giugno 20th, 2019

Università, tra le migliori 34 italiane, il Politecnico di Milano al primo posto

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 10:58am

Il Politecnico di Milano è per quinto anno consecutivo la prima Università italiana con il risultato migliore. Secondo risultato ottenuto a livello nazionale di tutte le edizioni, mentre a livello mondiale il Massachusetts Institute of Technology (Mit) domina la classifica per l’ottavo anno consecutivo con un record assoluto.

Questi i due dati più significativi della sedicesima edizione del QS World University Rankings, la classifica universitaria globale pubblicata in questi giorni dagli analisti di QS Quacquarelli Symonds, che include 34 università italiane, cinque in più rispetto alla passata edizione.

Il nostro Paese è il settimo più rappresentato al mondo in questa edizione e il terzo dell’Unione Europea, dopo Regno Unito (84) e Germania (47), prima anche di Francia (31) e Spagna (27). Tra gli altri dati eclatanti emersi da questa importantissima ricerca spicca anche la performance della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, decima al mondo per Citations per Faculty, l’indicatore che misura l’impatto della ricerca prodotta in proporzione al numero dei ricercatori e l’Università di Trento che segue al 142/o posto in questo indicatore cruciale, guadagnando novanta posizioni rispetto alla precedente edizione.

L’Università di Firenze registra la crescita più significativa, guadagnando oltre 53 posizioni e salendo dalla fascia 501-510 al 448/o posto. L’Università di Napoli Federico II guadagna 48 posizioni rispetto alla passata edizione e si classifica al 424/o. L’Università di Trento e l’Università di Pisa entrano tra le Top 400 al mondo, classificandosi entrambe al 389/o posto, salendo rispettivamente di 37 e 33 posti.

L’Università di Bologna è la più apprezzata dalla comunità accademica internazionale, posizionandosi al 74/o posto nell’indicatore Academic Reputation; la Sapienza al 78/o posto. Il Politecnico di Milano è il più apprezzato dai recruiter internazionali, classificandosi 61/o per Employer Reputation.

L’Università Bocconi appare al 70/o posto in questo importante indicatore, sebbene non compaia nella classifica globale essendo considerata una università specialistica. L’unica italiana a crescere nell’opinione dei datori di lavoro è quella di Padova, che guadagna quindici punti sia in questo indicatore (245/o posto), sia nella classifica globale (234/o posto).

La Scuola Normale Superiore di Pisa è sedicesima al mondo nell’indicatore Faculty/Student che misura la proporzione tra docenti e studenti. La concittadina Scuola Superiore Sant’Anna Pisa è centesima in questa misura, che penalizza le Università Italiane: ad eccezione di queste due, si classificano tutte oltre la settecentesima posizione.

Sul fronte internazionale il Massachusetts Institute of Technology (Mit) è la migliore università del mondo per l’ottavo anno consecutivo; le prime tre università rimangono americane: il Mit è seguito dalla Stanford University (seconda) e dall’Università di Harvard (terza). La prima università del Regno Unito – e in Europa – è l’Università di Oxford, che è salita al quarto posto. La sua concorrente connazionale, l’Università di Cambridge, è scesa al settimo posto. A causa del crollo del riconoscimento dei datori di lavoro e dell’aumento delle dimensioni delle classi, le 84 università del Regno Unito registrano la loro terza peggiore performance di tutte le sedici edizioni; la migliore università dell’Europa continentale è il Politecnico di Zurigo (Eth), che è salito al sesto posto, il più alto in assoluto mai ottenuto da questa università.

Le due migliori università asiatiche sono di nuovo entrambe singaporiane: la National University of Singapore e la Nanyang Technological University sono entrambe all’11/o posto.

Huawei, l’annuncio dell’aggiornamento di sistema Emui 9.1 per i seguenti modelli

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 10:56am

Una fonte molto affidabile come la Huawei Central ha annunciato che in questi giorni arriveranno sostanziali novità per tutti coloro che hanno un cellulare Huawei Mate 20, Mate 20 Pro, Mate 20 X e Mate 20 RS Porsche Design. Un aggiornamento contenente EMUI 9.1 che dovrebbe arrivare entro il prossimo 27 giugno. (altro…)

Psoriasi e dermatite atopica, al congresso dei dermatologia scoperte nuove molecole per nuova cura

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 8:00am

Fabio Presutti, direttore medico e responsabile per l’Europa del Sud di Leo Pharma, ha spiegato durante il 24th World Congress of Dermatology, a Milano, relativamente a malattie della pelle come psoriasi e dermatite atopica “Ci siamo trasformati molto negli ultimi anni e la nostra azienda ha una governance particolare, fa capo ad una fondazione e come medico questo ci rende orgogliosi, perché il fatturato viene investito in ricerca e nelle attività di tipo scientifico. Una prova è che negli ultimi 3 anni il nostro ‘portafoglio molecole’ è cresciuto molto, inoltre, abbiamo scoperto nuove molecole che sono in fase di sviluppo contro la psoriasi e stiamo ultimando lo studio sulla dermatite atopica severa“.

