gennaio 14th, 2020

Bere 3 tazze di tè alla settimana fa bene alla salute e allunga la vita

Pubblicato il 14 Gen 2020 alle 8:10am

Un nuovo studio dimostra che bere almeno tre tazze di tè alla settimana non solo è in grado di mantenere il nostro corpo in salute, ma anche di allungare la nostra vita. (altro…)

Dieta Mind, in cosa consiste?

Pubblicato il 14 Gen 2020 alle 7:30am

La dieta Mind è un regime alimentare in grado di abbassare la pressione arteriosa del sangue e prevenire le malattie neurodegenerative come nel caso dell’Alzheimer. Si tratterebbero, dicono i ricercatori ed esperti, di uno schema in grado di raccogliere le caratteristiche di altri due regimi alimentari, dieta DASH e dieta mediterranea.

La dieta Mind è stata elaborata da un team di ricerca del Rush University Medical Center di Chicago. La sua peculiarità è quella dell’assunzione di alimenti che promuovono la salute del cervello. Come nel caso di verdura, olio d’oliva, pesce e bacche.

Chi vuol seguire la dieta Mind deve dedicare ampio spazio all’assunzione di cibi caratterizzati dalla presenza di vitamina E e vitamina C. Cruciale è anche l’apporto di nutrienti come nel caso del magnesio e del selenio. Non è affatto un caso che la dieta Mind metta in primo piano antiossidanti: grazie ai quali è infatti possibile tenere sotto controllo l’attività dei radicali liberi e, di conseguenza, anche di stati infiammatori potenzialmente pericolosi per tessuti posti alla base del cervello.

Per avvalorare l’efficacia della dieta Mind, anche per la regolarità dei valori della pressione arteriosa, gli esperti che hanno seguito lo studio nel 2015, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Alzheimer’s & Dementia: Journal of the Alzheimer’s Association hanno preso in esame un campione di 923 persone (età compresa tra i 58 e i 98 anni). Durante il follow up di 4,5 anni, gli studiosi sono riusciti a scoprire che, grazie a una moderata aderenza allo schema della dieta Mind, è possibile apprezzare una riduzione del rischio di avere a che fare con il morbo di Alzheimer. Tra i vantaggi di questa dieta è possibile citare anche la sua ca pacità di rallentare i processi di declino cognitivo nei pazienti sopravvissuti all’ictus.

Tornando un attimo agli alimenti consigliati da chi vuole seguirla rammentiamo la presenza delle verdure a foglia verde (non meno di 6 porzioni a settimana), dei cereali integrali (3 porzioni quotidiane), così come dei fagioli. Gli esperti consigliano pure l’apporto di verdure non amidacee – p.e. la zucca e le carote – e di mettere nel piatto pesci come il salmone, la trota e lo sgombro. Ricchi di acidi grassi essenziali omega 3, dovrebbero essere consumati tre volte a settimana.

Quando si parla della dieta Mind, il cui schema comprende anche i frutti di bosco e la carne di pollo, è bene sottolineare che non è affatto rigida. Per rendersene conto basta sottolineare che, a detta degli esperti del Rush university Medical Center, è possibile bere un bicchiere di vino al giorno, bianco o rosso, prima di adottare questo regime alimentare è essenziale chiedere consiglio sempre al proprio medico di base.

Duchi di Sussex, rinunciano a tutto per essere indipendenti

Pubblicato il 14 Gen 2020 alle 6:34am

Il duca e la duchessa del Sussex hanno rivelato mercoledì scorso che hanno intenzione di dividere il loro tempo tra il Regno Unito e il Nord America dopo essersi ritirati dai ruoli senior nella famiglia reale britannica.

“Abbiamo intenzione di ritirarci da membri ‘senior’ della Famiglia Reale e lavorare per diventare indipendente finanziariamente, mentre continuiamo a sostenere pienamente Sua Maestà la Regina”, continua la dichiarazione. I duchi di Sussex hanno annunciato ora di avere in programma di “dividere” il loro tempo “tra il Regno Unito e il Nord America, continuando a onorare i doveri verso la Regina, il Commonwealth e i nostri patronati”.

Questo annuncio ha scatenato una speculazione immediata secondo cui la coppia avrebbe messo gli occhi sul Canada dopo essere appena tornata da una vacanza di sei settimane a Vancouver con il figlio Archie.

Furiosa la regina Elisabetta II del Regno Unito. In Inghilterra si parla di “vera e propria guerra aperta a Buckingham Palace” dopo la drastica decisione presa dai Duchi di Sussex.

Sembra che la Regina e gli altri membri della Famiglia Reale fossero all’oscuro di ogni cosa. L’annuncio social avrebbe fatto tremare la corona e i sudditi. La Monarca si sarebbe detta profondamente dispiaciuta, mentre secondo la stampa britannica, il Principe Carlo e il principe William sarebbero furiosi.

