agosto 4th, 2019

Sanità, i 5 codici nuovi di Pronto Soccorso, cosa cambia

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 12:07pm

Saranno cinque i codici numerici (ai quali si accosteranno i “classici” colori) per identificare la gravità del paziente, tempi certi di attesa, gestione del cronico sovraffollamento. Nell’accordo Stato-Regioni raggiunto ieri, è contenuta una riforma del Pronto soccorso, che recepisce tre parti: le linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero, sull’osservazione breve intensiva e sulla gestione del sovraffollamento. Ecco nel dettaglio cosa prevedono i documenti.

Gli obiettivi, secondo quanto scrive il ministero della Salute sono quelli di realizzare l’effettiva presa in carico della persona e degli accompagnatori dal momento in cui si rivolgono al Pronto soccorso; assicurare la valutazione professionale da parte di un infermiere specificatamente formato; garantire l’assegnazione del codice di priorità attraverso la considerazione dei bisogni di salute dell’assistito, delle sue necessità di cura e del possibile rischio evolutivo. Utilizzare un sistema codificato di livelli di priorità d’accesso alle cure; disporre di un sistema documentale adeguato e informatizzato.

Le 4 fasi del triage

– Valutazione immediata: una rapida osservazione dell’aspetto generale della persona con l’obiettivo di individuare i soggetti con problemi assistenziali che necessitano di un intervento immediato. – Valutazione soggettiva: mediante intervista. – Valutazione oggettiva: mediante rilevazione dei segni clinici, dei parametri vitali e l’analisi della documentazione clinica disponibile. – Decisione di triage: assegnazione del codice di priorità, attuazione dei necessari provvedimenti assistenziali ed eventuale attivazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Ecco i cinque nuovi codici

Ma i nuovi codici sono la novità più rilevante di questo cambiamento sanitario al Pronto Soccorso: si passa dai codici colore (rosso, giallo, verde e bianco) ai codici numerici (1, 2, 3, 4 e 5), introducendo il quinto codice (in realtà già presente in numerose realtà italiane). Per ciascuno dei 5 codici saranno definiti anche i tempi massimi di attesa: codice 1 Emergenza, ingresso immediato. Codice 2 urgenza, attesa massima 15 minuti. Codice 3 urgenza differibile, attesa 60 minuti. Codice 4 urgenza minore 120 minuti. Codice 5 non urgenza 240 minuti.

Una volta delineati i tempi di attesa e di rivalutazione del paziente, il documento prosegue delineando l’organizzazione dei flussi di trattamento; in particolare, rilevante importanza viene data ai percorsi rapidi di See and Treat e di Fast Track, richiedendo inoltre che vengano sviluppati appositi percorsi per le patologie tempo-dipendenti (come ad esempio sindrome coronarica acuta, stroke e trauma grave) e per le condizioni particolari fragilità e vulnerabilità di chi accede al Pronto soccorso.

Creme solari: gli ingredienti interni a cui bisogna fare molta attenzione

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 8:55am

Ci sono sostanze chimiche nocive per la salute spesso presenti nelle nostre creme solari protettive, che secondo uno studio condotto dai professionisti della Food and Drug Administration (l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) possono essere assorbite nella circolazione sistemica di alcuni principi attivi.

E’ emerso infatti che questi rimangono in circolo nell’organismo per almeno 24 ore dopo l’utilizzo e la loro concentrazione nel sangue che continua ad aumentare mano a mano che l’uso quotidiano persiste. Ma cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Da evitare

– Avobenzone: utilizzato all’interno di rossetti, creme, prodotti solari e altri cosmetici è in grado di assorbire i raggi ultravioletti in un’ampia gamma di lunghezze d’onda. Ma, essendo un ingrediente solubile, quando l’avobenzone entra in contatto con l’acqua (anche nel caso di pelle umida) forma dei composti organici tossici per l’organismo (come acidi aromatici, aldeidi, fenoli e acetil benzeni).

– L’oxybenzone: composto organico usato principalmente come foto stabilizzatore all’interno di protezioni solari, protegge la pelle dai danni provocati dai raggi UV in maniera molto efficace. È stato però dimostrato che l’oxybenzone ha un’elevata capacità di penetrare nella cute, stimolando la produzione di radicali liberi, potenziali causa di tumori, e comportando anche alterazioni al sistema endocrino. L’applicazione di prodotti contenenti questo ingrediente è assolutamente sconsigliata durante la gravidanza e nei bambini sotto i 2 anni di età.

