luglio 15th, 2019

Napoli: lancia dal balcone la figlioletta e poi si getta: lei muore, lui grave

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 2:38pm

E’ accaduto a San Gennaro Vesuviano (Napoli). Indagano i carabinieri. (altro…)

Pancia gonfia? Banane, un rimedio naturale

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 9:47am

Il potassio aiuta a sgonfiare la pancia ecco perché è molto importante mangiare banane, frutto per eccellenza che contengono questa preziosissima proprietà benefica.

Più banane nella nostra alimentazione, meno pancia gonfia.

Evitare dunque l’assunzione e il consumo di cibi spazzatura e di gassate che aiutano all’accumulo di gas e scorie nella pancia e nell’intestino.

Bere, almeno, 2 litri di acqua al giorno, moderare o eliminare il consumo di cibi non freschi, l’aggiunta di sale ai piatti e praticare una costante e intensiva attività fisica.

Il nostro corpo presenta una buona quantità di potassio, ma non abbastanza per il riequilibrio del sodio e quindi, è bene aggiungerlo attraverso l’alimentazione?

Come?

Mangiando banane, almeno una al giorno come spuntino di metà mattinata in modo da sfruttarne tutti i benefici per tutto il giorno.

O ancora, altri alimenti ricchi di potassio sono le lenticchie, gli spinaci, gli asparagi, i piselli, la soia, i pomodori e la frutta secca.

Raccolto amaro, il film drammatico di George Mendeluk al cinema dal 18 luglio

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 9:42am

Arriva al cinema il 18 luglio, un film drammatico di George Mendeluk, RACCOLTO AMARO. Con Max Irons, Samantha Barks, Barry Pepper, Terence Stamp, Tamer Hassan, distribuzione P.F.A. Films. (altro…)

Sifilide più dell’hiv, boom di nuovi casi in Europa: +70% negli ultimi dieci anni

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 7:25am

La sifilide è una malattia che si trasmette attraverso rapporti sessuali non protetti e, se non trattata in tempo e in maniera adeguata, può causare anche la morte di feti e neonati.

Questa complessa infezione, sessualmente trasmissibile, è causata dal batterio Treponema pallidum. Fu descritta per la prima volta nel XVI secolo e si ritiene che sia stata importata dalle Americhe dopo i primi viaggi degli spagnoli. Nei Paesi industrializzati, l’incidenza della patologia è calata verso la fine del 1800, per poi avere un ulteriore o picco dopo la Prima guerra mondiale. Dopo la Seconda guerra mondiale, invece, grazie anche alla disponibilità di metodi diagnostici efficaci e al trattamento con antibiotici, la malattia ebbe una nuova riduzione, ma recentemente la sua incidenza è di nuovo in aumento soprattutto nei Paesi industrializzati e in via di sviluppo.

L’Ecdc, che monitora la salute e le malattie in Europa, afferma che complessivamente, sono oltre 260.000 casi di sifilide segnalati da 30 paesi dal 2007 al 2017. In particolare, nel 2017, i tassi di sifilide hanno raggiunto il massimo storico con oltre 33.189 casi. Questo significa che per la prima volta dall’inizio degli anni 2000, la regione europea ha segnalato più casi di sifilide rispetto ai nuovi casi del virus dell’Hiv.

I cinque Paesi più colpiti sono: Gran Bretagna, Germania, Irlanda, Islanda e Malta – e con una diminuzione del 50% o più in Estonia e Romania. Quasi due casi su tre tra quelli segnalati tra il 2007 e il 2017, inoltre, riguardavano uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. Gli uomini eterosessuali hanno contribuito invece al 23% dei casi e alle donne il 15%.

