giugno 17th, 2019

Soffritto con olio extravergine di oliva fa bene, durante la cottura sprigiona sostanze bioattive di altri ingredienti salutari

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 10:37am

Da un recente studio spagnolo emerge che il soffritto con l’extravergine di oliva oltre ad esaltare i sapori aiuta anche a sprigionare le sostanze bioattive di ingredienti come pomodoro, aglio, cipolla, carote, migliorando così la capacità del nostro organismo di assimilare antiossidanti e vitamine contenute in questi ingredienti che madre natura ci dà. Pubblicato sulla rivista scientifica Molecules, da parte di un gruppo di scienziati della facoltà di Farmacia dell’Università di Barcellona, lo studio offre uno sguardo sui meccanismi biochimici attraverso cui la tradizione gastronomica mediterranea fa bene alla salute, spiega l’autrice principale Rosa Lamuela; non sono solo i singoli cibi a far bene, dunque, ma anche il modo in cui vengono preparati e arricchiti.

Lo studio ritiene al fine di trasferire i benefici per la salute tipici della dieta mediterranea, non sia sufficiente adottare il consumo dei cibi cardine della nostra alimentazione. L’esperta, sostiene, infatti, che gli effetti salutari della dieta mediterranea sono difficili da riprodurre in popolazioni non mediterranee, e probabilmente il motivo sta proprio nel modo in cui essi vengono cucinati.

Il soffritto con l’olio extravergine libera vitamine e antiossidanti da cipolla, aglio, pomodoro e carote, modificando chimicamente queste molecole naturali in modo che il nostro organismo le assorba meglio. Ad esempio, conclude, l’esperta “si è visto che le proprietà antinfiammatorie del pomodoro sono potenziate proprio dalla cottura con l’extravergine”.

Diabete, un bonus di 500 euro al mese per chi ce l’ha

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 10:32am

Sono circa 3,5 milioni di persone in Italia che soffrono di diabete e oltre un milione coloro che non sanno di avere problemi relativi a questa patologia, molto invalidante. (altro…)

Vincitrice di Miss Mondo Italia 2019, la campana Adele Sammartino

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 7:00am

Miss Mondo Italia 2019 è Adele Sammartino. Una psicologa di 23 anni residente a Pompei, nata a Castellamare di Stabia (Napoli), eletta il 15 giugno tra 50 concorrenti a Gallipoli, che ospita il concorso da dodici anni. Seconda classificata è Katia Riparelli (Veneto), terza classificata Lorenza Di Cesare (Lazio).

Adele rappresenterà il nostro Paese alla finale di Miss World, il 7 dicembre prossimo in Thailandia, tentando di conquistare una corona molto ambita, in quanto mai indossata finora da una miss italiana.

Alta 1.75, Adele Sammartino, ha occhi castano chiari, capelli lunghi castano-scuro, da pochi mesi laureata in scienze e tecniche psicologiche all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Tra le sue ambizioni, una specializzazione in criminologia o psicologia clinica. Parla inglese, ascolta Ligabue e le piace tanto la musica leggera italiana. Tra gli altri hobbies le piace molto praticare fitness. Prima di tre figli, sarà presto zia. E’ fidanzata con Giovanni. Ha dedicato la vittoria “a mamma e papà” che l’hanno spinta ad affrontare la gara “con spensieratezza e il giusto piglio di donna”.

La serata di Miss Mondo Italia, con la guida di Giorgia Palmas, sarà trasmessa il 18 giugno alle 21 dall’emittente nazionale Donna TV (canale 62 digitale terrestre), con il commento di Roberto Alessi, direttore di Novella 2000. Allo show hanno partecipato anche il nuotatore pluricampione Filippo Magnini, attuale compagno di Giorgia, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, l’inviato di Striscia La Notizia Luca Abete, la cantautrice Bianca Atzei, il cabarettista Pino Campagna.

Intolleranza al glutine, come scoprirla

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 6:29am

L’intolleranza al glutine è a tutti gli effetti un disturbo alimentare che costringe molte persone a dover rinunciare a certi alimenti.

Definita anche patologia, l’intolleranza al glutine è anche molto diffusa a livello globale. Non presenta dei sintomi unici e semplici da capire. Deve essere curata per non arrivare ad un altro stadio ancora più difficile: la celiachia. Uno dei sintomi più conosciuti è l’anemia, dato che la produzione di ferro viene minata alla base, così come l’assorbimento dello stesso, che si riduce in quantità nel sangue e porta a pallore, mal di testa, mancanza di respiro e pure artrite.

Quali sono i sintomi più frequenti nell’intolleranza al glutine?

L’irritabilità intestinale ad esempio, è dovuta all’intolleranza. Causa insonnia, problemi di concentrazione, ansia, depressione ed emicrania, ma anche cheratosi dei capelli e dermatite erpetiforme. Si inizia a sentire un fastidio, quello del prurito, oppure vediamo le nostre unghie fragili ed eruzioni cutanee su tutto il corpo, ma anche continui cambiamenti di peso. Essi risultano essere la causa di infiammazioni a livello cellulare e disturbi metabolici dovuti al cattivo assorbimento del glutine.

Altri segnali possono essere l deficit di attenzione o iperattività, che viene anche chiamato ADHD che compare negli adulti e nei bambini come una scarsa capacità di concentrazione, attenzione e problemi di autocontrollo.

Altri problemi sono di tipo intestinale, come la diarrea, nausea, stitichezza e gonfiore addominale, anche se spesso sono anche sintomi di un intestino irritabile. Quindi, fate molta attenzione. Possiamo anche avere dei problemi ai denti. Questo perché il malassorbimento del glutine influenza anche quello del calcio, per questo troviamo nella nostra bocca carie, ipersensibilità allo smalto e alla cavità orale.