– L’ecamsule: è un composto organico che viene aggiunto a molti prodotti solari per filtrare i raggi UVA. Ha poco assorbimento percutaneo e piccoli effetti sistemici, quindi è considerato relativamente sicuro.

– L’octocrylene: è un filtro solare che fornisce protezione dalle radiazioni UVB e UVA corte. E’ un forte allergene che comporta dermatite da contatto nei bambini e soprattutto dermatite da contatto fotoallergica negli adulti. Inoltre sembra che l‘octocrylene venga facilmente assorbito dalla pelle, stimolando la produzione di radicali liberi.

Come leggere l’etichetta

Per capire meglio se il prodotto solare che abbiamo scelto sia efficace e sicuro per la nostra salute, è importantissimo imparare a leggere le etichette in cui sono riportati ingredienti e altre informazioni essenziali. Ecco come interpretarle:

– Il numero di SPF: il fattore di protezione solare (Sun protection factor, SPF) indica il grado di protezione solare che il prodotto fornisce; più l’Spf è alto, più riuscirà a schermare la pelle dai raggi solari. – Raggi UVA e UVB: è importante scegliere un filtro solare che protegga sia dagli UVA (i raggi più pericolosi) che dagli UVB. Sulle etichette potresti anche trovare la dicitura IR, cioè infrarossi non c’è un metodo di misurazione ufficiale e standardizzato che ne dia garanzia. – Filtri chimici e fisici: i filtri chimici sono composti da ingredienti realizzati in laboratorio e assorbono la luce ultravioletta, convertendola in raggi pericolosi per la pelle; i filtri fisici, invece, vanno a costituire una barriera che riflette i raggi solari. Quelli fisici prevedono l’utilizzo di ingredienti naturali come ad esempio il biossido di titanio e l’ossido di zinco e sono in assoluto i più sicuri. Proteggono bene ma fanno una patina bianca sulla pelle poco piacevole. Nelle creme solari troviamo solitamente entrambe le tipologie di filtri, tranne i solari bio che contengono principalmente filtri naturali. – I derivati di oli minerali e i petrolati (mineral oil, petrolatum, paraffinum) possono essere irritanti e comedogenici (responsabili di depositarsi all’interno dei pori della pelle portando alla formazione di punti neri e brufoli), ma nelle concentrazioni previste dalla legge il rischio di danni alla pelle non è elevato.

Ipertrofia prostatica benigna, sono 6 milioni gli italiani colpiti

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 8:45am

Sono oltre 6 milioni gli italiani over 50 sono colpiti da ipertrofia prostatica benigna: il 50% ha un’età compresa fra 51 e 60 anni, il 70% 61-70enni, per arrivare al picco del 90% negli ottantenni. I sintomi più ricorrenti sono: necessità di alzarsi più volte durante la notte per urinare, urgenza di vuotare la vescica in modo frequente anche durante il giorno e getto di urina che diventa sempre più debole con una sensazione di mancato svuotamento.

Segni questi che, più del 50% degli uomini ignora, declassandoli a semplici fastidi legati all’età, evitando di andare dal medico per curarsi e, ricorrendo, molte volte al “fai da te”.

Rimedi che possono determinare diagnosi tardive. Una malattia che non deve essere banalizzata e va trattata sotto il controllo del medico, che dispone di terapie efficaci come l’estratto esanico di Serenoa repens, farmaco che agisce come potente anti infiammatorio e che può migliorare la qualità di vita dei pazienti. L’allarme viene lanciato dagli specialisti in una conferenza stampa che si è tenuta in questi giorni al Senato, organizzata da Fondazione PRO (Prevenzione e Ricerca in Oncologia) in collaborazione con Senior Italia FederAnziani, con l’intervento di Pierpaolo Sileri, Presidente della Commissione Sanità del Senato. “L’ipertrofia prostatica benigna è una malattia caratterizzata dall’ingrossamento della ghiandola prostatica che comprime il canale uretrale, causandone una parziale ostruzione e interferendo con la capacità di urinare – afferma Vincenzo Mirone, Presidente di Fondazione PRO e Direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’ -. I sintomi determinano un forte impatto sulla qualità di vita delle persone, fino a costringerle a scegliere luoghi che abbiano la disponibilità di un bagno nelle vicinanze. Le persone che soffrono di questo disturbo intimo, hanno anche problemi che influiscono sull’equilibrio della coppia e, nella maggior parte dei casi, sono proprio le compagne o mogli a ‘spronare’ gli uomini a recarsi dal medico per affrontare i sintomi con cure adeguate, che devono essere prescritte dal clinico”.