Creme solari per bambini, quelle consigliate e sconsigliate

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 6:53am

In questo periodo di sole e mare esistono creme solari che non proteggono quanto dovrebbero, la pelle dei bambini, provocando così scottature. Tra i solari incriminati che dai controlli eseguiti sono state bocciate da esperti del settore, abbiamo:

1) Rilastil Baby transparent spray wet skyn; in etichetta era riportato il valore di protezione, Spf 50+ altissima protezione, ma in realtà, secondo i test di laboratorio eseguiti questa crema assicurava una protezione a 20,9 e quindi non alta, ma nella media. Per controprova è stato preso un altro campione dello stesso lotto, è stato rilevato addirittura 16,3!

2) Isdin Transparent spray wet skyn; anche qui la crema doveva garantire un fattore di protezione di 50+, invece alle analisi è risultata essere di 16,5!

Ma c’è di più. Questi solari incriminati contengono anche sostanze sconsigliate, ed è per questo motivo che è stata inviata una segnalazione al Ministero della Salute chiedendone il ritiro immediato.

Quindi controllate se avete in casa queste creme e gettatele via!. Un consiglio invece per affidarvi alle creme migliori per i vostri figli, che sono risultate dalle analisi affidabilissime, tenendo presente che non contengono alcun componente pericoloso, vediamo quali sono:

1) Garnier Ambre Solar Kids Advanced Sensitive Spray anti-sabbia

2) Cien Sun Spray Solare per bambini.

Relativamente alla pubblicazione uscita il 4 luglio su Altroconsumo dove è riportato che il prodotto Rilastil Sun System Transparent Baby Spray SPF 50+ garantisce una protezione solare inferiore a quella indicata sulla confezione, Rilastil comunica che: • Rilastil è il brand dermatologico di Istituto Ganassini, azienda farmaceutica italiana nata nel 1935 che opera nel settore cosmetico dal 1972, garantendo i massimi standard qualitativi dei suoi prodotti nel pieno rispetto delle normative vigenti e del regolamento del Comitato scientifico europeo (SCCS), l’istituzione scientifica dell’Unione Europea che valuta la sicurezza dei cosmetici e dei loro ingredienti. In ottemperanza a quanto sopra, per i suoi prodotti ad azione fotoprotettiva, di cui oggi l’Azienda è tra i leader di mercato, Rilastil effettua presso laboratori esterni certificati ed accreditati i test riconosciuti a livello internazionale per la determinazione del fattore di protezione UVB e UVA: SPF UVB in vivo in accordo alla norma ISO 24444:2010 e SPF UVA in vitro in accordo alla norma ISO 24443:2012. • A riprova della protezione solare dichiarata, SPF 50+ e indice UVA-PF maggiore di 20, per il prodotto Rilastil Sun System Transparent Baby Spray SPF 50+, Rilastil ha eseguito i seguenti test che, per totale trasparenza, ha subito fornito ad Altroconsumo:

