gennaio 17th, 2020

Consultori: cosa sono e a cosa servono

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 7:42am

Dalla prevenzione dei tumori femminili, soprattutto quello della cervice uterina, alla promozione di corsi di accompagnamento alla nascita; dalle attività mirate alla procreazione consapevole e responsabile, alle consulenze in menopausa o alla coppia. E, ancora, punti di ascolto per gli adolescenti e interventi nelle scuole per promuovere l’educazione affettiva e sessuale, corretti stili di vita, prevenire episodi di bullismo e cyberbullismo. (altro…)

I ricchi vivono in media 10 anni più dei poveri

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 6:49am

Essere benestanti può avere dei vantaggi. A dirlo anche una recente ricerca scientifica condotta dalla prestigiosa University College di Londra. Lo studio in questione, è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Gerontology e svela che i ricchi vivono di più dei poveri di 10 anni.

Oltre 25.000 le persone analizzate per oltre dieci anni, che avessero almeno 50 anni, le cui informazioni sono state prese dall’English Longitudinal Study of Ageing e dallo US Health and Retirement Study. Si tratta di due studi che tengono monitorate la qualità di vita dei cittadini britannici e inglesi che abbiano almeno 50 anni. I dati sono stati raccolti nel 2002 e i partecipanti sono stati monitorati per un decennio.

I risultati della ricerca britannica La ricerca ha dimostrato che a 50 anni le persone più ricche vivevano in media altri 31 anni, contro i 22/23 del gruppo dei più poveri. Le donne a 50 vivevano in media altri 33 anni contro i 24/25 anni delle più povere.

Un’altra ricerca americana aveva già affermato che i ricchi vivono di più

Già la Boston University School of Public Health aveva indagato sulle differenze che esistono nel rapporto tra aspettativa di vita e classi sociali negli Usa, con uno studio arrivato alla stessa conclusione di quello britannico: ossia che le persone agiate vivono fino a dieci anni in più in media rispetto ai poveri.

Mina Fossati, da oggi 17 Gennaio in radio il nuovo singolo “L’Infinito di stelle”

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 6:23am

Oggi, 17 Gennaio arriva in tutte le radio L’infinito di stelle, nuovo brano estratto dall’album di inediti Mina Fossati, pubblicato il 22 Novembre scorso, certificato Platino e stabile nelle prime posizioni della classifica FIMI dei dischi più ascoltati.

L’infinito di stelle è la canzone toccante e decisa che apre il disco, un brano dai chiari accordi di pianoforte su cui si appoggiano appassionate le voci di Mina e Fossati. Un piccolo manifesto dell’album che introduce il discorso sul presente, come un filo sottile che lega gli undici brani e che spiega l’essere insieme dei due artisti e la voglia di continuare a coltivare la speranza “in questa terra civilizzata, soprattutto dai poeti”.

“La canzone è nata prima di tutto dalla parte musicale, del pianoforte” spiega Ivano Fossati – “Poi sono arrivate le parole, il testo, che volevamo fosse un testo a due come una sorta di botta e risposta. La canzone cerca di spiegare la presenza mia e di Mina insieme, il senso del disco”.

Nessuna sovrastruttura o artificio, solo il pianoforte ad accompagnare con eleganza la voce di Fossati e un’orchestra d’archi che arriva, un accordo alla volta, a danzare luminosa intorno alla voce di Mina. Parole apparentemente semplici, com’è semplice e perfetta l’armonizzazione delle due voci sul finale del brano, che introducono il tema del qui ed ora e del prezioso tempo presente che lega tutto il disco.

I due protagonisti della musica italiana, da tempo lontani dalla scene della ribalta, per la prima volta uniscono insieme le loro due voci in 11 brani inediti, scritti e composti da Ivano Fossati e cantati da Mina e Fossati, che tornano a collaborare in un’occasione unica. Dopo Tex Mex e Luna Diamante, brano struggente che accompagna forse la più importante scena del film La dea Fortuna di Ferzan Ozpetek attualmente nelle sale, L’infinito di stelle apre un nuovo capitolo di un album che è tutto da scoprire.

Mina Fossati è prodotto da Massimiliano Pani per Pdu e Il Volatore ed è stato pubblicato da Sony Music.

L’album è disponibile in CD Digipack, CD Deluxe Hardcover Book, Vinile Nero 180gr, Vinile Bianco Trasparente 180gr, Special Book (contenente un Picture Disc, un 45 Giri di Settembre, un CD e una stampa speciale di Mauro Balletti limitata e numerata) e Digitale: https://SMI.lnk.to/MFTM).

Il batterio buono della bocca può dimezzare il rischio di infarto e ictus

Pubblicato il 17 Gen 2020 alle 6:19am

Un batterio buono della bocca, l’Eichenelkla corrodens (che si associa a buona salute del cavo orale), se presente, potrebbe dimezzare il rischio di infarto e ictus.

A dirlo, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Periodontology condotto da esperti del Dipartimento di Parodontologia della Università Martin Luther a Halle- Wittenberg, in Germania.

Diversi studi hanno identificato la parodontite – malattia delle gengive che, se non trattata accuratamente, porta alla perdita di denti – come un fattore di rischio indipendente per malattie cardiovascolari. In questo studio si è voluto valutare se la composizione individuale dei batteri presenti nel cavo orale potesse in qualche modo condizionare il rischio cardiovascolare della persona.

I parodontologi tedeschi hanno seguito per un lasso di tempo medio di 3 anni lo stato di salute di oltre 1000 individui, eseguendo l’analisi della composizione batterica del cavo orale di ciascuno.

In questo modo, hanno visto che la presenza o scarsa assenza del ceppo E. corrodens nella bocca di un individuo è un fattore predittivo del suo rischio di infarto e ictus.

In particolare un calo della concentrazione di E. corrodens si associa a maggior rischio di infarto e ictus. La presenza di E. corrodens si associa a un rischio dimezzato.

Per quanto concerne il meccanismo patologico eventualmente alla base di questa associazione sia tutto da scoprire, lo studio suggerisce che l’analisi del microbiota della bocca possa essere utile a scopo prognostico nei soggetti già a rischio cardiovascolare (per stabilire il rischio futuro di infarto e ictus del paziente cardiovascolare).

“Questo articolo mette in evidenza, stretta correlazione il microbioma orale ed il rischio cardiovascolare – sottolinea in un’intervista all’ANSA Cristiano Tomasi dell’Università di Göteborg e socio della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia. Il batterio ‘protagonista’ in questo lavoro è di solito indice di salute parodontale, e quindi il suo diminuire in percentuale nella bocca indica una popolazione microbica più spostata sul versante della ‘patogenicità'”, continua Tomasi. “Che il calo di concentrazione di questo batterio buono possa diventare un indicatore di rischio cardiovascolare pone molte questioni ed apre a molte possibilità per ricerche future sulla correlazione tra malattia parodontale e rischio cardiovascolare”, conclude l’esperto.