Creme solari: gli ingredienti interni a cui bisogna fare molta attenzione

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 04 Ago 2019 alle ore 8:55am


Ci sono sostanze chimiche nocive per la salute spesso presenti nelle nostre creme solari protettive, che secondo uno studio condotto dai professionisti della Food and Drug Administration (l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) possono essere assorbite nella circolazione sistemica di alcuni principi attivi.

E’ emerso infatti che questi rimangono in circolo nell’organismo per almeno 24 ore dopo l’utilizzo e la loro concentrazione nel sangue che continua ad aumentare mano a mano che l’uso quotidiano persiste. Ma cerchiamo di capirne qualcosa in più.

Da evitare

– Avobenzone: utilizzato all’interno di rossetti, creme, prodotti solari e altri cosmetici è in grado di assorbire i raggi ultravioletti in un’ampia gamma di lunghezze d’onda. Ma, essendo un ingrediente solubile, quando l’avobenzone entra in contatto con l’acqua (anche nel caso di pelle umida) forma dei composti organici tossici per l’organismo (come acidi aromatici, aldeidi, fenoli e acetil benzeni).

– L’oxybenzone: composto organico usato principalmente come foto stabilizzatore all’interno di protezioni solari, protegge la pelle dai danni provocati dai raggi UV in maniera molto efficace. È stato però dimostrato che l’oxybenzone ha un’elevata capacità di penetrare nella cute, stimolando la produzione di radicali liberi, potenziali causa di tumori, e comportando anche alterazioni al sistema endocrino. L’applicazione di prodotti contenenti questo ingrediente è assolutamente sconsigliata durante la gravidanza e nei bambini sotto i 2 anni di età.

– L’ecamsule: è un composto organico che viene aggiunto a molti prodotti solari per filtrare i raggi UVA. Ha poco assorbimento percutaneo e piccoli effetti sistemici, quindi è considerato relativamente sicuro.

– L’octocrylene: è un filtro solare che fornisce protezione dalle radiazioni UVB e UVA corte. E’ un forte allergene che comporta dermatite da contatto nei bambini e soprattutto dermatite da contatto fotoallergica negli adulti. Inoltre sembra che l‘octocrylene venga facilmente assorbito dalla pelle, stimolando la produzione di radicali liberi.

Come leggere l’etichetta

Per capire meglio se il prodotto solare che abbiamo scelto sia efficace e sicuro per la nostra salute, è importantissimo imparare a leggere le etichette in cui sono riportati ingredienti e altre informazioni essenziali. Ecco come interpretarle:

– Il numero di SPF: il fattore di protezione solare (Sun protection factor, SPF) indica il grado di protezione solare che il prodotto fornisce; più l’Spf è alto, più riuscirà a schermare la pelle dai raggi solari.
– Raggi UVA e UVB: è importante scegliere un filtro solare che protegga sia dagli UVA (i raggi più pericolosi) che dagli UVB. Sulle etichette potresti anche trovare la dicitura IR, cioè infrarossi non c’è un metodo di misurazione ufficiale e standardizzato che ne dia garanzia.
– Filtri chimici e fisici: i filtri chimici sono composti da ingredienti realizzati in laboratorio e assorbono la luce ultravioletta, convertendola in raggi pericolosi per la pelle; i filtri fisici, invece, vanno a costituire una barriera che riflette i raggi solari. Quelli fisici prevedono l’utilizzo di ingredienti naturali come ad esempio il biossido di titanio e l’ossido di zinco e sono in assoluto i più sicuri. Proteggono bene ma fanno una patina bianca sulla pelle poco piacevole. Nelle creme solari troviamo solitamente entrambe le tipologie di filtri, tranne i solari bio che contengono principalmente filtri naturali.
– I derivati di oli minerali e i petrolati (mineral oil, petrolatum, paraffinum) possono essere irritanti e comedogenici (responsabili di depositarsi all’interno dei pori della pelle portando alla formazione di punti neri e brufoli), ma nelle concentrazioni previste dalla legge il rischio di danni alla pelle non è elevato.