ottobre 26th, 2019

illumina® per la memoria e le funzioni cognitive

Pubblicato il 26 Ott 2019 alle 8:08am

Chi soffre di ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, fumo di sigaretta, o anche chi sta bene, può andare incontro ad un calo di performance cognitive. Un declino della memoria.

Questo misurabile declino delle capacità cognitive prende il nome di declino cognitivo lieve, (dall’inglese Mild Cognitive Impairment – MCI).

In questi casi, la priorità si basa sulla prevenzione, da attuarsi con un sano stile di vita sano, mantenendo una dieta equilibrata ricca in vegetali e povera di dolci e cibi raffinati, tenendosi in forma con lo sport e non esponendosi al fumo di sigaretta. Molto importante, anche, cercare di mantenere rapporti sociali per evitare l’isolamento e la depressione che ne consegue.

Ma cosa fare contro i primi segnali di declino cognitivo?

Ebbene, con l’avanzare dell’età, si notano anche i primi sintomi relativi ad un calo di memoria o alcune funzioni cognitive come ad esempio orientamento, attenzione ecc.

Il consiglio degli esperti, è quello di rivolgersi subito al proprio medico di famiglia. Sarà lui a valutare la condizione e, in caso lo opportuno, ad indirizzare il paziente verso uno specialista, che potrà indagare più affondo sulla gravità dei sintomi indicati.

Per sostenere il benessere mentale quando sopraggiungono i disturbi tipici del declino cognitivo di natura lieve, esiste la fitoterapia.

illumina®, è un integratore alimentare di Cristalfarma a base di Bacopa monnieri, Haematococcus pluvialis (Astaxantina), Fosfatidilserina e Vitamina E, una valida proposta per favorire memoria e funzioni cognitive.

La pratica clinica ha mostrato infatti come questo prodotto naturale illumina® può essere utile nel contrastare i disturbi del fisiologico e progressivo declino cognitivo associato all’avanzare dell’età, migliorando di conseguenza la qualità della vita delle persone.

Una canzone per mio padre, al cinema dal 7 Novembre

Pubblicato il 26 Ott 2019 alle 6:55am

Arriva al cinema, un film di Andrew Erwin, con Jon Erwin, J. Michael Finley, Brody Rose, Dennis Quaid, Cloris Leachman, Madeline Carroll, in uscita il prossimo 7 novembre 2019, Distribuzione Dominus Production dal titolo UNA CANZONE PER MIO PADRE.

Dopo aver perso il padre, il cantante Bart Millard scrive la canzone “Can Only Imagine”. Il film racconta la sua storia. La storia vera di Bart Millard e di come sia arrivato a scrivere una canzone che ha emozionato milioni di persone. Lo vediamo dapprima bambino, abbandonato dalla madre e in balia di un padre violento e dipendente dall’alcol; poi adolescente, intento a nascondere i suoi problemi anche davanti alla fidanzata e a cercare l’ammirazione paterna, inseguendo un sogno non suo, il football americano, precedentemente praticato dal padre. La vita di Bart però ha una svolta, quando scopre – per caso – il suo talento canoro. Dopo il liceo, complice una convivenza con il padre sempre più insostenibile, Bart fugge di casa e si unisce a una band giovanile, che diviene la sua seconda famiglia, con cui gira l’America su un camper. I cinque ragazzi vivono alla giornata, mantenendosi con piccoli concerti nei locali, sino all’incontro con un produttore di successo, Brickell, che farà comprendere a Bart l’importanza di prendere in mano la propria vita, senza “fuggire” dal proprio dolore. Solo dopo un profondo lavoro interiore, Bart riuscirà a ricongiungersi al padre, scrivendo la sua canzone più bella, che cambierà la sua vita e quella di molte altre persone.

Balbuzie, in aumento i casi. Ma come superare questo problema?

Pubblicato il 26 Ott 2019 alle 6:25am

La balbuzie non è altro che, un disordine del ritmo della parola nel quale il soggetto sa di preciso cosa intende dire, ma nello stesso modo non è in grado di dirlo. È un insieme di alterazioni del ritmo e della fluidità dell’espressione verbale. Nella stragrande maggioranza dei casi è vissuto con grande disagio psicologico da chi ne soffre. Soprattutto se si fa un certo tipo di lavoro.

I casi di balbuzie in Italia sono aumentati dell’8% negli ultimi dieci anni. La notizia arriva dal primo convegno italiano sui disturbi della fluenza verbale, in corso dal 25-26 ottobre a Calenzano alle porte di Firenze con il patrocinio della Federazione Logopedisti Italiani (FLI), del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino e della Sapienza Università di Roma.

C’è, però, anche una bellissima notizia. Tre casi su 4 possono recuperare la fluidità nel linguaggio. Come? Se la balbuzie è affrontata agli esordi prima dei sette anni. Quando invece, si arriva all’adolescenza è molto più complicato. Si può migliorare ma non completamente come invece capita per i bambini. Nell’adulto è ancora più difficile, per la prolungata esposizione a questo disturbo del linguaggio.

In Italia questo disturbo, colpisce il 17% dei bambini. Interessa di più gli uomini, rispetto alle donne con un rapporto di 4:1.

I giovani i più numerosi: due ragazzi contro una ragazza.

L’approccio terapeutico prevede il lavoro tra un logoterapeuta e uno psicologo. La terapia in media dura dai sei ai 12 mesi. La balbuzie spesso sparisce da sola soprattutto quando si manifesta prima dell’età della scuola elementare. Se questo disturbo invece, del linguaggio dura più di un anno, occorre rivolgersi subito a uno specialista. Chi soffre di balbuzie spesso ha problemi legati all’autostima che possono incidere anche in modo significativo sulla qualità della loro vita.