In arrivo influenza più insidiosa con virus B/Colorado e B/Phuket. Cosa fare e perché vaccinarsi?

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Set 2019 alle ore 7:34am

L’influenza che sta arrivando in questi giorni, il primo caso registrato a Parma su una bambina di 6 anni, che accusava tra i sintomi febbre e mal di gola, è stata riscontrata come virus di tipo B.

Secondo le ultime stime dei virologi, l’influenza colpirà circa 6 milioni di italiani. Meno degli anni scorsi. Ma attenzione, i virus saranno potenzialmente più pericolosi e insidiosi. E non solo: oltre a due nuove varianti di virus A, H3N2 e H1N1, saranno presenti anche i virus B/Colorado e B/Phuket. In particolare, l’H1N1 che colpirà soprattutto i bambini piccoli, mentre l’H3N2 i soggetti anziani e fragili.

Tra i sintomi più diffusi: l’insorgenza brusca della febbre oltre i 38 gradi; presenza di almeno un sintomo sistemico; dolori muscolari e articolari; presenza di un sintomo respiratorio.

Il virologo Fabrizio Pregliasco, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e direttore Sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi ha evidenziato «Ai 6 milioni di persone che saranno colpiti da ‘vera’ influenza vanno ad aggiungersi gli altri 8 milioni di persone che contrarranno gli altri virus simil-influenzali».

Per questo motivo, per prevenire l’influenza i vaccini saranno quest’anno soprattutto quadrivalenti. Per gli over 75 ci sarà un vaccino adiuvato (perché in grado di aumentare la risposta immunitaria) anche se trivalente.

Ecco che per cercare di difendersi dal contagio dell’influenza: bisognerà adottare alcune semplici ma essenziali accortezze; come lavarsi spesso le mani ed evitare i luoghi troppo affollati.

La cura raccomandata da Pregliasco è a base di farmaci di automedicazione: antifebbrili, decongestionanti delle vie aeree, che hanno l’obiettivo di attenuare i sintomi senza azzerarli; bere molto e stare possibilmente a riposo. Se la febbre non scende nei tre giorni di trattamento, rivolgersi subito al proprio medico di famiglia come, secondo una ricerca di Assosalute, fa il 55% degli italiani intervistati.