ottobre 10th, 2019

Claudio Baglioni, il suo nuovo brano inedito “Gli anni più belli” diventa il nuovo titolo del film di Gabriele Muccino, nelle sale per San Valentino 2020!

Pubblicato il 10 Ott 2019 alle 4:11pm

Il brano inedito di Claudio Baglioni “Gli Anni Più Belli” diventa il nuovo titolo del film di Gabriele Muccino che sarà nelle sale cinematografiche per San Valentino 2020. (altro…)

Federalberghi: “Pronti a declassare hotel se aumentano l’Iva”

Pubblicato il 10 Ott 2019 alle 10:42am

“Basta tasse sul turismo e sul lusso. Ci auguriamo che non accada, ma se l’Iva fosse rimodulata e salisse al 22% per gli hotel di alta fascia, abbiamo già pronta una contromossa. Declasseremo tutti gli alberghi a 5 stelle per risparmiare quel famoso 10% di cui si parla. L’Italia si troverà a non avere più alberghi a 5 stelle”. A dirlo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, dal TTG Travel Experience di Rimini, commentando le indiscrezioni giunte su una possibile rimodulazione dell’iva. Un aumento selettivo, solo per alberghi di fascia alta.

“Torneremo alla situazione di anni fa: in Italia c’erano meno di 80 hotel di lusso perché avevano l’Iva altissima. Oggi sono più di 500, ma siamo pronti a scendere di nuovo a meno di 80. Che un nuovo governo come prima azione penalizzi i prodotti di lusso che siamo in grado di esprimere per abbassare l’Iva sui pannolini mi sembra una cosa solo populista. Giustissimo abbassarla, ma trovino i soldi da un’altra parte”, sottolinea.

“Continuiamo a favorire bed breakfast e affitti brevi, continuiamo a non stanare gli abusivi e tassiamo solo gli imprenditori. Mi auguro che il ministro del Turismo Dario Franceschini che è anche capo delegazione del Pd su questo punto tenga botta”.

“Ci avevano assicurato che non avrebbero toccato l’Iva – ha detto ancora il presidente degli albergatori italiani – e invece mi dicono che ieri il ministro delle Finanze in audizione ha detto ‘non si tocca, ma la rimodulazione perché no?’ Basta giocare sull’equivoco tra l’aumento e la rimodulazione… Continuiamo a sentirci dire che l’Italia deve puntare sulla qualità e poi la parola lusso sembra essere un peccato”.

Francesco Renga, al via dal Teatro degli Arcimboldi di Milano, venerdì e sabato “L’altra metà Tour”

Pubblicato il 10 Ott 2019 alle 7:11am

Parte domani, venerdì 11 ottobre e replicherà sabato 12 ottobre, dal Teatro degli Arcimboldi di Milano “L’altra metà Tour” di FRANCESCO RENGA, un tour di oltre 50 date in poco più di due mesi, che vedrà Francesco protagonista sui palchi dei principali teatri italiani per presentare al pubblico dal vivo il suo ultimo disco di inediti “l’altra metà” e i suoi più grandi successi di sempre.

Accompagnato sul palco da musicisti Fulvio Arnoldi (chitarra acustica e tastiere), Vincenzo Messina (pianoforte e tastiere), Stefano Brandoni (chitarre), Heggy Vezzano (chitarre), Phil Mer (batteria) e Gabriele Cannarozzo (basso), Francesco durante il tour sorprenderà il suo pubblico con uno spettacolo coinvolgente, grandi emozioni e una scaletta tutta nuova e molto ricca, in cui troveranno spazio le indimenticabili hit del suo repertorio e i brani estratti dal suo ultimo e ottavo disco di inediti.

«Il fascino e la bellezza del teatro, la vicinanza fisica con il pubblico. Poterlo guardare in faccia, toccarlo, sentirlo. E sapere che loro possono fare altrettanto. Lo spettacolo che andrà in scena è pensato proprio per questo, per vivere una serata ricca di grande magia».

