luglio 28th, 2019

Pancia e grasso addominale: a che orari è meglio mangiare

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 8:46am

Una nuova ricerca conferma che, per perdere grasso nella zona addominale, è più importante cambiare gli orari dei pasti concentrandosi solo sulle prime ore della giornata. In questo modo si riesce a perdere peso senza diminuire le calorie perché lo studio, condotto dalla ricercatrice italiana Eleonora Poggiogalle del Pennington Biomedical Research Center in USA con l’équipe di Eric Ravussin e Courtney Peterson e attualmente a La Sapienza Università di Roma, è “il primo studio clinico “randomizzato” sull’influenza degli orari dei pasti sul metabolismo e sulla riduzione della massa grassa in eccesso” spiegano gli autori, che spiegano “mangiare in sincronia con i ritmi circadiani mangiando nelle prime ore del giorno sembra ridurre il peso corporeo e migliorare la salute metabolica”.

Questo, perché, il nostro organismo attiva dei meccanismi che aumentano il senso di sazietà. Nello specifico, per dimagrire e perdere peso anche sulla pancia è importante consumare i pasti della giornata nell’arco di 6 ore, tra le 8 e le 14.

Lo studio in questione, pubblicato sulla rivista scientifica Obesity, descrive uno studio che mostra come i tempi dei pasti influenzino anche il nostro metabolismo.

Che cos’è la sindrome di Brugada?

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 6:58am

La sindrome di Brugada è una malattia del cuore che provoca un’alterazione del normale ritmo cardiaco e predispone al rischio di aritmie ventricolari di tipo maligno. Può causare anche la morte improvvisa. Deve il suo nome ai fratelli medici spagnoli Pedro e Josep Brugada che scrissero della malattia nel 1992 anche se la patologia era già stata descritta cinque anni prima da alcuni ricercatori italiani sul Giornale italiano di cardiologia. I pazienti affetti da questa sindrome presentano un quadro clinico molto variabile a livello elettrocardiografico, con un tracciato del cuore che, a distanza di poche ore, può passare dal normale al patologico.

La malattia è più diffusa tra gli uomini rispetto alle donne e ha un’incidenza di 5 persone ogni 10.000.

Come si presenta?

Si presenta con sintomi variabili, quali palpitazioni sino ad arrivare addirittura all’arresto cardiaco. Nel caso di pazienti con sindrome di Brugada in famiglia, o di manifestazione dei sintomi. E’ essenziale la visita di un cardiologo il quale, per rilevare la presenza della malattia eseguirà elettrocardiogramma.

Epatite, scagionati integratori alimentari a base di curcuma

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 6:14am

Gli integratori alimentari a base di curcuma sono stati ‘scagionati’ dai ricercatori. Le analisi effettuate sui campioni dei prodotti correlati ai casi di epatite da curcuma – registrati recentemente in Italia – hanno “escluso la presenza di contaminanti o di sostanze volontariamente aggiunte quali possibili cause del danno epatico”.

Ad annunciarlo è direttamente il ministero della Salute, al termine delle indagini condotte su 22 casi di epatite colestatica segnalati, dopo l’assunzione di integratori alimentari contenenti estratti e preparati di Curcuma longa, e, in un caso, dopo il consumo di Curcuma stessa sotto forma di polvere.

Le analisi effettuate sui campioni dei prodotti correlati ai casi di epatite hanno dunque escluso la presenza di contaminanti o di sostanze volontariamente aggiunte quali possibili cause del danno epatico.

Alla luce di tali elementi acquisiti, “si è deciso di adottare una specifica avvertenza per l’etichettatura degli integratori in questione, volta a sconsigliarne l’uso a soggetti con alterazioni della funzione epato-biliare o con calcolosi delle vie biliari e, in caso di concomitante assunzione di farmaci, ad invitare comunque a sentire il parere del medico”, prosegue il ministero.

Artrite psoriasica, un nuovo farmaco più efficace delle cure tradizionali

Pubblicato il 28 Lug 2019 alle 6:04am

Un 20-30% delle persone che hanno la psoriasi sviluppa con il passare degli anni anche l’artrite psoriasica, vale a dire una malattia infiammatoria cronica a carico delle articolazioni che compare prevalentemente tra i 35 e i 50 anni. (altro…)