Scoperto nel sangue l’elisir di lunga vita

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 15 Giu 2019 alle ore 6:30am

Un elisir di lunga vita in grado di contrastare gli effetti dannosi dell’invecchiamento. A scoprirlo un gruppo di scienziati della Washington University con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Cell Metabolism. Si tratterebbe, dicono gli scienziati, di una proteina che si troverebbe in abbondanza nei topi giovani e che se iniettata a quelli anziani, li farebbe ringiovaniere e mantenere più in forma fisica. Più sani. Con l’età, sembrerebbe infatti, che questa proteina, scoperta dai ricercatori, il cui nome è eNAMPT, diminuisca sia nei topi che nelle persone, aumentando così i problemi legati all’età, come ad esempio l’insulino-resistenza, l’aumento di peso, il declino cognitivo e la perdita della vista.

I ricercatori hanno dimostrato che dare ai topi più anziani questa proteina, ottenuta dal sangue dei topi giovani, può rallentare invece il declino della salute ed estendere la durata della vita dei topi più anziani di circa il 16 per cento. eNAMPT è nota per il suo ruolo chiave nella produzione di energia nelle cellule. Con l’età, le cellule del corpo diventano sempre meno efficienti nella produzione di questo “combustibile” – chiamato NAD – necessario per mantenere il corpo in efficienza e sano.

I ricercatori americani hanno dimostrato che l’integrazione di eNAMPT nei topi più vecchi sembra essere una via d’uscita molto efficace per aumentare la produzione di NAD e tenere a bada di conseguenza anche l’invecchiamento. “Abbiamo trovato un percorso completamente nuovo per l’invecchiamento sano”, ha affermato l’autore senior dello studio, Shin-ichiro Imai. “Possiamo prendere eNAMPT dal sangue dei topi giovani e darlo ai topi più anziani e vedere che i topi più anziani mostrano miglioramenti marcati nella salute, tra cui una maggiore attività fisica e un sonno migliore”, aggiunge. In particolare, con l’integrazione di eNAMPT i topi più vecchi hanno mostrato una migliore produzione di insulina, una maggiore qualità del sonno, una migliore funzione dei fotorecettori nell’occhio, e una migliore funzione cognitiva visibile nelle prestazioni sui test di memoria, così come un aumento della corsa sulla ruota. Nello studio, gli scienziati americani hanno anche mostrato altri modi per aumentare i livelli di NAD nei tessuti di tutto il corpo. In particolare, hanno studiato gli effetti della somministrazione di dosi orali di una molecola chiamata NMN, che viene prodotta da eNAMPT. NMN è in fase di sperimentazione in studi clinici sull’uomo. “Riteniamo che il corpo abbia così tanti sistemi ridondanti per mantenere i livelli NAD adeguati perché è molto importante”, ha detto Imai. Secondo i ricercatori, questi risultati possono essere ottenuti sugli esseri umani.