La regina Elisabetta, già a Natale, arrabbiata con i nipoti che avevano deciso di passare le festività natalizie altrove, ha “punito” pubblicamente i Duchi, togliendo dalla scrivania la loro foto durante il discorso di Natale. Ora i due coniugi hanno deciso di andare a vivere in America con il piccolo Archie. La Regina sembra essere molto “sorpresa” e “addolorata”. Buckingham Palace per ora ha parlato di “situazione in divenire e complessa”.

Vedremo che cosa accadrà. In Inghilterra i due si occupano di incarichi ben precisi, che naturalmente cadranno su William e Kate. Ieri l’incontro tra i reali. Il primo vero faccia a faccia dallo scoppio della crisi in seno alla monarchia, nel castello di Sandrigham, dove la regina assieme a Carlo ha convocato un summit di emergenza per provare a schizzare il futuro dei duchi di Sussex (parteciperà anche Meghan, in collegamento telefonico dal Canada, dove si è rifugiata).

Meghan starebbe spingendo per tagliare i ponti e dedicarsi in pieno alle sue nuove avventure commerciali, mentre Harry sarebbe dilaniato fra il desiderio di seguire la moglie e l’attaccamento alla famiglia di origine (intanto i cani della coppia sono stati già spediti in Canada).

Diverse le questioni sul tappeto a Sandrigham: da quale «ruolo ufficiale» i duchi di Sussex potranno conservare al mantenimento del titolo di Altezze Reali, da quanto denaro riceveranno dalla regina e Carlo a che tipo di accordi commerciali saranno autorizzati a concludere. Nella trattativa è coinvolto anche il governo: che avrebbe suggerito di accordare a Harry e Meghan la funzione di «ambasciatori del Commonwealth», con base in Canada.

Notti in bianco? La colpa può essere della lingua grossa

Pubblicato il 14 Gen 2020 alle 6:02am

Un recente studio, condotto da un team della Perelman School of Medicine dell’University of Pennsylvania, ha scoperto dei miglioramenti nei sintomi dell’apnea ostruttiva del sonno (Osa) collegati proprio alla riduzione del grasso nella lingua. Utilizzando la risonanza magnetica per misurare l’effetto della perdita di peso sulle vie aeree superiori nei pazienti obesi, gli autori hanno scoperto che questo è un fattore primario nel ridurre la gravità della patologia.

I risultati della ricerca sono stati resi noti sull”American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine’ e offrono un’indicazione importante, secondo gli scienziati, perché “la maggior parte dei clinici, e anche degli esperti del mondo delle apnee notturne, non si sono” finora “concentrati sul grasso nella lingua per trattare l’apnea notturna”. Ad evidenziarlo è Richard Schwab, responsabile della Medicina del sonno nell’ateneo Usa. “Ora che sappiamo che rappresenta un fattore di rischio e che l’apnea notturna migliora quando viene ridotto, abbiamo stabilito un nuovo obiettivo terapeutico”.

Solo negli Usa sono 22 milioni le persone che soffrono di apnea notturna. Disturbo questo che fa sì che la respirazione si interrompa e riprenda ripetutamente, causando il risveglio dei pazienti durante i cicli del sonno. Di solito questa condizione è accompagnata da un forte russare e può aumentare il rischio di ipertensione e ictus. Se l’obesità è senz’altro il principale fattore di rischio, ci sono anche altre cause come avere grandi tonsille o una mascella incassata.

Studi suggeriscono che le cosiddette macchine ‘Cpap’ portano un miglioramento in circa il 75% dei pazienti, ma per l’altro 25% opzioni alternative di trattamento risultano più complicate. Poiché uno studio del 2014 firmato da Schwab aveva messo in evidenza che i pazienti ‘oversize’ con apnee notturne avevano lingue significativamente più grandi rispetto ai pazienti obesi senza il disturbo, come passo successivo i ricercatori hanno voluto determinare se ci fosse un rapporto di causa-effetto tra la riduzione del grasso della lingua e il miglioramento dei sintomi. Il nuovo lavoro ha dunque incluso 67 partecipanti affetti da apnee in forma da lieve a grave e con un Indice di massa corporea (Bmi) superiore a 30. Attraverso una dieta o un intervento di chirurgia bariatrica, i pazienti hanno perso quasi il 10% del loro peso, in media nell’arco di 6 mesi, e i punteggi delle apnee notturne sono migliorati del 31%.

Con la risonanza magnetica il team ha potuto scoprire che una riduzione del volume di grasso della lingua era il collegamento principale tra perdita di peso e miglioramento dell’apnea notturna. Studi futuri, ragionano gli scienziati, dovrebbero aiutare a sondare il potenziale di alcune diete povere di grassi nel ridurre il grasso della lingua, o se terapie del freddo – come quelle usate per ridurre il grasso dello stomaco.