agosto 11th, 2019

Denti, scoperto il gene che li aiuta a rigenerarsi

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 7:06am

E’ stato scoperto dagli scienziati un gene. Un interruttore genetico capace di regolare la riparazione dei denti: il gene in questione è il Dlk1, che agisce stimolando una particolare popolazione di cellule staminali responsabile della produzione della dentina, il tessuto che costituisce il ‘corpo’ del dente sotto lo smalto. Questo meccanismo molecolare, scoperto negli incisivi a crescita continua dei topi, può essere manipolato: nei primi test sugli animali ha dimostrato di favorire la rigenerazione, aprendo la strada a nuove cure per denti cariati o danneggiati da traumi. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications nata da una collaborazione internazionale coordinata dall’università britannica di Plymouth.

“Le cellule staminali sono molto importanti, perché in futuro potrebbero essere usate in laboratorio per rigenerare tessuti danneggiati o persi a causa di malattie, quindi è cruciale capire come funzionano”, afferma il coordinatore dello studio, Bing Hu.

“Scoprendo le nuove staminali che producono il corpo del dente e comprendendo il loro uso vitale di Dlk1 nella rigenerazione del tessuto, abbiamo fatto un importante passo avanti per capire la rigenerazione delle staminali. In questa fase il lavoro è stato condotto su modelli di laboratorio e serviranno ulteriori studi prima di poterlo trasferire sull’uomo, tuttavia – precisa l’esperto – si tratta di un’importante svolta per la medicina rigenerativa, che potrà avere un grande impatto sui pazienti in futuro”.

Tumore colon retto, in aumento tra i giovani

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:49am

Una aumentata incidenza del tumore del colon retto è presente nei giovani. A lanciare l’allarme è la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige), sulla base dei risultati ottenuti da uno studio statunitense effettuato su circa 500 mila uomini e donne che dimostra, come accanto ad una riduzione dell’incidenza del cancro del colon-retto nei soggetti di età pari o superiore ai 55 anni (merito dei programmi di screening), si registri anche un aumento di questo tumore al di sotto dei 50 anni con un picco di aumento soprattutto nella fascia di età compresa tra i 20 e i 29 anni.

“Risultati analoghi – riferisce la Sige – sono emersi da uno studio condotto in 20 paesi europei tra 188 mila giovani adulti, che dimostra un aumento dell’incidenza del cancro del colon retto nella fascia tra i 20 e i 39 anni. Conferme arrivano anche dal nostro paese: uno studio condotto di recente a Milano dimostra un aumento dell’incidenza di questa forma tumorale nei soggetti al di sotto dei 50 anni nel periodo compreso tra il 1999 e il 2015”.

In Italia l’implementazione degli esami di screening per il cancro del colon-retto ha dimostrato di essere in grado di ridurre l’incidenza e la mortalità nelle popolazioni screenate, quelle di età compresa tra i 50 e i 69 anni. “Ma non è il caso di cantare vittoria – afferma Luigi Ricciardiello, professore associato di Gastroenterologia dell’Università di Bologna, Chairman del Research Committee, United European Gastroenterology – e il tumore del colon retto resta, uno, dei grandi big killer. Infatti, secondo i dati raccolti da Aiom-Airtum nel 2018 nel nostro Paese sono circa 28.800 i nuovi casi di colon retto negli uomini e 22.500 nelle donne”.

Tra le possibili cause della comparsa di questa forma tumorale in età sempre più giovane sono stati invocati uno stile di vita errato, l’aumento di prevalenza dell’obesità giovanile e un elevato consumo di carni rosse. Un’indagine realizzata in Italia nel 2016 da “OKkio alla salute” (“Sistema di Sorveglianza nazionale sullo stato ponderale e i comportamenti a rischio nei bambini” dell’Istituto Superiore di Sanità) tra i bambini di 8-9 anni, ha registrato una prevalenza di sovrappeso e obesità più elevata al Centro-Sud.

La media italiana rivela che il 21,3 per cento dei bambini è in sovrappeso, il 7,2 per cento obeso e l’1,2 per cento affetto da obesità grave. “Alla luce di questi dati epidemiologici relativi all’obesità in età infantile e ‘precoce’ adolescenziale e nasce da un possibile legame causale tra obesità e carcinoma del colon retto al di sotto dei 50 anni di età è fondamentale puntare dunque su programmi di prevenzione dell’obesità mirati ai giovani e ai giovanissimi”, dice la Sige.

Secondo il presidente della Sige Domenico Alvaro “a scendere in campo per queste iniziative devono essere non solo le società scientifiche ma anche le scuole, dove sono diventanti improcrastinabili programmi educazionali volti ad insegnare ai nostri bambini ed adolescenti i corretti stili di vita oltre che le nozioni basilari di come si possono prevenire malattie ad alto impatto sociale”.

Da una sola mucca, produrre 175 milioni di hamburger, ecco come

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:37am

Mosa Meat, start-up dell’Università di Maastricht in Olanda, nata dal progetto di ricerca che nel 2013 ha portato il team del professor Mark Post a presentare al pubblico il primo hamburger creato in laboratorio, da coltura cellulare, raccogliendo investimenti per 7,5 milioni di euro e puntando a portare sul mercato i primi prodotti nel 2021, punta a produrre 175 milioni di hamburger dalle cellule di una sola mucca, invece di allevarne e macellarne 440mila. (altro…)

Assegno divorzile: revisione importo se cambia lo stato di salute

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:25am

L’importo spettante per l’assegno divorzile non viene calcolato (o almeno non più) in base al tenore di vita tenuto dai coniugi nel periodo in cui erano sposati, in quanto, il vincolo matrimoniale si interrompe, e quello più debole economicamente, salvo casi particolari, ha diritto all’assegno di mantenimento qualora non possa più permettersi di mantenersi da solo.

Infatti, in tal caso, può essere rilevata l’incapacità lavorativa, parziale o totale del soggetto ex coniuge. Ecco perché è possibile un eventuale aggravamento delle condizioni di salute che impediscano di lavorare, comportando un conseguente ricalcolo dell’assegno di mantenimento.

Il giudice che segue la causa di divorzio, può fissare l’importo dell’assegno divorzile in base:

– all’apporto dato dal coniuge nel concorrere alla formazione del patrimonio familiare e personale dell’altro; – durata del matrimonio.

L’importo dell’assegno di divorzio così calcolato verrà poi indicizzato in base al costo della vita in modo tale da essere automaticamente aggiornato al valore effettivo della somma.

Se mutano le condizioni delle parti, può essere richiesta la revisione dell’assegno di mantenimento in modo tale che l’importo sia dignitosamente adeguato. Di solito il riferimento è legato ad un peggioramento delle condizioni economiche del coniuge obbligato ma che potrebbe anche accadere, appunto, che vi sia un aggravamento delle condizioni di salute di chi beneficia del trattamento. Chiaramente queste circostanze vanno provate. Se certificate potrebbero comportare una revisione dell’assegno divorzile, in senso peggiorativo o migliorativo a seconda del caso trattato.