settembre 26th, 2019

Ema mette in allarme su gel per la pelle contenente ingenolo mebutato, in quanto causa del rischio cancro

Pubblicato il 26 Set 2019 alle 7:15am

L’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) mette in allarme su un gel per il trattamento di una malattia della pelle, in quanto detto farmaco è sospettato di aumentare i casi di cancro. (altro…)

“Lucio Dalla” – Legacy Edition dal 25 ottobre torna nei negozi il capolavoro del grande cantautore emiliano

Pubblicato il 26 Set 2019 alle 6:50am

E’ in arrivo, a quarant’anni di distanza dalla prima pubblicazione, “LUCIO DALLA” – Legacy Edition, uno dei capolavori del grande LUCIO DALLA in edizione limitata rimasterizzata arricchita da 3 brani in versioni inedite tra cui Angeli, mai pubblicato nella versione in studio incisa da Lucio Dalla e disponibile da venerdì 25 ottobre. (altro…)

Onu, allarme clima: cicloni sempre più potenti. Il 27 settembre manifestazioni di studenti in oltre 150 città italiane

Pubblicato il 26 Set 2019 alle 6:03am

Cicloni, uragani e tifoni sono sempre più potenti e preoccupanti. Come d’altronde, anche, l’aumento dei mari sempre più veloce. Megalopoli costiere che subiranno ogni anno catastrofi climatiche. E’ sconfortante il quadro che emerge da un recente rapporto stilato da esperti dell’Onu sul clima. Un grido d’allarme, di dolore che non può lasciare tutti indifferenti e soprattutto i capi di Stato mondiali.

“L’intensità media” dei cicloni tropicali e la percentuale dei cicloni di categoria 4 e 5, che è già aumentata negli ultimi decenni, “dovrebbe aumentare”, anche se i cicloni in generale non dovrebbero essere più frequenti. Aumento del livello dei mari 2,5 volte più veloce che in XX secolo Il livello dei mari è aumentato 2,5 volte più velocemente all’inizio del 21 secolo che nel 20, e continuerà ad aumentare principalmente a causa della riduzione delle calotte di ghiaccio, si legge ancora nel rapporto. Qualunque siano gli scenari, il mare continuerà a salire dopo il 2100. In un mondo a +2 C il tasso di crescita potrebbe stabilizzarsi, raggiungendo circa 1 metro nel 2300, rispetto a diversi metri se le emissioni di gas serra continueranno allo stesso ritmo di oggi, secondo tale documento. Entro il 2050 megalopoli costiere subiranno ogni anno catastrofi climatiche entro il 2050, e piccole nazioni insulari subiranno un’aggressiva riduzione delle emissioni di gas serra. Più di un miliardo di persone, entro la metà del secolo, vivranno in zone soggette a cicloni, inondazioni su larga scala ed altri eventi meteorologici estremi amplificati dall’innalzamento dei mari, come previsto dal Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici.

“Quanto costa proteggere le coste?” Costruire una protezione contro l’innalzamento del livello dell’acqua potrebbe ridurre il rischio di inondazioni da 100 a 1.000 volte, se investisse “da decine a centinaia di miliardi di dollari all’anno”, dice ancora il rapporto Onu.

Venerdì prossimo, 27 settembre, migliaia di studenti italiani scenderanno in piazza con Cortei e manifestazioni, flash-mob per dire basta “proteggiamo il clima”. Sarà uno sciopero generale di tutte le categorie che rischia di creare non pochi disagi a servizi pubblici, scuole, sanità e servizi vari tra i quali anche i trasporti. E’ il “Global Strike For Climate”, il terzo sciopero globale per il clima, indetto a livello mondiale per il 27 settembre dal movimento ambientalista Fridays For Future (FFF), guidato dalla giovane attivista svedese Greta Thunberg: dopo una settimana di mobilitazioni in concomitanza con il vertice Onu sul clima che si è tenuto pochi giorni fa a New York.

La manifestazione più grande si volgerà a Roma, con un corteo di studenti che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 9.30 per raggiungere poi Piazza della Madonna di Loreto, dove si terrà un sit-in fino alle ore 14.30. Manifestazioni di questo tipo previste anche in oltre 150 città italiane. Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti con una circolare ha auspicato che le scuole, nella loro autonomia, possano giustificare l’assenza dalle lezioni, motivata dalla partecipazione alle manifestazioni, “stante il valore civico che la partecipazione riveste”. –

Reggio Calabria, carenza di anestetisti nell’ospedale di Polistena

Pubblicato il 26 Set 2019 alle 6:01am

“La carenza di anestesisti presso il P.O. di Polistena (Reggio Calabria), rischia di compromettere la funzionalità di altri reparti, chirurgia, ortopedia e ginecologia”.

A dichiararlo è Michele Galimi, dirigente regionale del Partito Democratico, il quale ha già mandato una nota di preoccupazione, allarme anche al neo Ministro della salute, Roberto Speranza.

“Noi– spiega il dirigente- abbiamo sempre avuto atteggiamenti di grande responsabilità nei riguardi dei servizi che eroga il Santa Maria degli Ungheresi-continua Galimi-non ci siamo mai iscritti al partito degli allarmismi, abbiamo sottolineato come la indiscussa professionalità e responsabilità di tutti i medici, abbia garantito ogni prestazione, nonostante la precarietà degli organici. Oggi vogliamo richiamare l’attenzione dei Commissari verso un problema che non può più sopportare provvedimenti tampone. Risulterebbe sbagliato il fatto di aver trasferito gli interventi di ortopedia a Polistena, se poi si garantiscono solo le urgenze, non potendo dare risposte a quelli programmati, proprio perché mancano gli anestesisti. La salute non può aspettare, non si possono tollerare tempi “morti” occorre procedere con celerità, sapendo che si tratta di una materia che non ammette alcuna forma di approssimazione. Si intervenga anche sul centro trasfusionale, si dia la possibilità di un funzionamento a pieno regime, considerando che il bacino di utenza si avvicina ai 200mila abitanti. Con senso di responsabilità, registriamo che la nuova TAC, un apparecchio di ultima generazione, pare dovrebbe essere portata a Polistena nei prossimi giorni. Si metterà così fine a quelle lunghe interruzioni di una macchina vetusta, che ha creato seri problemi al territorio. La nostra attenzione nei riguardi del nostro ospedale, non sarà mai ad indeterminatezza, saremo sempre a fianco della gente, perché convinti che i calabresi non sono cittadini di serie B”– conclude.