novembre 2nd, 2019

Ulcera peptica, in cosa consiste. Sintomi, diagnosi e cure

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 8:29am

Secondo l’Aigo, l’Associazione italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti ospedalieri, soffre di ulcera peptica il 5 – 10 per cento degli italiani. È una patologia diffusa ma su cui spesso si fa confusione. Cerchiamo allora di capire qualcosa in più.

Quali sono le principali caratteristiche della malattia, grazie, al dott. Silvio Danese, gastroenterologo all’ospedale Humanitas, coordinatore di Humanitas Immuno Center, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e docente di Humanitas University.

Secondo l’esperto, è importante scoprire innanzitutto, quali siano i segnali che dovrebbero farci preoccupare e rivolgerci ad un medico.

L’ulcera peptica è rappresentata da una lesione della mucosa dello stomaco o del duodeno, ovvero della prima porzione dell’intestino tenue: «È proprio quest’ultima la forma di ulcera più frequente – spiega Silvio Danese -. Quella duodenale può colpire individui in età meno avanzata mentre l’ulcera gastrica interessa più frequentemente chi è più in là con gli anni». Tra i sintomi che possono comparire, più frequentemente, ci sono dolore e bruciore tra sterno e ombelico.

«Con l’ulcera duodenale si possono avvertire anche a digiuno – osserva l’esperto -, mentre se la lesione ha interessato la mucosa dello stomaco, i sintomi si manifestano tendenzialmente dopo i pasti. La durata può andare da pochi minuti a diverse ore (anche per tutta la notte). Al male si possono accompagnare altri sintomi, come dispepsia, una certa difficoltà a digerire, nausea e sazietà precoce. Meno frequenti, invece, il vomito, la perdita di appetito, il dimagrimento, l’anemia dovuta al sanguinamento interno non trattato, e la presenza di sangue occulto nelle feci».

«La presenza del batterio si riscontra con test sierologici o con il breath test, un test del respiro, o con un esame delle feci», commenta Danese. «La gastroscopia è generalmente riservata a casi particolari. L’endoscopia, con l’analisi di frammenti della mucosa di stomaco o intestino, viene considerata lo strumento migliore per rilevare l’ulcera».

«Il batterio, chiamato Helicobacter, andrà eradicato con l’assunzione di un cocktail di antibiotici – specifica il dottore -. Tra gli altri farmaci che vengono prescritti in caso di ulcera peptica ci sono gli inibitori della secrezione acida gastrica, gli inibitori della pompa protonica e i protettori della mucosa gastrica». «I farmaci che bloccano la produzione di acidi – spiega Danese – ne riducono il rilascio nel tratto digestivo promuovendo la guarigione dell’ulcera». Dopo un mese dal trattamento antibiotico è opportuno avere conferma dell’eradicazione con il breath test o l’esame delle feci, ricordandosi di sospendere gli inibitori di pompa protonica per almeno due settimane.

Integratori alimentari, non sono curativi, ecco il Decalogo con i consigli da seguire

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 7:56am

Gli integratori alimentari “non hanno una finalità di cura, prerogativa esclusiva dei farmaci, perché sono ideati e proposti per favorire nell’organismo il regolare svolgimento di specifiche funzioni o la normalità di specifici parametri funzionali o per ridurre i fattori di rischio di malattia”. Vanno inoltre utilizzati con cautela e diffidando dai prodotti propagandati come “miracolosi” in quanto presenti in canali di vendita sulla Rete. Ad affermarlo il ministero della Salute, che ha pubblicato anche un Decalogo per un loro corretto uso.

“L’impiego di integratori – si legge nel decalogo – , per risultare sicuro e adatto alle specifiche esigenze individuali, deve avvenire in modo consapevole e informato sulla loro funzione e sulla valenza degli effetti svolti, senza entrare in contrasto con l’esigenza di salvaguardare abitudini alimentari e comportamenti corretti nell’ambito di uno stile di vita sano e attivo. Ricorda che una dieta varia ed equilibrata fornisce, in genere, tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno”. Ed ancora, ricorda che una dieta varia ed equilibrata fornisce, in genere, tutte le sostanze nutritive di cui l’organismo ha bisogno. Se si intende far uso di un integratore, bisogna accertarsi innanzitutto dei possibili effetti indicati in etichetta e che rispondano effettivamente alle proprie specifiche esigenze di ottimizzazione della salute e del benessere e non superino le quantità di assunzione indicate.

