Scuola, vaccinazioni obbligatorie c’è tempo sino al 10 luglio

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 08 Lug 2019 alle ore 7:00am

C’è tempo sino al 10 luglio prossimo per presentare i certificati vaccinali alle scuole in vista della riapertura delle aule a settembre. Termine ultimo, quello del 10 luglio, fissato dalla Legge Lorenzin del 2017, in vigore, per presentare agli istituti la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica o la formale richiesta di vaccinazione all’Asl competente.

Resta dunque la scadenza prevista dalla legge, poichè per l’anno scolastico 2019-2020 non sono previste proroghe, come invece accaduto lo scorso anno a seguito della circolare dei ministri Grillo-Bussetti. In attesa che venga approvato il nuovo provvedimento sui vaccini, all’esame in Parlamento e che prevedrebbe il cosiddetto ‘obbligo vaccinale flessibilè (la vaccinazione resterebbe obbligatoria solo «in caso di emergenze sanitarie o di compromissione dell’immunità di gruppo»), resta dunque in vigore la legge Lorenzin: prevede l’obbligo della vaccinazione per le iscrizioni all’asilo nido e alla scuola materna e, con modalità diverse, riguarda anche le scuole elementari, scuole medie e i primi due anni delle superiori, fino ai 16 anni.

Di conseguenza i bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell’infanzia; bambini e ragazzi nella fascia d’età da 6 a 16 anni potranno entrare a scuola. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Le vaccinazioni obbligatorie previste sono dieci.

Si tratta di anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Una legge, quella sull’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica, che dalla sua prima applicazione ha suscitato non poche polemiche e dibattiti anche televisivi.