agosto 25th, 2019

In Usa la prima persona morta per l’uso di sigarette elettroniche

Pubblicato il 25 Ago 2019 alle 8:10am

E’ morta, nello Stato americano dell’Illinois, la prima persona che aveva contratto una malattia respiratoria legata all’uso delle sigarette elettroniche. (altro…)

Un esame del sangue per prevedere la morte entro 10 anni

Pubblicato il 25 Ago 2019 alle 6:18am

Ricercatori tedeschi del Max Planck Institute for Biology of Ageing hanno messo a punto un esame del sangue che riesce a prevedere quante probabilità ci sono di morire entro 10 anni con una precisione pari all’83%. (altro…)

Gravidanza, scoperto meccanismo che dimostra che cellule della mamma comunicano con quelle del feto

Pubblicato il 25 Ago 2019 alle 6:16am

Durante la gravidanza, le cellule della mamma e del feto comunicano tra di loro. A svelare alcuni segreti di questa forma di ‘scambio’ è un nuovo studio guidato dalla University of Texas Medical Branch a Galveston, pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. “Durante la gravidanza – spiega Ramkumar Menon, autore senior dello studio – vi è una comunicazione costante tra cellule materne e fetali utilizzando ‘sacche’ piene di sostanze chimiche chiamate esosomi. Le nostre ricerche precedenti hanno dimostrato che gli esosomi fetali segnalano al corpo della madre che gli organi sono completamente maturati, il che innesca il travaglio e il processo che porta al parto. Abbiamo cercato di saperne di più sulla portata e le capacità di questo sistema di comunicazione al fine di sviluppare nuovi modi per monitorare e supportare il feto durante la gravidanza”. (altro…)

Acqua contenente microplastiche, il rapporto e l’allarme dell’Oms

Pubblicato il 25 Ago 2019 alle 6:12am

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha pubblicato un recente rapporto, chiamato “Microplastics in Drinking Water”, in cui chiede un’ulteriore valutazione della presenza di sostanze plastiche nelle acque che beviamo e delle loro conseguenze sul nostro stato di salute.

I potenziali pericoli associati alle microplastiche presenti nell’acqua potabile, osserva l’Oms, sono di tipo fisico (collegato al loro accumulo) e chimico (collegato alla loro tossicità), ma vi è anche la possibilità che possano essere veicolo per l’ingestione di microbi patogeni. Dall’esame fatto, sono stati identificati solo nove studi che hanno misurato le microplastiche nell’acqua potabile e, nei singoli campioni, sono stati riportate da 0 a 10.000 particelle/L. “In base alle informazioni limitate che abbiamo – afferma Maria Neira, direttore del Dipartimento di sanità pubblica e ambiente presso l’Oms – le microplastiche nell’acqua potabile non sembrano rappresentare un rischio per la salute ai livelli attuali. Ma abbiamo urgentemente bisogno di saperne di più”. I dati oggi disponibili, secondo il rapporto, sono “estremamente limitati”, “con pochi studi completamente affidabili”, spesso realizzati utilizzando “metodi e strumenti diversi per campionare e analizzare particelle di plastica”. E’ necessario quindi, chiedono gli esperti dell’Oms, di sviluppare “metodi standard per misurare la presenza e per studiarne le fonti, così come per valutarne le conseguenze sull’organismo.

Le microplastiche provengono dalla degradazione di oggetti e tessuti sintetici che entrano nel ciclo dell’acqua potabile, ad esempio attraverso le acque reflue o scarichi industriali, ma “anche le stesse bottiglie di plastica e i tappi possono esserne fonte”. Comprendono una vasta gamma di materiali, con diverse composizioni chimiche (come polietilentereftalato e polipropilene), diverse forme (fibre o frammenti) e diverse dimensioni (da 5mm a meno di 1 micrometro). Si ritiene che le microplastiche superiori a 150 micrometri vengano espulse dall’organismo con la digestione e “che anche l’assorbimento di particelle più piccole sia limitato”. Tuttavia, “l’assorbimento di nanoparticelle, può essere più elevato”, perché attraverso il sistema linfatico e il sangue possono raggiungere organi, come fegato e reni. I sistemi di trattamento delle acque reflue e potabili sono efficaci anche nella rimozione del 90% delle microplastiche ma una parte significativa della popolazione mondiale “attualmente non ne beneficia”. Oltre a favorirne quanto più possibile l’utilizzo, conclude l’Oms, è urgente “fermare l’aumento dell’inquinamento da plastica in tutto il mondo”, diminuendone l’uso e migliorandone il riciclo.