microscopici raggi che contrastano le macchie. Agisce formando tantissime piccole «colonne termiche», note come zone microdermiche di trattamento, che lasciano intatto il resto dei tessuti.

In entrambi i casi, il numero di sedute varia in base alla profondità ed estensione della macchia e caratteristiche naturali dell’epidermide.

Cosa fare dopo aver corretto il danno Una volta corretto il danno, bisogna proteggere la cute con creme a filtro solare molto alto (spf 50+) d’estate e con una fotoprotezione adeguata al tipo di pelle durante il resto dell’anno.