“L’altra metà”, prodotto da Michele Canova Iorfida, è un album composto da 12 brani dal sound e dal linguaggio contemporaneo e rappresenta l’altra metà della vita, della storia, della musica di Francesco Renga: un altro capitolo, caratterizzato da nuove consapevolezze e forme, sonore e linguistiche.

Queste le date de “L’Altra Metà Tour” (prodotto e organizzato da Friends & Partner):

11 ottobre – MILANO – Teatro degli Arcimboldi

12 ottobre – MILANO – Teatro degli Arcimboldi

14 ottobre – CREMONA – Teatro Ponchielli

15 ottobre – FIRENZE – Teatro Verdi

16 ottobre – FIRENZE – Teatro Verdi

18 ottobre – BORGOMANERO (NO) – Teatro Nuovo

19 ottobre – MESTRE (VE) – Teatro Toniolo

21 ottobre – LEGNANO (MI) – Teatro Galleria

23 ottobre – BERGAMO – Teatro Creberg

24 ottobre – BERGAMO – Teatro Creberg

26 ottobre – BASSANO DEL GRAPPA (VI) – Palabassano 2

28 ottobre – BRESCIA – Teatro Dis_Play

29 ottobre – BRESCIA – Teatro Dis_Play

31 ottobre – MONTECATINI (PT) – Teatro Verdi

3 novembre – ROMA – Auditorium Parco della Musica

4 novembre – ROMA – Auditorium Parco della Musica

5 novembre – CESENA – Nuovo Teatro Carisport

7 novembre – ANCONA – Teatro delle Muse

8 novembre – SANREMO (IM) – Teatro Ariston

9 novembre – SAINT VINCENT (AO) – Palais (NUOVA DATA)

11 novembre – ALESSANDRIA – Teatro Alessandrino

12 novembre – GENOVA – Teatro Carlo Felice

13 novembre – GROSSETO – Teatro Moderno

15 novembre – ATENA LUCANA (SA) – Gran Teatro Paladianflex

16 novembre – AVELLINO – Teatro Gesualdo

18 novembre – NAPOLI – Teatro Augusteo

19 novembre – NAPOLI – Teatro Augusteo

21 novembre – BARI – Teatro Team

22 novembre – BARI – Teatro Team

23 novembre – CROTONE – Pala Milone

25 novembre – PALERMO – Teatro Golden

27 novembre – CATANIA – Teatro Metropolitan

28 novembre – MARSALA – Teatro Impero

1° dicembre – LUGANO – Pala Congressi

2 dicembre – BERNA – Theater National

3 dicembre – PIACENZA – Teatro Politeama

5 dicembre – VARESE – Teatro Openjobmetis

6 dicembre – TRENTO – Auditorium Santa Chiara

7 dicembre – MANTOVA – Grana Padano Theatre

9 dicembre – TRIESTE – Teatro Rossetti

10 dicembre – BOLOGNA – Europauditorium

12 dicembre – TORINO – Teatro Colosseo

13 dicembre – TORINO – Teatro Colosseo

14 dicembre – PARMA – Teatro Regio

16 dicembre – BIELLA – Teatro Odeon

17 dicembre – BOLOGNA – Europauditorium

19 dicembre – REGGIO EMILIA – Teatro Romolo Valli

20 dicembre – LA SPEZIA – Teatro Civico

22 dicembre – SASSARI – Teatro Comunale

23 dicembre – CAGLIARI – Fiera

I biglietti per le date del tour sono già disponibili sul sito di TicketOne e nei punti vendita abituali.

Radio partner degli appuntamenti live italiani è RTL 102.5.

BMW è Official Mobility Partner del tour.