Il ricercatore ha poi annunciato “Siamo venuti a Milano con un prodotto topico, ovvero una schiuma, che ha dato risultati negli studi davvero incoraggianti. Un altro ambito importante nel quale operiamo è quello delle terapie orfane per le malattie rare: stiamo per lanciare un farmaco per la sindrome di Gorlin“.

La psoriasi è un’infiammazione cronica e recidivante della pelle, non contagiosa e non infettiva, ma molto demoralizzante per chi ce l’ha. Il meccanismo alla base della psoriasi è immunologico con il coinvolgimento di cellule di Langherans e linfociti T che producono citochine proinfiammatorie con proliferazione di cheratinociti e una riproduzione accelerata delle cellule dell’epidermide. Il turn over cellulare passa da 28 a 4 giorni.

Come si presenta? La lesione di psoriasi classica presenta un’area di eritema (rossore) a margini netti, sovrapposta da squame di colore bianco madreperla provocate da anormale ispessimento dello strato corneo. Le sedi più colpite sono: gomiti, ginocchia, mani, coccige, cuoio capelluto, piedi. Quando la psoriasi è associata al coinvolgimento delle articolazioni si parla anche di artrite psoriasica.

La dermatite atopica invece, è una malattia infiammatoria cronica della pelle, con intenso prurito e secchezza cutanea. Interessa il 5-20% dei bambini e l’8% degli adulti, con notevoli effetti negativi sulla qualità della vita di chi ne soffre e delle loro famiglie. Nel 60% dei casi l’esordio avviene nei primi due anni di vita, spesso nei primi mesi, nel 90% entro i primi cinque anni di vita. La dermatite atopica è molte volte associata ad asma e/o rino-congiuntivite allergica.

Come si presenta? La dermatite atopica si manifesta con lesioni eczematose acute e croniche che si sovrappongono in relazione alla fase della malattia. È caratterizzata da secchezza della pelle a causa di un’alterazione della barriera cutanea, con rossore e prurito anche molto intenso. Ha un decorso cronico-recidivante con periodi di miglioramento alternati a riacutizzazioni più o meno severe.

Diabolik di Manetti Bros avrà il volto di Luca Marinelli

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 6:59am

Sarà interpretato da Luca Marinelli il Diabolik di Manetti Bros. Il tam tam online è diventato virale. Eva Kant dovrebbe essere invece interpretata da Miriam Leone, mentre il temibile ispettore Ginko da Valerio Mastandrea. (altro…)

Farmaci salva-vacanze, quali portare con sé in valigia

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 6:19am

Mare o mantagna, città o campagna, Italia o estero – è importante non dimenticare mai di portare con sé in valigia i «farmaci salva-vacanza», quelli con il bollino rosso per cui non è necessaria la prescrizione medica. (altro…)

Gioielli della Dolce Vita in mostra grazie a Bulgari dal 26 giugno al 3 novembre

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 6:16am

I gioielli della Dolce Vita, della collezione Bulgari Heritage, saranno esposti a partire dal prossimo 26 giugno (inaugurazione il 25) fino al 3 novembre, nella mostra intitolata “Bulgari, la storia, il sogno”, ospitata da due sedi del Polo Museale del Lazio, Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia.

Curata da Chiara Ottaviano, la mostra traccia la storia di Bulgari come esempio di successo di un’azienda del made in Italy nel passaggio da piccola realtà a conduzione familiare a marchio globale del lusso. In mostra gioielli della collezione Heritage alcuni dei quali esposti per la prima volta, assieme a creazioni prestate da importanti collezioni private.

La narrazione è arricchita da documenti d’archivio inediti, foto d’epoca e filmati per coprire oltre cento anni di storia della maison intrecciati con molteplici vicende economiche, sociali e di costume. Come contrappunto abiti di alta moda dalla collezione privata di Cecilia Matteucci Lavarini, che offrono suggestioni del gusto e delle tendenze nelle diverse epoche in cui si svolge la saga di Bulgari.

Il racconto si snoda poi partendo dalle vicende del fondatore della mason per ripercorrere aneddoti familiari, strategie commerciali e intuizioni creative fino ai primi anni’90.

I gioielli appartenuti e indossati dalle dive della “Dolce Vita” sono quelli di Elizabeth Taylor, Gina Lollobrigida, Ingrid Bergman, Anna Magnani e Audrey Hepburn.