giugno 18th, 2019

PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano FABRIZIO: il 29 luglio all’Arena di Verona per la prima volta insieme in un concerto unico

Pubblicato il 18 Giu 2019 alle 1:40pm

Il prossimo 29 luglio nella straordinaria cornice dell’Arena di Verona la prog band italiana più famosa al mondo, PFM – Premiata Forneria Marconi, e il polistrumentista e cantautore Cristiano De André si alterneranno sul palco con le loro rispettive performance e condivideranno la lunga terza parte finale di un concerto imperdibile dedicato a Fabrizio de André: “PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano FABRIZIO”!

PFM – Premiata Forneria Marconi salì sul palco insieme a Fabrizio de André nel 1978; Cristiano De André nel 1996 per il tour di “Anime Salve”. Entrambi più volte hanno riarrangiato la poesia di Faber, dandole nuova veste musicale e sottolineando come i suoi versi continuino ad essere attuali.

Le storie d’amore, degli ultimi, dei soldati e dei carcerati cantate da Fabrizio De André saranno interpretate, da una parte, da PFM Premiata Forneria Marconi, con gli arrangiamenti del fortunato tour “Fabrizio De André e PFM in concerto” e le complesse armonizzazioni tipiche del gruppo e, dall’altra, da Cristiano De André, con la sua dinamica inaspettata dal tocco rock. Sopra a tutto questo, le parole cariche di poesia di Faber.

Il concerto è prodotto da D&D Concerti e da BMU, in collaborazione con DuemilaGrandiEventi, VentiDieci e Verona Eventi, con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André.

Pacifico: da oggi online il video di “Salto all’indietro”, brano estratto dall’ultimo album di inediti “Bastasse il cielo!”! Da Luglio in tour con nuovi live!

Pubblicato il 18 Giu 2019 alle 1:35pm

A partire da luglio prossimo, PACIFICO torna live con nuovi appuntamenti musicali per presentare dal vivo i suoi grandi successi e il suo ultimo e sesto album di inediti “BASTASSE IL CIELO”, attualmente disponibile nei negozi e in digitale. (altro…)

Infermiera inventrice di Swaddy, indumento che simula l’utero materno e riduce lo stress nei neonati pre-termine

Pubblicato il 18 Giu 2019 alle 8:30am

Silvia Vicente, infermiera neonatale dell’ Unità di Terapia Intensiva (TIN) del Hospital de la Santa Creu i Sant Pau e membro del “Nursing Research” Istituto di Ricerca Biomedica di Sant Pau, l’inventrice di Swaddy, un indumento che simula l’utero materno, adatto ai neonati pre- termine, la cui funzione è quella di ridurre lo stress dei bambini prematuri quando vengono pesati aiutando loro a migliorare lo sviluppo neurologico.

Swaddy

I bambini che nascono prematuramente non sono ancora pronti ad affrontare il mondo esterno. In quanto, il loro sistema muscolo-scheletrico e neurologico è immaturo e spesso questo li costringe a restare giorni e anche mesi, in terapia intensiva, in un’atmosfera non priva di ogni tipo di stress e di rumore.

Lo stress può produrre alterazioni nello sviluppo cerebrale dei neonati pretermine.

Il dispositivo o l’indumento, che ha ricevuto il nome di Swaddy, diminuisce lo stress del bambino prematuro.

Swaddy è una sorta di fodera in cotone, tessuto fine, elastico e morbido (per evitare il surriscaldamento del bambino), che favorisce la posizione di flessione, una postura che ricorda al bambino la sua permanenza nel grembo materno fornendogli sicurezza, dolcezza.

A volte i bambini prematuri ammessi alla terapia intensiva mostrano una curvatura cervicale esagerata con posizioni di iperestensione del collo, causata spesso da dispositivi di ventilazione meccanica.

Questa postura indebolisce i muscoli flessori del collo e può rendere difficile per il bambino centrare la testa e coordinarsi con la linea mediana del corpo.

Swaddy aiuta a mantenere la postura ideale, essendo dotato di un cappuccio integrato che dà sicurezza al bambino e lo aiuta a risparmiare energia. Può essere infatti anche usato per correggere la sua posizione, necessaria per mantenere altre funzioni vitali.

Inoltre, il design del capo permette di essere impregnato dell’odore della madre se viene messo a contatto con la sua pelle per un po’ di tempo, così che il bambino prematuro possa avvertire anche la presenza della madre quando essa è assente.

