dicembre 30th, 2019

Scoperto fattore chiave che sviluppa il diabete

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 7:49am

Isolato con successo, un fattore chiave che porta allo sviluppo del diabete e che potrebbe diventare bersaglio di nuove terapie e, quindi una speranza in più per riuscire a trovare una cura per questa malattia cronica. Si tratta dei microscopici ‘canali’ molecolari presenti sulle membrane delle cellule che producono insulina. Si e’ visto infatti che se questi canali (che fanno entrare molecole di calcio nella cellula) sono ‘iperattivi’; il risultato e’ uno scompenso della secrezione dell’ormone che regola la glicemia. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS e condotto presso l’Istituto Karolinska di Stoccolma.

Gli esperti hanno visto che se questi canali di trasporto della membrana cellulare, chiamati CaV3.1, sono presenti in numero elevato, entra troppo calcio nelle cellule e, conseguentemente, queste vedono ridursi la propria capacita’ di rilasciare insulina. Secondo gli scienziati, quindi, bloccare questi canali, potrebbe rappresentare una nuova via nel trattamento del diabete.

I ricercatori, hanno lavorato su modelli animali di diabete sia di tipo 1, sia di tipo 2 e su cellule beta (quelle che producono insulina) e documentato il coinvolgimento di un eccessivo funzionamento di questi canali di membrana. “Il nostro lavoro – spiega Shao-Nian Yang, uno degli autori – punta il dito sull’eccessiva presenza di questi canali come un meccanismo patogenetico cruciale nello sviluppo del diabete, quindi i canali CaV3.1 non dovrebbero essere trascurati nella ricerca sulla malattia”.

“Inoltre, il blocco selettivo dei canali CaV3.1 potrebbe avere un potenziale come nuova strategia mirata di trattamento ” – sostiene Per-Olof Berggren, direttore del Rolf Luft Research Center, del Karolinska Institutet, e coordinatore del lavoro. “Sperimentazioni cliniche con molecole che blocchino i canali CaV3.1 in pazienti con diabete – conclude – potrebbero divenire una delle priorita’ future della nostra ricerca”.

“Occorre ricordare – spiega in un commento all’ANSA Francesco Purrello dell’Universita’ di Catania e Presidente della Societa’ Italiana di Diabetologia – che il diabete di tipo 2 si manifesta clinicamente solo quando la secrezione dell’ormone insulina non riesce piu’ a compensare l’insulino-resistenza indotta da cattiva alimentazione e sedentarieta’. Quindi – sottolinea – per prevenire il diabete dobbiamo non solo correggere lo stile di vita, ma preservare al meglio le nostre cellule beta e la loro secrezione di insulina. In questo senso lo studio presentato su PNAS e’ molto interessante e originale”, conclude.

Rosa canina, alleata della salute, abbassa trigliceridi e incrementa la vitamina C

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 7:26am

Diffusa in tutta Italia, la rosa spontanea produce bacche con molte proprietà benefiche. La rosa canina la troviamo in Italia sia nei boschi che nelle siepi, è conosciuta anche con il nome di Rosa di macchia o rosa selvatica, tra ottobre e novembre produce delle bacche con dei benefici molto importanti per la nostra salute. (altro…)

Attività fisica per prevenire 7 tipi di tumore. Ecco quali sono

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 6:56am

L’attività fisica può ridurre il rischio di ammalarsi di ben 7 tipi di tumore. L’analisi condotta su nove studi su oltre 750.000 adulti mostra che le quantità raccomandate di attività fisica nel tempo libero sono collegate a un rischio inferiore di sette tumori, con alcuni tipi di cancro che mostrano una relazione fra dose (di esercizio fisico) e risposta. (altro…)

Vene varicose, quali sono i sintomi principali

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 6:05am

Le vene varicose (o varici) sono vene dilatate, di apparenza tortuosa, incapaci di raccogliere sangue periferico delle gambe e indirizzarne il flusso verso il cuore.

Questa malattia, causata da un malfunzionamento delle valvole delle vene stesse, compromette l’efficacia del sistema safenico (principale sistema venoso superficiale che drena il sangue dalle gambe verso il cuore) e favorisce il reflusso del sangue nei tessuti, con conseguente dilatazione venosa.

Il sangue, infatti, tende a scivolare verso il basso per forza di gravità e quindi a ristagnare nei tessuti più declivi.

Un processo patologico lento ma progressivo che può determinare, alla lunga, l’insorgenza di diverse complicazioni: dai semplici problemi estetici (le varici appaiono infatti tortuose ed in rilievo), sino a possibili trombosi, flebiti o alla severa insufficienza venosa cronica.

I sintomi iniziali delle varici (o vene varicose) sono:

– Sensazione di pesantezza alle gambe dopo aver trascorso molto tempo in piedi – Crampi notturni al polpaccio – Formicolii o prurito alle gambe – Dolori lungo il decorso delle vene – Gonfiore alle gambe

Sintomi che si possono aggravare e possono manifestarsi ancora di più:

– Macchie brune localizzate generalmente nella parte inferiore della gamba, dovute alla fuoriuscita di sangue dalla vena – Eczema, ossia eruzione o rottura di vescicole nella gamba – Aree cutanee più o meno estese, arrossate, dolenti o indurite sulla gamba – Tromboflebite superficiale, ovvero infiammazione della parete venosa che si manifesta con la comparsa di un segmento venoso dolente e indurito su un’area cutanea calda e arrossata – Ulcerazioni (lesioni di lenta guarigione) localizzate in genere in prossimità del malleolo – Sanguinamento spontaneo o a seguito di un trauma dovuto alla rottura di una varice.