giugno 12th, 2019

Crocchette di patate e Baccalà

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 10:43am

Ecco a voi una gustosa ricetta, veloce da preparare, le Crocchette di patate e Baccalà, un secondo piatto molto originale, che potrete consumare a cena, a pranzo o per arricchire, il vostro aperitivo o buffet salato.

Ideali da portare al lavoro, anche il giorno dopo, o per un picnic fuori porta. Queste crocchette dall’impasto morbido, essendo di patate, hanno un cuore di pesce, di baccalà e di Galbanino filante. Saranno veramente irresistibili per voi e i vostri ospiti! Provate per credere! Vi stupiranno! Vorrete quasi sicuramente rifarle al più presto!

INGREDIENTI per 4 persone:

– 500 g di patate – 500 g di baccalà ammollato – 270 g di Galbanino Galbani – 3 uova – 3 cucchiai di farina 00 – 100 g di pangrattato – sale – pepe – olio di oliva o di arachide per friggere

PREPARAZIONE:

1. Pelate prima le patate. 2. Tagliatele in due o in quattro pezzi e lessatele in acqua salata in ebollizione. 3. Mettete il baccalà in una casseruola, copritelo di acqua fredda, mettete il coperchio e portate a ebollizione regolando la fiamma a metà. 4. Appena l’acqua bollirà, togliete la casseruola dal fuoco e lasciate intiepidire il baccalà, completamente immerso nell’acqua. 5. Quando le patate saranno pronte, scolatele, passatele allo schiacciapatate e lasciatele raffreddare. 6. A questo punto, scolate il baccalà, spellatelo, spinatelo perfettamente e tritatelo non troppo finemente. 7. Mettetelo dunque in una ciotola, unitevi le patate schiacciate, il Galbanino a dadini, due tuorli d’uovo, poco sale (solo se necessario) e una generosa macinata di pepe. 8. Amalgamate bene il tutto lavorando il composto con le mani quindi formate delle crocchette e passatele prima nella farina poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato. 9. Friggete le crocchette in abbondante olio caldo e scolatele dopo 4-5 minuti quando avranno preso un bel colore dorato. 10. Passate le polpette di baccalà su un doppio foglio di carta da cucina e servitele calde o fredde.

Apparecchio per i denti ad una certa età: quando è possibile?

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 10:38am

“Sempre più spesso la terapia ortodontica viene richiesta o suggerita a persone di 30 o 40 anni, a volte anche 50enni e 60enni. Prima di farlo, però, bisogna assicurarsi che le gengive siano in salute e, naturalmente, che non vi siano carie”. A spiegarlo è Giulio Rasperini, professore associato di parodontologia presso l’Università di Milano ed esperto della Società italiana di Parodontolgia e Implantologia (Sidp).

Riallineare i denti è efficace anche per gli adulti, e i motivi non sono solo prettamente estetici. “Una dentatura ben allineata, infatti, – prosegue l’esperto – permette all’articolazione temporomandibolare di lavorare in uno stato di equilibrio, e questo influenzerebbe positivamente la postura generale”. Inoltre, permetterebbe, di mantenere un’igiene orale più accurata e “la placca rimossa più facilmente con lo spazzolino. I denti si carierebbero di meno e le gengive sarebbero meno infiammate”.

Ma quale tipo di apparecchio è importante scegliere, soprattutto ad una certa età? Si può semplificare dicendo che ne esistono di tre tipi. Gli allineatori trasparenti, ovvero le mascherine, che funzionano molto bene quasi sempre, tranne alcuni spostamenti particolari, “sono un sistema semplice e non ingombrante, vanno tolti solamente ogni volta che si mangia e si lavano i denti”, precisa Rasperini. Un’altra possibilità è l’apparecchio linguale fisso, che viene inserito nella parte interna dell’arcata dentale: “è estetico, ma più complicato e costoso, non si vede ma provoca un ingombro per la lingua che crea disagio. Inoltre, come quello tradizionale, può non esser facile da pulire dopo aver mangiato”. Infine, c’è il modello tradizionale, ovvero l’apparecchio fisso applicato sulla parete esterna dei denti, che ha oggi la possibilità di avere i gancetti (brackets) in ceramica o trasparenti, meno visibili di quelli tradizionali metallici: “è il più evidente dal punto di vista estetico ma ha la migliore versatilità ed è il sistema più economico”.

Il problema, però, sorge nell’adulto, non è che i denti non si spostano, prosegue Rasperini, “piuttosto che non si possono modificare le anomalie ossee, come avviene invece con i pazienti più piccoli. Pertanto, una volta allineati i denti, è necessario utilizzare delle contenzioni, che possono durare a vita se si vuole mantenere il risultato ottenuto”. La contenzione può essere effettuata tramite mascherina (in questo caso va tenuta di notte), o tramite splintaggio linguale, ovvero i denti vengono bloccati con una legatura fissa interna incollata tra i denti.

