Criptosporidiosi: infezione da piscina, come proteggersi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Lug 2019 alle ore 10:34am


Andare in piscina può comportare non pochi rischi per la salute, soprattutto nel caso in cui le vasche non siano trattate e pulite a bene. Le piscine contengono batteri che provocano infezioni con sintomi quali diarrea, crampi addominali e vomito, che colpiscono i bambini e i soggetti col sistema immunitario già compromesso. Nello specifico bisogna stare attenti al Criytosporidium, causa di un’infezione chiamata criptosporidiosi, che ha come sintomo più importante la diarrea acquosa.

L’infezione può essere anche asintomatica. Il periodo di incubazione della criptosporidiosi è di circa 7 giorni e i sintomi compaiono nell’80% dei casi.

Nelle piscine in cui nuotiamo, così come nei parchi acquatici, nei laghi o nei fiumi, possono trovarsi protozoi del genere Criytosporidium che possono essere giunti in acqua in seguito a feci umane contaminate. Le uova di questi parassiti sono infatti molto resistenti e si trovano frequentemente nei contesti sopra citati.

Di solito i sintomi durano una o due settimane. Quanto al trattamento, il consiglio è quello di fare riferimento al proprio medico, così fa in generale per ottenere una diagnosi corretta e il trattamento adeguato.