Procreazione assistita nel ’94, papà scopre che figlia non è sua

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 16 Ago 2019 alle ore 6:39am

“Non c’e’ la minima traccia di Dna italiano in mia figlia. Hanno scambiato il mio sperma con quello di chissà chi!”. Queste le inquietanti parole di Joseph Cartellone, italo-americano dell’ Ohio, che riassumono la sua odissea degli ultimi mesi.

L’uomo è stato costretto a fare causa al Christ hospital (oggi Istituto per la riproduzione assistita di Cincinnati), dove si era rivolto con la moglie nel 1994 per coronare il sogno di avere un figlio con l’aiuto della fecondazione in vitro. Un anno dopo, era nata la sua figliola Rebecca. Che oggi scopre di non essere sua.

Jospeh infatti, con la moglie Jennifer hanno scoperto per puro caso che il padre biologico di Rebecca e’ un perfettissimo sconosciuto. Lo sperma di Joseph non fu quello usato per fecondare l’ ovulo della moglie.

A svelarlo i risultati del Dna fatto da ‘Ancestry.com’, che analizzando la composizione genetica di un individuo ne identifica origini ed etnie antiche.

Rebecca lo aveva fatto per gioco. “Ma ci siamo accorti subito che qualcosa non andava – ha raccontato ai media Joseph – quando ho visto che non c’era nemmeno un’indicazione di Dna mediterraneo e italiano in mia figlia”.

Joseph – che insieme a Jennifer ha fatto scattare l’azione legale chiedendo danni per ‘negligenza, rottura di contratto, non mantenimento di promessa” – si e’ quindi sottoposto ad un’analisi di paternità, che ha confermato il tragico errore: Rebecca non e’ sua figlia.

Ma la causa non sara’ facile da vincere: il Christ Hospital dove fu condotta l’ IVF è stato assorbito dal ‘Cincinnati Institute for Reproductive Health’ ed è quindi difficile identificare oggi i responsabili del clamoroso sbaglio.

Sia la moglie che la figlia dell’uomo sono profondamente in crisi. “Vogliamo sapere chi è il vero padre biologico”. La paura ora di Jospeh Cartellone, è quella che per errore ci sia stato uno scambio di sperma, e che il suo abbia pertanto, fecondato l’ovulo di un’altra donna, sconosciuta.