L’adulto, inoltre, può essere interessato da una malattia parodontale: “in tal caso va prima trattata questa, altrimenti c’è il rischio di perdere i denti”. Altra caratteristica dei pazienti in età adulta, infine, è che chiedono tutto e subito, e che molto spesso questo non è possibile: “ci sono tempi biologici che vanno rispettati, ma esistono oggi tecniche per accelerare la terapia ortodontica previa stimolazione chirurgica dell’osso.

Celin Dion troppo magra su Instagram, preoccupazione da parte dei fan

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 7:59am

Celine Dion ha salutato i fan accorsi a vedere il suo ultimo spettacolo al Caesar Palace dove ha presentato l’ultimo singolo “Flying on my own”.

Poco prima di andare in scena la cantante, classe 1968, ha pubblicato sul proprio profilo social, seguitissimo di Instagram, uno scatto che ha fatto preoccupare non poco i suoi fan.

Nella foto l’artista appare seduta a terra, con una t-shirt nera e una minigonna in pelle.

A stupire l’effetto generale dell’immagine che ritrae la Dion estremamente filiforme, con gambe chilometriche e magrissime e braccia altrettanto ossute. Una pioggia di commenti sono arrivati per lei nel giro di poche ore. Allarmando gli internauti per il suo stato di salute.

Infermieri e infortuni sul lavoro, un’app negli ospedali per aiutarli

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 7:23am

I dati che emergono dal più recente rapporto dell’Inail che ha analizzato la condizione fino al 2010 sul fronte sicurezza nelle strutture sanitarie italiane, rivela che il 50% degli infortuni che avvengono nelle strutture sanitarie, capitano agli infermieri, a causa dello stress e per il maggior contatto con il pubblico. Si tratta di problemi muscolari per il sollevamento e lo spostamento dei pazienti ma anche dermatiti per il contatto con sostanze chimiche e biologiche pericolose. Queste le principali cause degli infortuni e delle malattie professionali maggiori quali incappano questi lavoratori del settore sanitario. (altro…)

Paura, come controllarla. Scoperto interruttore che la spegne

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 7:06am

E’ stato scoperto nel cervello un interruttore molecolare che permette di controllare la paura: i neuroni che controllano il cosiddetto ormone dell’amore, l’ossitocina. Pubblicata sulla rivista scientifica Neuron, la scoperta è il risultato della ricerca europea coordinata da Mazahir T. Hasan, della fondazione scientifica basca Ikerbasque, e alla quale l’Italia ha partecipato con l’istituto Nico (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi) dell’Università di Torino, accanto a Spagna, Germania e Francia.

La ricerca, alla quale ha contribuito anche l’Italia con Ilaria Bertocchi dell’Istituto Nico, ha portato alla scoperta di una nuova fabbrica dei ricordi situata nella struttura del cervello chiamata ipotalamo, mentre finora si credeva che la sede fosse l’ippocampo. I risultati gettano ora nuova luce sui circuiti nervosi legati alla memoria della paura e potrebbero offrire ai ricercatori elementi nuovi per trattare disordini psichiatrici come ansia e disturbo da stress post-traumatico.

Scoprire questo meccanismo è stato possibile con una tecnica di analisi genetica che ha permesso di individuare e manipolare i neuroni dell’ipotalamo che producono l’ossitocina e che giocano un ruolo chiave sia nella nascita dei ricordi legati alle paure, sia nella capacità di richiamarli.

Queste cellule nervose e osservarne il comportamento ha permesso di vedere che comunicano con la struttura a forma di mandorla chiamata amigdala, cruciale nell’espressione della paura. Se stimolate dalla luce, le cellule dell’ipotalamo producevano infatti proteine che attivavano i neuroni dell’amigdala, mentre sotto l’azione di sostanze sintetiche li reprimevano. La conferma è arrivata quando esperimenti sui ratti hanno dimostrato che gli animali immobilizzati dalla paura hanno ripreso a muoversi normalmente quando sono stati stimolati i neuroni dell’ipotalamo.

Grande successo per la “pace fiscale”, riaperti i termini fino al 30 novembre

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 6:31am

Sono state oltre 1,7 milioni le domande presentate entro il 30 aprile con la rottamazione ter e “saldo e stralcio” che hanno fatto registrare numeri da capogiro “rispetto ai precedenti” con 12,9 milioni di cartelle rottamate pari a 38,2 miliardi di euro. Lo ha detto in audizione il direttore dell’Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore. I 38 miliardi sono il valore di carico complessivo mentre è pari a 21,1 miliardi la base effettivamente riscuotibile dalla rottamazione ter. Quanto al “saldo e stralcio” l’importo da cui partire è pari a 6,5 miliardi. (altro…)