Linfomi, una nuova scoperta arriva da un team bergamasco

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 6:14am

Grazie a un donatore con caratteristiche rarissime, a Bergamo un gruppo di ricercatori è riuscito ad individuare, per la prima volta in assoluto, la presenza sui neutrofili della molecola CD16A, finora trascurata ma capace di influenzare il successo della terapia. Il risultato, pubblicato su «Blood», apre nuovi ed importanti scenari nelle ricerche incentrate sul sistema immunitario.

Per creare cure fatte a posta su misura contro i linfomi, i ricercatori hanno scoperto che la stessa terapia su un malato funziona bene, mentre su di un altro meno, e su un terzo per nulla affatto. Questo sarebbe spiegato da alcuni geni, ma non solo.

Josée Golay, responsabile delle attività di ricerca del Centro di terapia cellulare «Gilberto Lanzani», dell’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo – ha fornito per la prima volta alla comunità internazionale dei ricercatori un’informazione importante, grazie a una scoperta del tutto inaspettata.

«Durante gli studi arruoliamo volontari sani disposti a sottoporsi a un semplice prelievo di sangue per studiare l’interazione degli anticorpi terapeutici con il nostro sistema immunitario. Uno di loro, come abbiamo scoperto successivamente, aveva una caratteristica molto rara: era un donatore “nullo”: non esprime cioè un particolare recettore del sistema immune, chiamato CD16B, normalmente espresso dai neutrofili, un importante tipo cellulare del sistema immune – spiega Golay che è anche responsabile delle attività precliniche (sperimentazione di laboratorio e gestione della qualità per le nuove terapie cellulari) di From, Fondazione per la ricerca Ospedale di Bergamo –. Questi donatori sani sono rarissimi. In questo modo abbiamo capito che alcuni effetti degli anticorpi in vitro non erano dovuti al CD16B ma a un altro recettore simile, il CD16A, che solitamente non viene preso in considerazione. Invece ora sappiamo che ha un effetto importante nella risposta del paziente a uno dei farmaci più utilizzati contro i linfomi».

Zafferano, come ingrediente cosmetico

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 6:06am

Una delle spezie più costose ed amate al mondo, diventa oro rosso, un importante ingrediente naturale e cosmetico. La sua diffusione ha origini antiche in diverse parti del mondo. Nel nostro Paese, per esempio, fu importato dai Fenici, nell’età del bronzo. Oggi però oltre che come spezia di tantissimi piatti prelibati tra cui il famoso risotto alla Milanese o arancini siciliani, questa spezia la troviamo, grazie alle sue preziosissime proprietà benefiche anche nella cosmesi.

Gli stimmi dello Zafferano Crocus Sativus infatti, hanno proprietà rivitalizzanti, antiossidanti, purificanti e antinfiammatorie. Nei prodotti cosmetici può contribuire a rendere la pelle più idratata, elastica, luminosa e compatta; contrastando così anche i segnid el tempo e la comparsa delle macchie scure. Circa il 70% della produzione mondiale proviene dall’Iran, ma anche nel nostro paese ne vengono coltivate alcune varietà pregiatissime. Nell’altopiano di Navelli, provincia dell’Aquila, ad esempio viene coltivato Lo Zafferano dell’Aquila DOP, introdotto dalla Spagna nel XIII secolo da un frate domenicano della famiglia Santucci di Navelli. Per produrre la spezia, i fiori vengono raccolti a mano, uno ad uno, solo al mattino presto, prima che i pistilli vengano colpiti dal sole, rischiando di essere ossidati e perdere parte delle proprietà. Ed è qui, che nel Settembre 2018, viene fondata (da Fiorella Bafile, Luca e Matteo Ioannucci) l’azienda Tindora Cosmetics, una società biotecnologica dove a far da protagonista è proprio l’Oro Rosso. Il sisma che nel 2009 ha colpito il territorio dell’Aquila non ha portato solo danni a livello architettonico, ma anche a livello sociale ed economico. Per questo motivo Tindora ha reinvestito su tutto il territorio, divulgando la storia della propria terra e dei suoi preziosi frutti mediante lo zafferano, una varietà DOP ricercata in tutto il mondo. Una scelta non solo fatta per business, ma volta alla valorizzazione del territorio e all’incentivazione dell’occupazione. Obiettivo di Tindora è spingere la produzione locale, finora relegata solo a piccole produzioni curate da persone molto anziane, attraverso la partnership con il Consorzio per la tutela dello Zafferano DOP dell’Aquila e della Cooperativa Altopiano di Navelli.

Tindora mette per questo a disposizione, una parte delle royalties delle creme ed un fisso annuo a giovani imprenditori locali che vogliono progettare e avviare nuove coltivazioni di Oro Rosso, offrendo anche dei bulbi come prestito d’onore. Da Settembre 2018 a oggi, hanno già aderito a tale importantissima iniziativa idiciassette giovani imprenditori.

“Lo Zafferano è un prodotto della terra, e noi, dopo il sisma, siamo proprio ripartiti dalla terra” ha dichiarato Fiorella Bafile, socio fondatore di Tindora, “L’azienda, rappresenta anche la bio cosmesi del terzo millennio, mediante l’inclusione di pre e pro-biotici come cardo mariano, enzima Q10, aloe aera ed acido ialuronico. Lo Zafferano, in questo caso, ha anche la proprietà di essere veicolante per gli altri ingredienti contenuti nei prodotti della gamma”.

Si tratta di un prodotto di nicchia? Si, poiché realizzato con attraverso un sistema di produzione non intensivo, che rispetta la natura e mantiene viva la tradizione. Tutti i prodotti Tindora hanno certificazione AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) che li rende una scelta ottimale sia per il proprio benessere fisiologico che per la salvaguardia dell’ambiente.