A maggio 2020, Francesco Renga si esibirà anche all’estero con una serie di appuntamenti live nelle principali città europee, tra cui Londra, Parigi e Madrid. Queste le date del tour europeo, prodotto e organizzato da Friends & Partners:

10 maggio – ZURIGO – Volkshaus

13 maggio – BRUXELLES – La Madeleine

15 maggio – PARIGI – La Cigale

16 maggio – LONDRA – O2 Shepherd’s Bush Empire

18 maggio – MADRID – Teatro Nuevo Apolo

50° Congresso di neurologia: memoria, demenza e sonno al femminile

Pubblicato il 10 Ott 2019 alle 6:50am

I disordini del ritmo sonno-veglia sulle patologie neurologiche sono un campanello d’allarme. Le differenze epidemiologiche e terapeutiche tra uomo e donna in neurologia, nonché la memoria come principale elemento per la diagnosi neuropsicologica delle fasi prodromiche della demenza, le terapie geniche nelle malattie neuro degenerative sono tra i principali temi al centro del Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia che si terrà a Bologna dal 12 al 15 ottobre e vedrà riuniti più di 2.500 specialisti provenienti da tutta Italia.

“Un’importante novità che presenteremo al Congresso Nazionale – ha affermato il Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente Società Italiana di Neurologica e Clinica Neurologica Università di Genova – è la realizzazione di un bando di ricerca finanziato per la prima volta direttamente dalla Società Italiana di Neurologia: 120.000 euro a sostegno di 3 progetti di giovani ricercatori under 40 che operino nei 3 diversi territori italiani – nord, sud e centro – e che dovranno avere come obiettivo la realizzazione di studi clinici, epidemiologici, ricerche applicate o ricerche di base sulla “Neurologia di genere”.

Differenze importanti quelle tra uomo e donna, sia in termini di diverso funzionamento del cervello – maggiori capacità in abilità motorie e nell’orientamento spaziale per il sesso maschile, maggiore empatia e memoria soprattutto verbale nel sesso femminile – sia in termini di diffusione delle patologie neurologiche a causa degli ormoni femminili, sia come risposta alle terapie farmacologiche con maggiori effetti collaterali a svantaggio delle donne. E per questo, pertanto, si sta diffondendo, come 150 anni fa è avvenuto per la medicina pediatrica, una nuova area della medicina. Quella che tiene, sostanzialmente conto delle profonde differenze uomo/donna e si indirizza verso una personalizzazione di genere, che parte dalla diagnosi sino ad arrivare alla terapia stessa.

“La SIN – Società Italiana di Neurologia – è da sempre impegnata nel promuovere gli studi neurologici attraverso iniziative che sostengano la ricerca scientifica – prosegue il Prof Mancardi – ma da quest’anno ha deciso di scendere in campo contribuendo direttamente a finanziare e anche indirizzare la ricerca neurologica in Italia con particolare riguardo nei confronti dei giovani più promettenti e delle diverse aree geografiche del nostro Paese. Si tratta di un impegno che vogliamo mantenere anche nei prossimi anni, cambiando di volta in volta il tema su cui focalizzare la ricerca.”

Le patologie neurologiche in Italia, come in Europa e nel resto del mondo, fanno registrare numeri alti, destinati ad aumentare a causa del progressivo aumento dell’invecchiamento della popolazione: circa 1.000.000 le persone affette da demenza, di cui 600.000 sono quelle colpite da Alzheimer, e 800.000 i pazienti con conseguenze invalidanti a causa di Ictus, patologia che ogni anno fa registrare ben 150.000 nuovi casi di questa patologia.

Sempre in Italia, il Morbo di Parkinson colpisce circa 300.000 persone, mentre l’Epilessia 500.000 nuovi casi, dei quali almeno un quarto presentano situazioni particolarmente impegnative. In minoranza, ma con un trend in costante aumento, 120.000 pazienti, spesso giovanissimi, sono colpiti da Sclerosi Multipla e quelli con malattie dei nervi o dei muscoli.

Il Congresso Nazionale della SIN torna a Bologna dopo 25 anni.