Da leggere sempre per intero l’etichetta, prestando particolare attenzione alle modalità d’uso, alle modalità di conservazione e agli ingredienti presenti, anche in considerazione di eventuali allergie o intolleranze. Altro avvertimento è quello di chiedere sempre consiglio al proprio medico curante per l’uso di un integratore “se non sei in buona salute o sei in trattamento con farmaci per accertarti che non ci siano controindicazioni nella tua condizione”. Per la somministrazione di integratori ai bambini, poi, “sentire il consiglio del pediatra” e “se si è in stato di gravidanza o si sta allattando”. Inoltre, afferma il ministero, “da ricordare che un prodotto non è sicuro solo perché è ‘naturale’ ma che, anzi, proprio per il suo profilo di attività ‘fisiologica’, potrebbe determinare effetti inattesi e indesiderati in determinate condizioni”.

Il ministero ribadisce infine che gli integratori “sono concepiti per contribuire al benessere e non per la cura di condizioni patologiche, che vanno trattate con i farmaci”. Quanto alla dieta, “l’uso di qualunque integratore alimentare, ai fini della riduzione del peso, può avere solo un effetto secondario e accessorio per le specifiche indicazioni riportate in etichetta” e “l’eventuale impiego di integratori alimentari per le indicazioni riportate in etichetta che ne giustificano l’uso in ambito sportivo deve tenere comunque conto del tipo di sport praticato, della sua intensità e durata, nonché delle specifiche condizioni individuali”.

Gli integratori, come tanti altri prodotti, avverte il dicastero, oggi sono reperibili anche al di fuori dei comuni canali commerciali, come internet: “Diffidate di integratori e prodotti propagandati per proprietà ed effetti mirabolanti o come soluzioni ‘miracolose’ dei tuoi problemi”. Sul portale del Ministero della Salute sono inoltre presenti informazioni sui costituenti ammessi all’impiego negli integratori e il Registro, che si può consultare, in cui vengono riportati i prodotti regolarmente notificati per l’immissione sul mercato italiano.

Grasso sulla pancia, con bruciare più calorie al mattino

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 6:33am

Dai risultati di un nuovo studio arriva una specifica abitudine mattutina in grado di far perdere peso e grasso sulla pancia e di bruciare più calorie velocemente. Nello specifico, secondo questo studio, fare esercizio fisico alla mattina, a stomaco vuoto dalla sera precedente – invece che dopo colazione – fa bruciare più grassi e migliorare anche la risposta all’insulina tenendo gli zuccheri sotto controllo. (altro…)

Una carenza di vitamina D rende più deboli i muscoli degli anziani

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 6:23am

La carenza di vitamina D è un fattore determinante per la scarsa funzionalità dei muscoli negli over-60. A dirlo è uno studio condotto al Trinity College di Dublino e che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Interventions in Aging, il quale, spiega, che mantenere la funzione dei muscoli scheletrici (quelli che generano il movimento) per tutta la vita è una componente cruciale di un buon invecchiamento per la mobilità, la qualità della vita e per ridurre le cadute e la fragilità. Secondo quanto riportato dagli scienziati, la prevalenza della debolezza muscolare era doppia nelle persone con deficit di vitamina D (40,4%) rispetto a chi, invece, aveva una dose giornaliera adeguata vitamina D (21,6%). Allo stesso modo, le “prestazioni muscolari” più deboli sono state rilevate 3 volte in più negli anziani con carenza di vitamina D (25,2%) rispetto agli altri (7,9%). Lo studio ha confermato i benefici associati all’attività fisica. Gli adulti più anziani che facevano un movimento moderato più regolare avevano una probabilità in meno di avere una scarsa forza muscolare.

“La carenza di vitamina D e l’attività fisica sono fattori modificabili – a spiegarlo è Eamon Laird, ricercatore che ha condotto lo studio – Alcuni paesi, ad esempio la Finlandia, hanno attuato con successo una politica di integrazione alimentare della vitamina D che ha quasi eliminato la carenza della popolazione”.