“Nella prima fase della malattia, più del 75% degli uomini non si cura o ricorre al ‘fai da te’, soprattutto a integratori – spiega Mirone -. Un errore grave. Solo il medico è in grado di trattare l’ipertrofia prostatica benigna che, se trascurata, può progredire fino a causare ritenzione urinaria con l’impossibilità di vuotare la vescica. La vittima di una prostata che cresce è proprio la vescica. Quest’organo è costituito da tessuto muscolare, che può aumentare il proprio volume per vincere la resistenza che la prostata oppone allo svuotamento. Il rischio è di ‘sfiancare’ completamente la vescica e di far soffrire i reni”.

Olio di canapa sativa efficace contro il colesterolo cattivo anche nei bambini

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 7:29am

L’olio di canapa sativa è efficace contro il colesterolo cattivo e ha importanti effetti positivi per la salute cardiovascolare, anche dei bambini. Questi i risultati ottenuti da uno studio preliminare condotto a Torino.

Tra le proprietà dell’olio di canapa c’è anche il suo effetto benefico sui livelli di colesterolo e trigliceridi e di conseguenza sulla salute del cuore. Una nuova ricerca italiana ha analizzato gli effetti benefici più importanti in relazione alla salute di bambini e adolescenti.

Secondo gli esperti del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell’Università di Torino, guidati da Ornella Guardamagna, l’olio di canapa sativa sarebbe infatti molto efficace nel ridurre il colesterolo LDL (cattivo) e i trigliceridi anche nei bambini. E’ la prima volta che una ricerca si sofferma ad analizzare i benefici di questo tipo sui più piccoli.

Per farlo sono stati presi in esame 36 bambini e adolescenti di età compresa tra i 6 e i 16 anni con iperlipidemia primaria. A ciascuno sono stati somministrati, per 8 settimane, 3 grammi di un integratore a base di olio di canapa sativa (Alfalife), particolarmente ricco di acido alfa-linoleico (700 mg) e ancor di più di acido linoleico (1400 mg).

I risultati al termine dell’esperimento hanno evidenziato che i livelli di colesterolo LDL erano scesi insieme agli acidi grassi saturi e monoinsaturi dei globuli rossi, ad aumentare erano stati invece i benefici acidi grassi polinsaturi (Omega 3 e Omega 6).

L’iperlipidemia in giovane età è un fattore di rischio che può portare a seri disturbi genetici ereditari e provocare la comparsa di malattia coronarica e infarto del miocardio. Prevenire è sempre la soluzione ideale. La prevenzione può arrivare dunque da una giusta terapia per tenere a bada i grassi nel sangue con cambiamenti nello stile di vita e alimentari. Utilizzo di farmaci ma anche di integratori alimentari.

La dottoressa Guardamagna, autrice dello studio ha infatti dichiarato: “Pur trattandosi di un primo studio preliminare, le prospettive di intervento terapeutico con questo integratore rappresentano un importante passo avanti nel trattamento di patologie a lungo silenti ma potenzialmente severe. Un aspetto non trascurabile è l’assenza di effetti collaterali del trattamento utilizzato. Quest’ultimo rappresenta un elevato valore aggiunto e un fattore di miglioramento delle cure e della qualità della vita dei giovani pazienti e apre a nuove prospettive di ricerca clinica nel trattamento di patologie dismetaboliche anche in età pediatrica”.

Hiv riguarda tutti, al via la campagna del Ministero della Salute

Pubblicato il 04 Ago 2019 alle 6:52am

E’ partita in questi giorni la nuova campagna del Ministero della Salute sulla prevenzione dell’HIV. Stefano Fresi, Francesco Montanari e la youtuber Sofia Viscardi sono i nuovi testimonial insieme a Dario Vergassola, ideatore della campagna. (altro…)