“Attraverso le numerose sessioni – ha affermato il Prof. Pietro Cortelli, Presidente del Congresso e Ordinario di Neurologia presso l’Università di Bologna – il Congresso sarà l’occasione per condividere con i partecipanti l’aggiornamento sulle più recenti acquisizioni nel campo delle malattie neurologiche così come un valido strumento di approfondimento per i ricercatori. Ampio spazio verrà dedicato, come sempre, ai giovani che avranno l’opportunità di presentare le proprie attività di ricerca. Alla luce dell’alto livello scientifico dell’evento, possiamo sicuramente ribadire che la Neurologia Italiana ha raggiunto ormai una posizione di prestigio e di riconoscimento a livello internazionale, grazie soprattutto alla produzione scientifica dei nostri neurologi, ma che c’è ancora da lavorare per migliorare l’attività assistenziale ai pazienti, che risente della sfavorevole congiuntura economica che il nostro Paese si trova ad affrontare”.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Congresso Nazionale SIN, gli esperti si sono soffermati su temi al centro del dibattito della quattro giorni di lavori:

1. DISORDINI DEI RITMI CIRCADIANI IN NEUROLOGIA

Il Prof. Giuseppe Plazzi, del Centro per lo Studio e la Cura dei Disturbi del Sonno dell’Università di Bologna ha spiegato che il sonno è un comportamento altamente conservativo, universalmente presente e che occupa una parte sostanziale della vita di un animale. L’invecchiamento è associato a cambiamenti e alterazioni del ciclo sonno/veglia; e nelle persone affette da patologie neurodegenerative (quali malattia di Alzheimer, demenze correlate e morbo di Parkinson) tali alterazioni, tuttavia, raggiungono un livello di compromissione maggiore e solitamente precedono di alcuni anni l’inizio del declino cognitivo e la comparsa di sintomi motori.

Allo stesso modo, vi è anche un accumulo di beta amiloide e, quindi, progressione della malattia causa di disturbi del sonno. Sonno e malattia di Alzheimer sono, quindi, legati da una relazione bidirezionale su cui si sta iniziando ad indagare.

Al centro del Congresso le più recenti novità provenienti dalla ricerca scientifica, come la pubblicazione su Science del 2019 di uno studio da cui emerge come la privazione di sonno, sia acuta che cronica, causata da un’alterazione del ritmo sonno-veglia incrementi i livelli della proteina β-amiloide nel cervello e nel liquido cerebrospinale favorendo così la patogenesi della malattia di Alzheimer.

Di conseguenza, la possibilità di identificare esami strumentali in grado di riconoscere precocemente queste alterazioni per trattarle opportunamente ripristinando un ritmo sonno/veglia regolare, potrebbe permettere di prevenire o arrestare la progressione della neuro degenerazione e mitigarne i sintomi correlati.

2. LA NEUROLOGIA DI GENERE: COS’È E QUALI SONO LE PROSPETTIVE

La Prof.ssa Gennarina Arabia, Coordinatrice Gruppo di studio SIN “Neurologia di Genere” e Centro per lo studio dei disordini del movimento dell’Università Magna Graecia di Catanzaro ha parlato di nuova sfida della medicina moderna nel realizzare sempre più una “medicina di precisione o personalizzata”. La medicina di genere, tenendo conto delle sostanziali differenze che esistono tra uomo e donna, mira a realizzare proprie delle strategie per la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie ottimali per ogni singolo individuo.

Negli ultimi decenni, diversi studi hanno indagato le differenze strutturali e funzionali del cervello tra uomini e donne, con risultati contrastanti.

È ormai noto comunque che uomini e donne presentino differenze nell’incidenza, sintomatologia e gravità di molte malattie, così come una diversa risposta alle terapie e un diverso rischio di sviluppare reazioni avverse ai farmaci. Le terapie in uso agiscono in modo diverso sulle persone di entrambi i sessi. Ma le donne, che hanno in genere un peso corporeo inferiore e un dosaggio per kilogrammo più elevato, più spesso presentano effetti maggiori, inclusi quelli indesiderati.

