luglio 14th, 2019

Morto anche Simone, l’altro bambino falciato dal suv a Vittoria

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 1:40pm

È morto anche il piccolo Simone D’Antonio, che insieme al cugino Alessio era stato falciato a Vittoria, nel ragusano, dal suv guidato da Rosario Greco, il 36enne al volante sotto effetto di alcol e cocaina. Il bimbo era ricoverato al Policlinico di Messina, gli erano state amputate entrambe le gambe. L’annuncio l’ha dato il commissario prefettizio Filippo Dispenza.

Questa mattina si sono svolti i funerali di Alessio. Un addio preceduto dalle polemiche, perché le esequie sono state affidate all’agenzia di pompe funebri dell’amico di uno degli altri uomini che erano a bordo della Jeep che ha travolto Alessio e il cuginetto Simone, a cui sono state amputate le gambe. L’autopsia, disposta dalla Procura ed effettuata sabato, ha chiarito che l’11enne è morto a causa di una emorragia, e che non poteva essere salvato. Intanto sui social sono arrivati gli insulti di amici e persone vicine ad Angelo Ventura, che era a bordo del suv che ha travolto i due cuginetti, all’indirizzo del giornalista Paolo Borrometi.

Sindrome dell’occhio secco, più casi in Pianura Padana che al Centro-Sud, ecco perché

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:38am

La sindrome dell’occhio secco è molto più diffusa in Pianura Padana piuttosto che altrove, lo dice anche la scienza in una ricerca che sostiene che la colpa sia da attribuire allo smog e alla tecnologia, più diffusi in questa area.

Si tratta infatti dell’esito emerso nel corso di una campagna di prevenzione promossa dall’8 maggio al 14 giugno dal Centro italiano occhio secco (Cios) di Milano in collaborazione con la Clinica oculistica dell’università dell’Insubria di Varese, sotto la guida del ministero della Salute, Regione Lombardia, Comune di Milano e Società italiana di oftalmologia (Soi). Nata con l’obiettivo di «informare e sensibilizzare la popolazione su una patologia oculare molto diffusa, ma ancora sottovalutata e poco conosciuta», l’iniziativa ha permesso di eseguire gratuitamente 745 screening nei 15 centri aderenti in tutta la Penisola.

«Gli esami diagnostici – riferiscono gli organizzatori – hanno rilevato che l’83% dei pazienti dei centri dell’area della Pianura Padana (Milano, Varese, Torino e Padova), dove l’inquinamento ambientale e l’utilizzo delle tecnologie è più diffuso, presentava la sindrome dell’occhio secco (nel 29% dei casi in forma moderata), contro il 73% delle persone visitate nelle altre strutture aderenti all’iniziativa (Napoli, Arezzo, Pisa, Bari, Catania, Sassari e Lecce)». Gli screening hanno evidenziato che «l’utilizzo della tecnologia per più di 6 ore al giorno era maggiore tra i pazienti dei centri della Pianura Padana (47%) rispetto al gruppo del Centro e Sud Italia (33%)».

Tra le molteplici cause che scatenano la sindrome dell’occhio secco, fra i quali gli esperti elencano per esempio «invecchiamento, alterazioni ormonali, malattie sistemiche, fumo, alcol», rivestono «un ruolo chiave gli inquinanti atmosferici, che possono attivare segnali pro-infiammatori e influenzare la composizione del film lacrimale. L’inquinamento spesso supera la soglia massima consentita soprattutto nei grandi centri abitati», e «nel campione preso in esame il 33% della popolazione della Pianura Padana vive in città con oltre 500 mila abitanti». «Ma può alterare la funzionalità lacrimale – avvertono gli specialisti – anche lo stile di vita: soggiornare a lungo in ambienti con l’aria condizionata oppure usare per molte ore il computer, il tablet o il cellulare. Di fronte a questi dispositivi tecnologici si tende infatti ad ammiccare meno frequentemente, riducendo la produzione del liquido lacrimale».

