Sanità, i 5 codici nuovi di Pronto Soccorso, cosa cambia

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 04 Ago 2019 alle ore 12:07pm

Saranno cinque i codici numerici (ai quali si accosteranno i “classici” colori) per identificare la gravità del paziente, tempi certi di attesa, gestione del cronico sovraffollamento. Nell’accordo Stato-Regioni raggiunto ieri, è contenuta una riforma del Pronto soccorso, che recepisce tre parti: le linee di indirizzo nazionali sul triage intraospedaliero, sull’osservazione breve intensiva e sulla gestione del sovraffollamento. Ecco nel dettaglio cosa prevedono i documenti.

Gli obiettivi, secondo quanto scrive il ministero della Salute sono quelli di realizzare l’effettiva presa in carico della persona e degli accompagnatori dal momento in cui si rivolgono al Pronto soccorso; assicurare la valutazione professionale da parte di un infermiere specificatamente formato; garantire l’assegnazione del codice di priorità attraverso la considerazione dei bisogni di salute dell’assistito, delle sue necessità di cura e del possibile rischio evolutivo. Utilizzare un sistema codificato di livelli di priorità d’accesso alle cure; disporre di un sistema documentale adeguato e informatizzato.

Le 4 fasi del triage

– Valutazione immediata: una rapida osservazione dell’aspetto generale della persona con l’obiettivo di individuare i soggetti con problemi assistenziali che necessitano di un intervento immediato.
– Valutazione soggettiva: mediante intervista.
– Valutazione oggettiva: mediante rilevazione dei segni clinici, dei parametri vitali e l’analisi della documentazione clinica disponibile. – Decisione di triage: assegnazione del codice di priorità, attuazione dei necessari provvedimenti assistenziali ed eventuale attivazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Ecco i cinque nuovi codici

Ma i nuovi codici sono la novità più rilevante di questo cambiamento sanitario al Pronto Soccorso: si passa dai codici colore (rosso, giallo, verde e bianco) ai codici numerici (1, 2, 3, 4 e 5), introducendo il quinto codice (in realtà già presente in numerose realtà italiane). Per ciascuno dei 5 codici saranno definiti anche i tempi massimi di attesa: codice 1 Emergenza, ingresso immediato. Codice 2 urgenza, attesa massima 15 minuti. Codice 3 urgenza differibile, attesa 60 minuti. Codice 4 urgenza minore 120 minuti. Codice 5 non urgenza 240 minuti.

Una volta delineati i tempi di attesa e di rivalutazione del paziente, il documento prosegue delineando l’organizzazione dei flussi di trattamento; in particolare, rilevante importanza viene data ai percorsi rapidi di See and Treat e di Fast Track, richiedendo inoltre che vengano sviluppati appositi percorsi per le patologie tempo-dipendenti (come ad esempio sindrome coronarica acuta, stroke e trauma grave) e per le condizioni particolari fragilità e vulnerabilità di chi accede al Pronto soccorso.