Abolito il termine “Alto Adige”, esisterà solo per la Provincia di Bolzano

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Ott 2019 alle ore 6:00am

Le parole Alto Adige e altoatesino sono cancellate per legge e dal giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione, non dovranno più essere usate. L’unica dizione in lingua italiana da utilizzare per indicare la terra di confine più a nord d’Italia sarà “Provincia di Bolzano”. Resta invariato il vocabolo in lingua tedesca, Südtirol. E’ quanto stato deciso dal Consiglio provinciale di Bolzano che con 24 sì (Suedtiroler Volkspartei, Suedtiroler Freiheit e Freiheitlichen), un no (quello di L’Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia) e 5 astensioni (tra PD, Verdi, Lega, Team Koellensperger), ha approvato il disegno di legge n.30/19-XVI di iniziativa giuntale circa le “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea”.

Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, nel suo intervento ha detto: “Credo che il governo italiano non si permetterà di impugnare questa legge, l’impugnazione sarebbe un grave affronto, e comunque non ci sarebbero problemi davanti alla Corte costituzionale”. Il Landshauptmann ha aggiunto: “Il mio appello è di venirci incontro, io preferisco il termine Sudtirolo ma nella Costituzione si parla di Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol e di Provincia autonoma di Bolzano”. Il consigliere Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore) ha sostenuto che questi sono “atteggiamenti anti-italiani, non antifascisti”.

“Mi appello al ministro Boccia e ovviamente al commissario del governo di Bolzano, affinché la aberrante legge approvata dal consiglio della Provincia di Bolzano, a maggioranza etnica Svp-destre, che abolisce il nome Alto Adige, venga immediatamente impugnata”. Lo afferma Michaela Biancofiore, deputata Fi e coordinatrice regionale del Trentino Alto Adige. “Un atto gravissimo di abolizione della toponomastica, un attentato vero e proprio alla Costituzione. Lasciar passare un tale affronto al sistema Paese -aggiunge- sarebbe come accettare che una minoranza nazionale che assuma il controllo del governo nazionale, abolisca il termine Italia. Conoscendo il ministro Boccia sono certa che interverrà immediatamente e che nella sua visita prevista nei prossimi giorni in Alto Adige, si accorga che da noi c’è una terza Italia che si sente altra, super, indipendente dall’Italia e dalle sue leggi fondanti come la Costituzione”.