– un test realizzato tra luglio e agosto 2017 con risultato che il Prodotto ha UVA-PF 24,28; – un test realizzato tra luglio e agosto 2017 con risultato che il Prodotto ha SPF UVB 60,4; – un test realizzato tra aprile e maggio 2019 con risultato che il Prodotto ha UVA-PF 27,49; – un test realizzato tra aprile e maggio 2019 con risultato che il Prodotto ha SPF UVB 60,3; – un test realizzato a luglio 2019 con risultato che il Prodotto ha UVA-PF 24,38. • Nell’ottica di un confronto aperto e trasparente, Rilastil ha inoltre chiesto ad Altroconsumo di poter visionare i test menzionati dall’organizzazione secondo i quali i valori di SPF e UVA-PF risulterebbero inferiori rispetto a quanto riportato sul prodotto. Sempre per poter chiarire le cause della discrepanza dei risultati dei test, Rilastil ha inoltre chiesto ad Altroconsumo di essere messo in contatto con il laboratorio che dovrebbe aver effettuato i test per suo conto. Il confronto, volto a dirimere ogni dubbio, chiesto da Rilastil è stato tuttavia negato da Altroconsumo. • Altroconsumo non ha contestato la metodica dei test forniti da Rilastil, ma ha ugualmente pubblicato i risultati dei propri test, che Rilastil non ha potuto visionare per verificarne la metodologia e la coerenza rispetto alle norme ISO internazionali riconosciute. • A conferma dei risultati dimostrati dai test forniti da Rilastil, l’Azienda aggiunge che dall’uscita in commercio di questa formula nel 2017 non ha ricevuto ad oggi alcuna segnalazione relativa a scottature solari incorse con l’utilizzo di questo prodotto. • A garanzia della salute dei consumatori e in coerenza con un operato sempre trasparente, Rilastil rende disponibili ai farmacisti e ai medici specialisti i test che certificano l’efficacia fotoprotettiva del prodotto Rilastil Sun System Transparent Baby Spray SPF 50+. • Per garantire ai propri clienti la massima sicurezza d’uso, Rilastil ha inoltre effettuato i seguenti test sul prodotto: – un test clinico pediatrico per la verifica della tollerabilità e accettabilità cosmetica su bambini di età compresa fra 0 e 14 anni; – un test (Human Repeated Insult Patch Test) al fine di assicurare una formulazione a basso rischio di allergia; – un test clinico per verificare l’efficacia elasticizzante; – un test per la verificata della biodegradabilità del prodotto a tutela dell’ambiente. Inoltre per garantire elevati livelli di tollerabilità, Rilastil effettua su ogni lotto di produzione la verifica dei livelli di Nickel, Cromo, Cobalto, Mercurio e Palladio, i metalli maggiormente responsabili di sensibilizzazione cutanea. • Il consumatore può ritenersi così tutelato sia dalle garanzie riportate dall’Azienda che dalla parola del suo farmacista e/o medico di fiducia.

Ed in merito allo studio condotto da Altroconsumo e il prodotto ISDIN Fotoprotector Pediatrics Transparent Spray SPF 50+ che conferisce una protezione inferiore a quella evidenziata in pubblicità e comunicazioni commerciali, ISDIN vuole sottolineare che:  ISDIN è una società di riferimento nel segmento della fotoprotezione e sottopone tutto il suo portafoglio prodotti alle prove e ai test più esigenti per garatirne l’efficacia. Per questo, le caratteristiche del Prodotto che vengono dichiarate nelle pubblicità e comunicazioni di prodotto, tra le quali si includono il Fattore di Protezione Solare (SPF) e UVA-PF, corrispondono ai risultati dimostrati negli studi effettuati da organizzazioni di certificazione specializzate, indipendenti e di prestigio;  Nello specifico, a riprova dell’efficacia e di quanto dichiarato in pubblicità e nelle comunicazioni del Prodotto (SPF 50+ e un indice UVA-PF superiore a 20), ISDIN ha il supporto dei seguenti studi: o Due studi indipendenti evidenziano che il Prodotto ha un SPF 50+ d’accordo con la norma ISO 24444:2010. Nello specifico: a) uno studio realizzato tra settembre e ottobre 2015 con il risultato che il prodotto ha un SPF di 64,4; b) uno studio realizzato tra marzo e aprile del 2017 con il risultato che il Prodotto ha un SPF di 64,8.

o Due studi indipendenti evidenziano che il Prodotto ha un UVA-PF superiore a 20 d’accordo con la norma ISO 24444:2010. Nello specifico: c) Uno studio realizzato a Marzo 2018 con il risultato che il Prodotto ha un UVA-PF di 34,14; d) Uno studio realizzato ad Aprile 2018 con il risultato che il Prodotto ha un UVA-PF di 29,5.

o Uno studio indipendente aggiuntivo (e), realizzato seguendo il metodo colipa in-vitro method UVA-PF determination realizzato nel mese di Agosto 2015 con il risultato che il Prodotto ha un UVA-PF di 24,41.

