giugno 28th, 2019

Capperi: ricchi di vitamine, antiossidanti potenziano il sistema immunitario e tengono a bada colesterolo e glicemia

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 9:19am

I capperi non si possono mangiare così come si trovano in natura. Devono essere prima fatti essiccare all’ombra e dopo essere marinati con sale insieme ad aceto e olio. Quelli sotto sale andrebbero sciacquati prima sotto l’acqua e poi consumati in cucina. (altro…)

Igiene a casa, le 8 regole per non rischiare infezioni

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 9:00am

Ecco a voi, poche e semplici regole per tenere lontano il rischio di infezioni in casa. Quando si prepara e si maneggia il cibo, quando si porta fuori la spazzatura, ma anche quando si assistono i familiari che presentano infezioni o si curano gli animali domestici.

Sono solo alcuni degli otto punti o azioni in cui si dovrebbe fare maggiore attenzione all’ igiene individuale e della casa. E’ quanto emerge da uno studio condotto dalla Royal Society for Public Health britannica, in cui si apprende che una persona su quattro non dà sufficiente importanza alla pulizia della casa.

Per il documento in questione sono state intervistate 2mila persone, scrivono gli autori, e il 23% ha dichiarato che i bambini hanno bisogno di essere esposti a germi pericolosi per costruire il proprio sistema immunitario.

«Questa è una credenza potenzialmente pericolosa – scrivono i ricercatori – che può portare all’esposizione a infezioni pericolose. Le persone dovrebbero concentrarsi sulla pulizia di aree specifiche in momenti determinati, anche se sembrano pulite, per evitare che i microbi ‘cattivì si diffondano. Le altre attività sotto osservazione sono il mangiare con le mani, dopo essere stati in bagno, dopo aver starnutito e dopo aver maneggiato strofinacci e spugne sporche. In tutte queste occasioni è fondamentale lavarsi le mani, raccomandano gli esperti, mentre la pulizia delle superfici è importante quando si maneggiano gli alimenti.

Bere caffè fa dimagrire, aiuta il corpo a bruciare calorie

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 7:56am

Il caffè aiuta a mantenersi in forma: a dirlo è un recente studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Università britannica di Nottingham, coordinato da Michael Symonds e pubblicato sulla rivista Scientific Reports, secondo cui all’interno del caffè potrebbe celarsi una sostanza capace di attivare il tessuto che brucia i grassi, cioè il tessuto adiposo bruno che brucia le calorie. Il probabile candidato è la caffeina, ma sono necessarie altre ricerche per individuare la dose necessaria per ottenere tali benefici.

Lo studio è incentrato sull’analisi dell’effetto di sostanze come la caffeina su cellule staminali in grado di trasformarsi in cellule del tessuto adiposo bruno. E, l’utilizzo di tecniche di diagnostica per immagini che permettono di visualizzare, attraverso camere termiche, la posizione e l’attività del tessuto adiposo stesso.

«Nel caffè si nasconde una sostanza molto simile alla caffeina che, da sola o insieme a quest’ultima, facilita il funzionamento del tessuto adiposo bruno. Un’arma – ha spiegato il ricercatore – che potrebbe rivelarsi utile a contrastare l’obesità e alcune forme di diabete». «Finora non era mai stato scoperto un modo efficace per stimolare l’attività di questo tipo di tessuto. È la prima volta che osserviamo, grazie al caffè, un effetto diretto», ha spiegato ancora Symonds.

Gli smartphone trasformano il cranio dei giovani

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 6:59am

Secondo una recente ricerca scientifica, che arriva dall’Australia, i cellulari starebbero causando seri problemi fisici alle nuove generazioni. Cambiando la conformazione ossea tra collo e cranio. Sono questi i risultati dell’Università della Sunshine Coast: 4 giovani su 10 tra i 18 e i 30 anni presentano spine ossee alla base del cranio, o meglio osso occipitale.

