dicembre 6th, 2019

Cosa sono i Net, tumori neuro-endocrini “silenziosi”

Pubblicato il 06 Dic 2019 alle 6:59am

I Net, tumori neuro endocrini rari e «silenziosi», sono solo due casi su 10 senza sintomi aspecifici. Con conseguenze a volte anche molto gravi, per i due terzi dei casi, per i ritardi che si verificano nelle diagnosi fino a sette anni.

In Italia, ogni 12 mesi, sono stimati circa 2.700 casi di queste neoplasie, classificate come rare perché interessano meno di sei persone ogni 100mila abitanti.

Il nostro Paese è al vertice in Europa per numero di centri certificati dalla Società Europea dei tumori neuroendocrini: otto in Italia, gli ospedali riconosciuti come competenti e uno dei criteri indispensabili per ottenere il riconoscimento è la soglia minima di casi da trattare ogni anno, pari a 80.

Interessano soprattutto il tratto gastro-entero-pancreatico e i polmoni. Sono patologie eterogenee e difficili da individuare. E’ stato dedicato un incontro, per questo motivo, tra specialisti nei giorni scorsi a Milano. «I tumori neuroendocrini (anche noti come NET, Neuro-endocrine Tumors) possono insorgere in numerosi organi: nel 60 per cento dei casi, si sviluppano a livello del tratto gastro-entero-pancreatico, dove la componente cellulare neuroendocrina è più diffusa, interessando l’intero tratto dall’esofago al retto, incluso il pancreas – ha spiegato il presidente di Itanet (Associazione Italiana per i Tumori Neuroendocrini) e direttore del Centro del Pancreas dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, Marco Falconi -. La seconda sede più frequente è rappresentata dal tratto broncopolmonare (25 per cento dei casi)».

Quali cure fare? Spesso il principale problema del paziente colpito da una neoplasia rara è quello di decidere “dove andare”, cioè in che mani affidarsi, quale istituzione oncologica riferirsi. «Una corretta diagnosi e una buona decisione clinica iniziale di tipo multidisciplinare sono fatti essenziali ai fini della terapia e della neoplasia. – aggiunge Falconi, che è anche docente ordinario all’Università Vita-Salute di Milano -. Non raramente, l’intervento chirurgico iniziale non è programmato su una diagnosi preoperatoria e deve poi essere ripetuto. Per affrontare in modo corretto queste patologie, è richiesta una competenza multispecialistica che include l’oncologo medico, il chirurgo, l’endocrinologo, il gastroenterologo, il medico nucleare, il radiologo, il patologo e il radiologo interventista. Solo in questo modo è possibile garantire al paziente precisione nella diagnosi e accesso al miglior percorso di cura».

Sintomi: ecco quali sono «Le forme funzionanti manifestano segni specifici, ma rappresentano solo il 20 per cento dei casi – dice Carlo Carnaghi, responsabile dell’Oncologia all’Ospedale Provinciale di Bolzano -. Sono caratterizzate da un’eccessiva secrezione di ormoni o di altre sostanze attive che, prodotte in eccesso, esaltano la loro funzione. Ad esempio, i pazienti colpiti da insulinoma, che secerne una quantità inappropriata di insulina, presentano crisi ipoglicemiche e svenimenti soprattutto a digiuno. Ci sono poi NET che producono gastrina con ulcere recidivanti. La sindrome da carcinoide è la più frequente nel 40 per cento delle sindromi delle forme funzionanti. È associata ad una eccessiva secrezione di serotonina da parte delle cellule tumorali, con diarrea, vampate di calore al volto e al collo, broncospasmo e scompenso cardiaco. Ulteriori sintomi possono essere iperidrosi, perdita di peso e comparsa di lesioni cutanee simili a quelle associate alla pellagra. Circa l’80 per cento dei casi è però costituito dalle forme non funzionanti o non secernenti, che non esprimono ormoni in grado di determinare sintomi specifici».

Per questa ragione, solo quando la massa tumorale raggiunge dimensioni significative e compromette la funzionalità di specifici organi, la malattia diventa sintomatica. I NET non funzionanti vengono spesso individuati in modo casuale nel corso di accertamenti condotti per altre cause e tardivamente. Infatti circa il 60 per cento dei tumori neuroendocrini è diagnosticato in fase avanzata. Ma la sopravvivenza a 5 anni, nel nostro Paese, è elevata, superiore al 60 per cento.

Milano, Il Villaggio di Babbo Natale, aperto al pubblico dal 5 al 30 dicembre all’Ippodromo di San Siro

Pubblicato il 06 Dic 2019 alle 6:40am

Quest’anno, per la prima volta, a Milano (Ippodromo Snai San Siro), arriva il Villaggio di Babbo Natale. Un luogo incantato, veramente irripetibile in Italia, in cui le fiabe prenderanno vita, facendoci immergere nella magia del Natale . Tanto amata da grandi e piccini! (altro…)

Fedez rivela: “Sono a rischio Sclerosi Multipla”

Pubblicato il 06 Dic 2019 alle 6:01am

Fedez intervistato da Peter Gomez nel programma sul Nove La Confessione, in onda in prima serata giovedì 5 dicembre alle 21:25 dice: “Sono a rischio sclerosi multipla”: una rivelazione choc del rapper durante la “confessione” resa al direttore de ilfattoquotidiano.it.

L’ex giudice di X-Factor si commuove rivelando un aspetto molto privato della sua salute. “È successo un evento importante, difficile, che mi ha fatto capire delle priorità. Durante una risonanza magnetica”, si confida Fedez, “mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è una piccola cicatrice bianca. Sono dovuto stare sotto controllo perché clinicamente si dice che quello che mi hanno riscontrato è una ‘sindrome radiologicamente verificata”.

“Ovvero – prosegue ancora Fedez – la demielinizzazione che avviene quando hai la sclerosi multipla”. “Ti trovano questa cosa qua e ti dicono che devi stare sotto controllo perché può essere, come dicono loro, che si può tramutare in sclerosi multipla. Questo è stato il motivo per cui, ho iniziato un percorso per migliorare e soprattutto scegliere, le mie battaglie”.