Anche gli animali domestici possono donare sangue

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:15am

Anche gli animali domestici potrebbero servire trasfusioni di sangue, proprio come accade per gli umani. Uno studio inglese – il primo nel suo genere – rivela infatti che la maggior parte dei proprietari non considera questa possibilità, ossia, far diventare il proprio cane o gatto un donatore di sangue. Eppure ce ne è tanto bisogno.

Una ricerca condotta da due ricercatrici del Royal Veterinary College e pubblicata sulla rivista scientifica Vet Record, indaga proprio sulla consapevolezza dei proprietari di animali domestici di far donare sangue ai propri amici a 4 zampe.

Dalle interviste effettuate è emerso infatti che il 70% dei proprietari non era consapevole del fatto che anche il proprio cane o gatto potesse un domani servire sangue e pertanto, da qui, l’esigenza di donazioni volontarie. Una volta informato, però, l’89% degli intervistati si è detto disponibile a donare il sangue del proprio animale, anche se con qualche titubanza, specialmente per i gatti, che, si sa, a differenza dei cani, sono più restii a fidarsi anche dei medici.

Come per gli umani, anche gli animali hanno diversi gruppi sanguigni e bisogna fare molta attenzione alla compatibilità nel momento in cui viene fatta una trasfusione, onde evitare di scatenare reazioni immunitarie nei confronti di sangue estraneo – molto pericolose per l’animale già malato e in serie difficoltà fisiche e psichiche .

Nei Paesi anglosassoni come Regno Unito e Stati Uniti esistono dei centri di raccolta di sangue animale.

In Italia la medicina trasfusionale veterinaria è regolamentata dalle linee guida del Ministero della salute, che prevedono che in caso di necessità i professionisti si avvalgano di enti certificati per la raccolta. Un esempio è la Banca del sangue canino dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Grassi saturi, linee guida dell’Oms, tutte da rifare secondo un gruppo di ricercatori

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:04am

Nel 2018 l’Oms ha reso nota una bozza delle nuove linee guida sui grassi saturi (trans e non), nelle quali sosteneva di puntare a un sostanziale abbassamento di entrambe le categorie nella dieta, e a una loro sostituzione sempre più crescente con gli acidi grassi mono e polinsaturi. Ora però un commento pubblicato sul British Medical Journal da nutrizionisti di tutto il mondo attacca con decisione quella bozza, accusandola di essere frutto di un approccio datato e superato, che prenderebbe di mira una sola classe di nutrienti, come se l’alimentazione potesse essere scomposta in fattori unici, come si pensava di poter fare anni addietro, addirittura nei Cinquanta.

Gli esperti accusano infatti l’Oms di aver considerato solo alcuni studi e non altri, e di aver trascurato i benefici di intere categorie di alimenti che contengono acidi grassi saturi, ma anche molti altri componenti essenziali, che al contrario andrebbero persi.

Gli autori fanno alcuni esempi di acidi grassi saturi teoricamente da condannare: lo stearico nel cioccolato fondente, il palmitico nella carne e l’eptadecanoico nei derivati del latte. I quali hanno effetti fisiologici completamente differenti e influenzati dalla matrice in cui si trovano.

Dal punto di vista degli effetti sulla salute di una riduzione degli acidi grassi saturi, secondo gli autori i dati sarebbero tutt’altro che conclusivi e, proprio per questa la complessità della materia, si presterebbero a interpretazioni molto diverse.

Il consiglio definito quindi, è quello di riscrivere le linee guida con un approccio molto più moderno, analizzando ogni singolo acido grasso e, alimento che lo contiene, per evitare che si creino mode come quella delle margarine, nate con l’idea di sostituire alcuni grassi saturi e risultate poi piene di altri elementi ancora peggiori dal punto di vista nutrizionale.

Fiorello, in autunno con uno show tutto suo

Pubblicato il 14 Lug 2019 alle 6:00am

Fiorello torna in Rai con uno show tutto suo, ad annunciarlo è stato pochi giorni fa l’ad. della Rai Salini. (altro…)