Un avocado al giorno contro il colesterolo cattivo

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 31 Ott 2019 alle ore 6:21am

Un avocado al giorno può aiutare a tenere a bada il colesterolo ‘cattivo’, l’Ldl. È quanto dice una nuova ricerca scientifica condotta in Pennsylvania State University, pubblicata sul Journal of Nutrition. “Siamo stati in grado di dimostrare – spiega l’autrice principale, la professoressa Penny Kris-Etherton – che includendo un avocado al giorno nella dieta, si hanno meno particelle piccole e dense di Ldl rispetto a prima di cambiare regime alimentare. Si dovrebbe quindi prendere in considerazione l’aggiunta di avocado in modo sano, su un toast integrale o in una salsa vegetariana”.

Nello specifico, gli avocado hanno contribuito a ridurre le particelle di Ldl ossidate. Come l’ossigeno può danneggiare il cibo – ad esempio una mela tagliata diventa marrone – cosi secondo i ricercatori l’ossidazione è dannosa per il corpo umano. “Molte ricerche indicano che è la base per condizioni come il cancro e le malattie cardiache – aggiunge Kris-Etherton – sappiamo che quando le particelle di Ldl si ossidano, inizia una reazione a catena che può favorire l’aterosclerosi, l’accumulo di placca nella parete dell’arteria”. I ricercatori hanno reclutato 45 partecipanti adulti con sovrappeso o obesità. Tutti hanno seguito una dieta di due settimane che imitava quella americana media e permetteva di iniziare lo studio su basi nutrizionali molto simili agli altri.

Successivamente, ciascuno singolarmente ha completato cinque settimane di tre diverse diete: una povera di grassi, una moderata e una sempre moderata che però includeva anche un avocado al giorno. Così, dopo una dieta a base di avocado, i partecipanti avevano livelli significativamente più bassi di colesterolo Ldl ossidato rispetto a tutti gli altri regimi alimentari, e livelli più alti di luteina, antiossidante naturale. Secondo Kris-Etherton i risultati ottenuti, sembrano essere molto promettenti. “La ricerca nutrizionale sugli avocado – conclude il ricercatore americano – è un’area di studio relativamente nuova. Penso che siamo solo alla punta dell’iceberg della conoscenza del loro benefici per la salute”.