Dieta antizanzare per tenerle lontane

Pubblicato il 18 Giu 2019 alle 6:36am

Con l’arrivo dell’estate è puntuale l’arrivo anche delle odiate zanzare. Per evitare di essere punti e che si avvicinino a noi, con il loro fastidiosissimo ronzio, un aiuto può arrivare anche da cosa mangiamo, da una giusta e corretta alimentazione. Ecco spiegato subito il perché. (altro…)

Estate, come perdere chili con la dieta del gelato del dott. Pietro Migliaccio

Pubblicato il 18 Giu 2019 alle 6:29am

Ecco a voi una dieta da seguire per una settimana, adatta alle donne agli uomini dai 16 in su sino ai 70 anni e oltre. Può essere seguita anche a settimane alterne. E’ sconsigliata per i diabetici, ma solo per prudenza. Consigliata dal nutrizionista Pietro Migliaccio, vediamo come è possibile dimagrire con la “dieta del gelato”.

«Il gelato è un alimento per eccellenza della bella stagione, amato tutto l’anno, offre un buon apporto nutritivo ed è gratificante» spiega Pietro Migliaccio, Presidente della Società Italiana di Alimentazione che, per l’Istituto italiano del gelato, ha messo a punto una dieta con la quale è possibile perdere due o tre chili in pochi giorni, concedendosi il piacere di uno, e a volte anche due, gelati al giorno. Si tratta di un dieta settimanale ipocalorica di circa 1100/1200 calorie giornaliere. Si può invertire il pranzo con la cena.

Ecco come fare

COLAZIONE Un bicchiere di latte 1,8% (parzialmente scremato), caffè a piacere, un cucchiaino di zucchero, due fette biscottate.

META MATTINA Due albicocche o un succo di frutta.

PRANZO Un gelato confezionato del tipo biscotto o cornetto; oppure cocomero g 400 o una pesca.

POMERIGGIO Un ghiacciolo.

CENA Bresaola gr 80, rughetta, quantità a piacere, un cucchiaino di olio extravergine, pane gr 40 o un pacchetto di crackers da gr 25. «Il gelato è troppo spesso criminalizzato – spiega Migliaccio – invece è un alimento dalle tante qualità, che anche psicologicamente aiuta ad affrontare meglio una dieta. L’importante è mangiarlo come alternativa al pasto tradizionale e non aggiungerlo a primo e secondo come dessert. Il gelato è prodotto con latte, uova, zucchero, più caffè, cacao o frutta, tutti alimenti dotati di un buon valore nutrizionale. Mangiando una coppa alla crema, per esempio, introduciamo proteine di alto valore biologico, grassi di qualità, glucidi a rapido assorbimento e a pronta disponibilità energetica come lattosio e saccarosio. Buono è anche l’apporto di vitamine, A e B2, e di sali minerali, come calcio e fosforo. Se poi aggiungiamo un paio di cialde o un biscotto, che sono a base di cereali, la composizione nutrizionale del pasto si arricchisce di amido».

Nel programma settimanale non sono indicate le quantità di gelato ma le porzioni, tenendo conto che una pallina di gelato pesa in media circa 40 grammi e che l’apporto calorico per 100 grammi di alimento può variare dalle 140 alle 300 calorie a seconda del gusto (nocciola, crema e cioccolato quelli più calorici), non bisogna mangiarne più di una porzione al giorno né aggiungere altri dolci nel corso della giornata o programma settimanale: solo il mercoledì sono previsti due bon bon di gelato ricoperto di cioccolato come spuntino e poi una coppa di gelato per cena, mentre il sabato ci si può anche concedere una colazione con cappuccino e brioche.

Estate, Aidaa, nel weekend dal 30 Maggio al 2 Giugno abbandonati 350 cani

Pubblicato il 18 Giu 2019 alle 6:00am

Con l’arrivo dell’estate iniziano anche i casi più frequenti di abbandono di animali. Solo nel weekend, quello compreso tra il 30 maggio e il 2 giugno, l’Aidaa (associazione italiana difesa animali e ambiente) ha fatto sapere di aver registrato oltre 350 chiamate per la segnalazione di cani abbandonati in strada.

Il numero maggiore di segnalazioni si è registrato in Puglia, che vanta l’infelice primato di 110 abbandoni di animali domestici. A seguire troviamo Sicilia con 54 segnalazioni, Campania 44 casi registrati ed Emilia Romagna con 38 segnalazioni di animali vaganti sul territorio emiliano. Per fortuna, però, i numeri sono decisamente inferiori, almeno per ora, nelle altre regioni italiane.

Tuttavia, secondo i dati registrati negli ultimi anni, i numeri di questo triste fenomeno sarebbero addirittura in crescita. Infatti, si parlava nei primi tre mesi del 2015 di 4300 casi di abbandono, nello stesso periodo dell’anno successivo di 700 unità.

Ma cosa accade ai cani abbandonati? Una parte di questa viene abbandonata in canile e finisce col vivere il resto della sua vita in gabbia, perché difficilmente adottata. Altra parte rischia di morire di fame, sete e di stenti sul ciglio della strada, sotto il sole rovente, perché incapaci di difendersi, o perché legati al guard rail o al qualche palo della corrente, o investiti dalle automobili in corsa.

Se ne vedete in giro, pertanto, fate subito una segnalazione alle autorità competenti.