Adroterapia: un trattamento innovativo, una vera speranza di cura per tanti malati più “difficili da trattare”

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 17 Nov 2019 alle ore 6:53am

Un nuovo trattamento, molto innovativo per curare i tumori non operabili e resistenti alla radioterapia tradizionale: 2500 i pazienti italiani curati ad oggi. Una forma avanzata ed evoluta di radioterapia disponibile solo in sei centri in tutto il mondo, fra cui uno in Italia. Rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, per quei pazienti che soffrono di ben specifici tipi di cancro, che non si potrebbero trattare in altro modo.

L’adroterapia non è sostitutiva della radioterapia, con cui oggi è trattata circa la metà dei malati oncologici, ma è necessaria nei casi in cui la radioterapia si rivela inefficace. Questo può accadere per i tumori «radio-resistenti» e nei casi in cui i tessuti tumorali sono vicini ad organi vitali e delicati come occhi, nervi, cervello o intestino, che devono essere preservati dagli effetti collaterali della radioterapia.

L’adroterapia «È in grado di colpire solo il tumore preservando i tessuti sani, permettendo di somministrare dosi più intense di radiazioni aumentando così anche le possibilità di successo del trattamento – a chiarirlo è Licitra, che è esperta di tumori del distretto testa-collo e dirige la Struttura complessa di oncologia medica 3 all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Questo perché mentre la radioterapia convenzionale utilizza raggi X o elettroni, l’adroterapia prevede principalmente l’uso di protoni o ioni carbonio: particelle atomiche, dette “adroni” più pesanti e dotate di maggiore energia degli elettroni e quindi più precise ed efficaci. Gli ioni carbonio sono le particelle più potenti utilizzate in adroterapia per colpire la massa tumorale: hanno una potenza 12 x 2000 volte superiore ai raggi X utilizzati nella radioterapia tradizionale e sono in grado di provocare un danno al DNA delle cellule tumorali tre volte maggiore rispetto alla radioterapia tradizionale. Inoltre, grazie alle loro caratteristiche fisiche, gli ioni rilasciano la loro energia solo in prossimità della massa tumorale, riducendo molto gli effetti sui tessuti sani circostanti».