Sclerosi multipla: dispositivo multimodale in grado di rilasciare farmaci che abbassano infiammazione

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 05 Lug 2019 alle ore 6:44am

Sviluppare un dispositivo medico multimodale in grado di rilasciare, in maniera sequenziale e controllata, farmaci diversi per abbassare l’infiammazione e promuovere la neuro- rigenerazione in pazienti con Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva, è questo lo scopo dei ricercatori, e del progetto chiamato PMSMatTrain incentrato sulla sclerosi multipla, malattia che colpisce 1,3 milioni di persone al mondo.

Lo studio in questione, finanziato dalla Commissione Europea che ne ha valutati 500, è stato presentato nel Programma Horizon 2020 nella ‘Marie Skodowska-Curie Initial Training Network’ da un partenariato composto da Irlanda, Germania, Belgio, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Danimarca. Coordinatrice delle attività di ricerca, Damiana Pieragostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Il dispositivo sarà impiantato dietro la nuca dei pazienti, per migliorare la biodisponibilità a livello di sistema nervoso centrale e limitare gli effetti tossici negli altri organi. La ‘D’Annunzio” parteciperà come partner italiano. Il network è costituito da 6 università e 2 aziende medicali che, unendo competenze diverse e complementari, hanno ottenuto un finanziamento di oltre 4 milioni di euro spendibili in 48 mesi di attività di ricerca nell’ambito della Sclerosi Multipla.

“Il ruolo del nostro laboratorio”, spiega Pieragostino, “sarà quello di caratterizzare l’espressione proteica e metabolica nei tessuti e nei fluidi biologici dei modelli in vitro e in vivo esposti a tale dispositivo, al fine di valutarne gli effetti benefici. Grazie alla possibilità di stipulare 15 contratti, la rete di lavoro avrà il compito di formare la nuova classe di ricercatori europei impegnati nell’ambito della Sclerosi Multipla.
Il progetto, coordinato dall’università irlandese di Galway, sarà in grado di realizzare i suoi obbiettivi grazie a una serie di scambi tra i ricercatori assunti. L’Università di Chieti assumerà e formerà un ricercatore di nazionalità straniera e ne ospiterà 5 da Francia, Germania, Irlanda e Belgio, per integrare le diverse competenzemnecessarie affinché una malattia complessa come la Sclerosi Multipla”, conclude, “con la sua forma più repentina e aggressiva, trovi un’alternativa terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali”.