 Nonostante ISDIN abbia inviato ad Altroconsumo gli studi indipendenti, questi non sono stati presi in considerazione in nessun momento da parte dell’organizzazione prima di redigere l’articolo sui protettori solari;  Inoltre, nonostante ISDIN ne abbia fatto esplicita richiesta, Altroconsumo non ha fornito copia dello studio in cui, ipoteticamente, è stato ottenuto un SPF e un UVA-PF inferiore rispetto a quanto indicato sull’etichetta del Prodotto; pertanto, ISDIN non hapotuto verificare la metodologia, l’implementazione e la coerenza dei risultati dello studio;  Il consumatore può essere sicuro che le affermazioni e indicazioni che compaiono sul packaging del Prodotto sono supportate da Studi Indipendenti effettuati da enti e organizzazioni di certificazione di primo livello;  D’altro canto, dal lancio del Prodotto nel 2015, i servizi di cosmeticovigilanza di ISDIN non hanno registrato richieste, reclami o denunce significative di consumatori che facessero riferimento alla mancanza di sicurezza o efficacia del Prodotto, né comunicazioni che potessero far dubitare che i dati di SPF e UVA-PF dichiarati nelle pubblicità o comunicazioni di Prodotto non corrispondessero effettivamente ai risultati ottenuti dagli Studi Indipendenti.

Perchè i fichi fanno bene

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 6:49am

Ricchi di proprietà benefiche e nutrizionali, i fichi possono essere consumati sia freschi, in questo periodo di stagione che secchi nel resto dell’anno. I fichi freschi forniscono al nostro organismo circa 50 calorie ogni 100 grammi. Il loro apporto calorico non supera di molto quello di altri frutti freschi. Le calorie aumentano nel caso dei fichi secchi. (altro…)

Apnee notturne, costi per 31 miliardi l’anno

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 6:48am

Sono circa 936 milioni le persone che in tutto il mondo soffrono di apnee ostruttive del sonno, dette anche Osas. Una patologia caratterizzata da continui episodi di ostruzione delle vie aeree durante il sonno, che se non trattata può portare a gravi disturbi neuro-cognitivi e cardiovascolari, oltre a comportare ingenti costi, economici e sociali.

A lanciare l’allarme, la prima indagine condotta sull’impatto socio-economico delle Apnee Ostruttive del sonno in Italia, “Cost-of-illness study of Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS) in Italy”, da parte di Cergas Sda Bocconi, Centre for Research on Health and Social Care Management, con il contributo di Philips, secondo cui il peso economico della malattia nel nostro Paese ammonta a ben 31 miliardi di euro l’anno.

Sono circa 24 milioni gli italiani (tra i 15 e i 74 anni) affetti da questa patologia, di cui circa la metà soffre della forma moderata-grave (il 27% della popolazione adulta, di cui il 65% uomini). Una patologia, molto diffusa da avere un enorme impatto sia economico che sociale. Dallo studio condotto è emerso che dei 31 miliardi di euro annui stimati, il 60% è costituito dai costi diretti sanitari, il 36% da quelli indiretti (dovuti a morbilità) e il restante 4% da costi diretti non sanitari. E anche le stime sull’impatto sociale della malattia non sono affatto rassicuranti: secondo lo studio, infatti, la perdita della qualità di vita dei pazienti è quantificabile a circa 9 miliardi di euro l’anno.

Gli esperti hanno provato a simulare le possibili conseguenze che potrebbe avere un eventuale incremento dei pazienti diagnosticati e trattati con la ventilazione meccanica a pressione positiva, metodo questo che ha dimostrato un significativo impatto positivo su mortalità, rischio di ictus, incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro. Dalle analisi condotte è infatti emerso che sebbene da una parte si verifichi un aumento dei costi diretti sanitari dovuto al numero crescente di diagnosi e trattamenti, dall’altra sarebbe possibile ridurre il rischio di insorgenza (e quindi i costi) delle patologie associate alla Osas, oltre che a recuperare gli ingenti costi associati al perdita della qualità di vita dei pazienti.