Il motivo? La risposta è nascosta nel nostro organismo, spiegano i ricercatori. Il continuo stress muscolo-scheletrico causato dalla postura sbagliata per guardare continuamente gli schermi di smartphone e tablet. Basterebbero 4-5 ore al giorno, ma la maggior parte degli adolescenti, ma la durata viene superata abbondantemente.

In pratica il peso della testa spesso piegata in avanti, si accumulerebbe sui muscoli nella parte posteriore del cranio, provocando così la crescita dei tendini e dei legamenti e di conseguenza della nascita di questo callo osseo per la pressione esercitata su questa superficie.

In termini medici si parlerebbe dunque di esostosi o entesofiti. Forme benigne di nuovo tessuto osseo, che possono generarsi sulla superficie delle ossa del cranio. Finora quelli più comuni erano l’esostosi del condotto uditivo, la spina calcaneare, che si forma sul calcagno, quella buccale e l’osteoma dei seni paranasali.

Le “nuove” esostosi o entesofiti si stanno formando proprio alla base dell’osso occipitale. Nel dettaglio a livello dell’entesi, dove c’è l’inserzione di muscoli e legamenti, dove si trova la protuberanza occipitale esterna. È la zona di collegamento tra i legamenti del collo e i muscoli, che consente ai movimenti della testa e di sostenerne il peso del nostro cranio, che pesa in media 4,5 chili.

Per capirsi queste protuberanze benigne si starebbero originando per rinforzare il complesso dell’entesi, continuamente sollecitato dai movimenti della testa per consultare lo smarphone.

La ricerca australiana I ricercatori della università australiana hanno analizzato con i raggi X il cranio di 1.200 persone, tutte con un’età compresa tra i 18 e gli 86 anni, scoprendo che il 41% dei giovani tra i 18 e i 30 anni aveva queste escrescenze alla base del cranio. In alcuni erano lunghe circa un centimetro, in altri arrivavano addirittura a 3 centimetri.

Queste spine ossee erano già state osservate in passato, ma questa nuova ricerca rivela che esse cambiano le dimensioni, che sono aumentate, come del resto il numero di persone coinvolte. Questo a dimostrazione di quanto stia influendo, negativamente, sulla nostra colonna vertebrale l’uso eccessivo di smartphone e tablet.

‘Sorridere anche con la sclerodermia’, il 29 giugno Giornata Mondiale

Pubblicato il 28 Giu 2019 alle 6:19am

Sono giovani donne, a cui la malattia non ha tolto il sorriso, le protagoniste del video realizzato dalla Federation European Scleroderma Associations (Fesca) lanciato in occasione della Giornata Mondiale, che si celebra il 29 giugno.

La sclerodermia è una malattia infiammatoria sistemica e autoimmune che interessa i tessuti connettivi del corpo: inizialmente quelli esterni, come pelle, che diventa ispessita e lucida, e successivamente anche quelli degli organi interni, come polmoni, reni e cuore.

Il primo sintomo che compare è il cosiddetto ‘fenomeno di Raynaud’ o ‘delle mani fredde e delle dita viola’, causato dal restringimento delle piccole arterie delle dita: per individuarlo basta una videocapillaroscopia, esame che in questi giorni sarà possibile effettuare gratuitamente in alcune strutture ospedaliere (date e luoghi su www.ails.it).

#ScleroSmile è invece l’hashtag della campagna sui social, che invita a postare su Facebook e Instagram una propria foto sorridenti, per lanciare il messaggio: sclerodermia, non avrai il mio sorriso. L’obiettivo è sensibilizzare a una diagnosi quanto più precoce possibile.

Le cause della sclerosi sistemica, infatti, sono sconosciute e una cura ancora non esiste, ma esistono terapie che possono limitare i danni. Ma, ad aiutare chi ne soffre, ricordano le associazioni, è anche fare rete e condividere le proprie esperienze “prendendosi per mano”.