In particolare, gli studi epidemiologici hanno dimostrato che alcune patologie neurologiche colpiscono in modo differente i due sessi. Tra le più diffuse, troviamo emicrania, demenza di Alzheimer e sclerosi multipla. Che risultano essere le patologie più frequenti tra le donne, mentre tra le malattie neurodegenerative che colpiscono più gli uomini troviamo il Parkinson. Poi c’è l’emicrania che colpisce le donne 3 volte di più degli uomini: su 6 milioni di pazienti in Italia, 4 milioni sono donne. Diverso è poi anche l’impatto della malattia: le donne riportano una qualità di vita peggiore rispetto agli uomini e perdono un numero maggiore di giornate lavorative e di attività sociali rispetto agli uomini. Nonostante ciò, le donne tendono comunque a recarsi maggiormente al lavoro con dolore o malessere rispetto agli uomini.

Al contrario, per quanto riguarda la malattia di Parkinson, gli uomini sono colpiti 1,5 volte più frequentemente delle donne ma sono queste ultime a sviluppare molto più spesso – 300% in più – gli effetti indesiderati della terapia farmacologica, soprattutto movimenti involontari invalidanti.

3. LA DIAGNOSI NEUROPSICOLOGICA DELLE FASI PRODROMICHE DELLA DEMENZA

Il Prof. Stefano Cappa, Ordinario di Neurologia presso la Scuola Universitaria Superiore di Pavia ci ha parlato invece di individuare precocemente i soggetti a rischio per declino cognitivo costituisce una priorità di salute pubblica. In particolare, un’attenzione crescente viene posta verso gli interventi di tipo preventivo, che appaiono avere un ruolo centrale per la riduzione del rischio di progressione da deficit cognitivi lievi alle diverse forme di demenza, in particolare la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare.

Gli strumenti tradizionali per la diagnosi dei disturbi cognitivi sono i test neuropsicologici, che devono essere sensibili e specifici: nel caso della memoria, ad esempio, è importante essere in grado di individuare deficit molto lievi, e di distinguerli dalle modificazioni che si osservano nell’invecchiamento fisiologico. Infatti alcuni aspetti della memoria, come la memoria di lavoro e la memoria episodica, diminuiscono fisiologicamente a partire dai 50-55 anni; sono lievi e hanno un carattere lentamente progressivo, riguardano compiti come il ricordare precisamente dove e quando abbiamo ricevuto un’informazione, o la capacità di tenere a mente più cose necessarie ad eseguire un compito. Chi invecchia si rende conto di queste difficoltà, e impara a compensarle, ad esempio prendendo più appunti o organizzandosi in modo preciso la giornata. I deficit di memoria che assumono una dimensione patologica riguardano circa il 10% della popolazione sopra i 60 anni. Si calcola che in Europa la dimensione di questa popolazione a rischio possa essere di 7 milioni di persone.

4. LA TERAPIA GENICA NELLE MALATTIE NEUROLOGICHE DEGENERATIVE

Il Prof. Adriano Chiò, Ordinario di Neurologia, Responsabile del Centro SLA, Università degli Studi di Torino ha parlato invece di malattie neurodegenerative come patologie progressive e non curabili, anche se alcune volte trattabili, che provocano la degenerazione progressiva e/o la morte delle cellule nervose. Nel complesso, causano disturbi nel movimento o del funzionamento cognitivo. Le più frequenti sono appunto l’Alzheimer, la malattia di Parkinson, le malattie del motoneurone come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la SMa – Atrofia muscolare spinale.

Negli ultimi anni si sono sviluppate tecnologie che promettono di intervenire sulle alterazioni geniche, correggendole o bloccandone l’effetto. Fra le molecole più interessanti compaiono gli oligonucleotidi antisenso (ASO), già approvati per il trattamento della SMA, una grave malattia infantile dovuta a delezioni del gene SMN, e che hanno determinato un vero cambiamento della storia clinica dei bambini colpiti.

