Miso di fagioli, gli effetti benefici su intestino e colesterolo cattivo Ldl

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 25 Giu 2019 alle ore 7:32am

Il miso è condimento ricavato dalla fermentazione dei fagioli della soia gialla. Un alimento caratterizzato da proprietà importanti per l’intestino.

La sua assunzione, essendo privo di grassi, risulta essere molto efficace per tenere sotto strettissimo controllo il colesterolo cattivo LDL.

Caratterizzato da una cromia ambrata, è noto per il suo sapore intenso. Bisogna infatti ricordare che, a seconda del processo di preparazione (dopo la cottura dei fagioli di soia si può scegliere se aggiungere riso od orzo), il gusto può cambiare.

Uno studio giapponese del 2013, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Toxicologic Pathology, incentrato sul ruolo del miso nella prevenzione del cancro e dell’ipertensione, ha scoperto che questo alimento è molto completo. Contiene, infatti, amminoacidi essenziali – che non sono sintetizzati dal nostro organismo – ed un buon contenuto di vitamine del gruppo B, fondamentali per il metabolismo delle cellule.

Da ricordare poi la presenza di fermenti lattici vivi. Il miso è quindi un’ottima fonte di proprietà salutari in alternativa allo yogurt per prendersi cura del nostro benessere intestinale quando, per allergie o intolleranze, non è possibile l’assunzione di latticini.

Degno di nota poi è il contenuto di acido linoleico, una sostanza che ha un ruolo decisivo nella lotta contro accumuli adiposi e colesterolo LDL.

Il miso, inoltre, permette di ottimizzare l’apporto di fibra alimentare, principio nutritivo fondamentale per favorire il transito intestinale.

Fonte di vitamina A, è un antiossidante naturale tra i più potenti al mondo, in quanto ricco di calcio, magnesio e ferro.

Attenzione, però, non abusatene per non incorrere in problemi di ritenzione idrica e quindi di cellulite.

Per proteggerlo ed assimilarlo con le sue proprietà, è opportuno scioglierlo in acqua, molto poca, e aggiungerlo ai piatti. E’ ottimo infatti per insaporire zuppe e minestre – una volta completata la loro cottura. Evitare di bollirlo, dal momento che i fermenti lattici vivi sono particolarmente sensibili alle alte temperature.