Sono in corso sperimentazioni farmacologiche con ASO per il trattamento di pazienti portatori di due geni causali della SLA, SOD1 e C9orf72, e per il gene della malattia di Huntington. Nel prossimo futuro si attendono studi con ASO anche su alcune fra le più comune forme di atassia spinocerebellare.

Sono in fase di sperimentazione clinica anche terapie geniche basate su vettori virali, che permetteranno di intervenire a livello genico con la sostituzione, l’attivazione o il blocco della trascrizione del gene alterato o il trasporto di geni che si pensa possano alleviare o arrestare specifiche patologie neurodegenerative. Queste metodologie sfruttano la capacità dei virus di entrare nel nucleo cellulare e di integrare il loro DNA in quello umano. Questo approccio terapeutico è già in fase di avanzata sperimentazione nella SMA, in fase II nella malattia di Alzheimer ed è in fase I nella malattia di Parkinson e nella SLA.

5. NOVITÀ SULLA MALATTIA DI PARKINSON

Il Prof. Roberto Eleopra, Vicepresidente SIN e UOC Neurologia 1 – Parkinson e Disordini del Movimento, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano ha rivelato che più recenti novità sulla malattia di Parkinson riguardano in primis la identificazione e caratterizzazione della sinucleina, identificata non solo come deposito patologico nei tessuti e/o nel liquor cerebrospinale (biomarcatore), ma anche perché possiede una diversa modalità di aggregazione proteica (misfolding), diversa tra Parkinson e altre malattie degenerative Parkinsoniane. Queste nuove conoscenze scientifiche hanno determinato in questi ultimi anni l’avvio di sperimentazioni cliniche anche nell’uomo, in particolare con terapie a base di anticorpi monoclonali diretti selettivamente proprio verso queste proteine anomale, al fine di rallentare o bloccare il processo degenerativo.

Anche la identificazione di forme di Parkinson dovute a mutazioni del gene GBA ha portato i ricercatori alla scoperta di nuove molecole terapeutiche, come ad esempio l’“attivatore allosterico specifico del gene mutato GBA”, che è già stato utilizzato in fase sperimentale in una piccola popolazione di soggetti con Parkinson da mutazione genetica.

Queste nuove terapie nell’uomo avrebbero come fine ultimo quello di identificare una possibile cura della malattia degenerativa, non prescindendo dalle valide terapie farmacologiche attualmente in presenti, con la speranza futura di modificare il decorso progressivo del Parkinson.

Sicuramente saranno necessari diversi anni per una possibile applicazione clinica, ma la ricerca traslazionale tra scienza sperimentale di base e clinica è ora una certezza.

Turchia, attacco Siria con operazione militare “Primavera di pace”

Pubblicato il 10 Ott 2019 alle 6:00am

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha annunciato ieri l’inizio di una nuova operazione militare nel nordest della Siria contro i curdi siriani. I media turchi sostengono che i primi bombardamenti sono stati compiuti contro la città di Ras Al Ain, al confine tra Turchia e Siria, seguiti poi da attacchi in tutto il nordest, che secondo testimoni locali provocano paura e caos tra i civili.

L’operazione, ha detto Erdoğan, coinvolge anche l’Esercito Libero Siriano, gruppo ribelle sunnita che negli ultimi anni aveva già partecipato a offensive turche in Siria in funzione anti-curdi.

I curdi siriani hanno detto che finora nei bombardamenti sono morti almeno diversi civili.

L’obiettivo di Erdoğan, e dell’operazione chiamata “Primavera di pace”, è quello di creare una “zona cuscinetto” nel nordest della Siria – quindi a est del fiume Eufrate – che allontani dal confine con la Turchia i curdi siriani, considerati un gruppo terroristico dal governo turco. Nei piani della Turchia, dovrebbero essere trasferiti centinaia di migliaia di profughi siriani che negli ultimi anni sono scappati dalle violenze della guerra.

Ad oggi si apprende anche che sarebbe incominciata anche un’offensiva di terra.