gennaio 23rd, 2020

Tiroide, pesci che è meglio non mangiare per il suo corretto funzionamento

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 8:01am

La tiroide è una ghiandola decisiva per il funzionamento del nostro organismo e della nostra salute. Una ghiandola endocrina posta nella parte anteriore del collo, che produce gli ormoni tiroidei che svolgono un ruolo decisivo nel regolare il nostro metabolismo, lo sviluppo e le funzioni cardiovascolari. Con un ruolo chiave nel mantenimento della nostra attività sessuale, del sonno e in grado di agire anche sul pensiero. Una corretta alimentazione può aiutare a mantenerla in salute.

Ecco allora alcuni cibi che fanno al caso nostro: cereali senza glutine, pseudo-cereali (come nel caso del grano saraceno), tuberi e radici tuberose. E ancora… uova e carni biologiche, affettati senza nitriti e nitrati, lattosio e proteine del latte.

Poi pesce, fresco o surgelato. No invece a pesce spada, ad alto rischio contaminazione da mercurio, tilapia e pangasio, poiché sopravvivono in acque molto inquinate e sono poveri di grassi buoni Omega 3. Di pesce, comunque, vengono consigliate massimo 2 porzioni alla settimana, molluschi e alghe compresi.

Infine, verdure e frutta di stagione o a chilometro zero. Spinaci, asparagi, lattuga, finocchi e cavoli, e come frutta, banane, albicocche, kiwi, mirtilli, fragole, pompelmo, pere, pesche e mirtilli, sempre meglio se biologici.

Tumori, guarigioni sopra la media Ue

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 7:15am

In Italia chi si ammala di tumore ha più possibilità di guarire rispetto a chi contrae queste malattie in altri paesi europei.

A dirlo, il rapporto «State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019» presentato a Bari.

Lo studio si sofferma sui dati della sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di malattie oncologiche. Il primo gradino che un malato di cancro deve superare: dopo 5 anni le probabilità di guarire definitivamente si alzano. Bene anche i tassi di sopravvivenza di chi si cura in Italia, piuttosto che altrove.

In particolare il rapporto riferisce che per il tumore alla prostata in Italia la sopravvivenza è pari al 90 per cento contro una media europea dell’87%. Per il cancro ai polmoni è del 16% in Italia e 15 in Europa, per quello al seno 86% in Italia contro l’83 europeo. Infine i dati per il tumore al colon: 64 in Italia e 60 in Europa.

Anche il rapporto annuale dell’Aiom, Associazione italiana di oncologia medica aveva confermato che il cancro non è più un nemico imbattibile. Quasi 3 milioni e mezzo di italiani (3.460.025, il 5,3 per cento) vivono dopo la diagnosi di cancro. Un dato in costante aumento, basti pensare che sono 2 milioni e 244 mila nel 2006, 2 milioni e 587mila nel 2010, circa 3 milioni nel 2015. Il tasso di sopravvivenza medio in generale cresce: il 63% per le donne e il 54% per gli uomini, vivo a 5 anni dalla diagnosi.

Più bassa invece la media eurpea: 57 per le donne e 49 per gli uomini. In Italia almeno un paziente su quattro, pari a quasi un milione di persone, è tornato ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Un risultato ottenuto grazie ad armi sempre più efficaci e alla maggiore adesione ai programmi di prevenzione e cure specialistiche mirate.

Proprio nel rapporto presentato a Bari viene evidenziato che «nel 2017, però, solo il 60 per cento delle donne della fascia di età tra i 50 e i 69 anni si era sottoposto a screening per il tumore al seno nei due anni precedenti. In questo caso la media Ue è più alta: il 61.

Decisamente ancora bassi i tassi di screening per il cancro al collo dell’utero: 40 per cento delle donne tra i 20 e 69 anni che si è sottoposto a screening negli ultimi tre anni. Molto più alta la media Ue: 66 per cento.

Va dunque evidenziato che nonostante la scarsa adesione alle campagne di prevenzione che offrono esami gratuiti, la sopravvivenza in Italia è molto più alta che altrove. Importante sottolineare la necessità di prendere parte ai programmi di screening anche se i casi di cancro sono in diminuzione (371mila nuovi casi nel 2019 contro 373mila del 2018) la prevenzione è la prima arma per sconfiggere la malattia. Dei casi del 2019 sono stimati 42.500 nuovi casi di tumore al polmone.

Accanto alla prevenzione importante anche un corretto stile di vita: circa un terzo dei decessi avvenuti in Italia nel 2017, ovvero 98mila, è attribuibile a fattori di rischio connessi ad una dieta sbagliata, al fumo, all’alcol e scarsa attività fisica.

Aritmia ventricolare, per la prima volta al mondo, operato un paziente con fascio di protoni

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 6:33am

E’ la prima volta al mondo un paziente con aritmia ventricolare è stato operato con un fascio di protoni che ha colpito, in modo mirato e con un ridottissimo impatto i suoi delicati tessuti circostanti, la parte del cuore responsabile dei battiti cardiaci irregolari. L’intervento è stato messo a punto dal Cnao di Pavia insieme alla collaborazione della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo.

“La scelta di utilizzare l’adroterapia con protoni, forma avanzata di radioterapia per la cura dei tumori, per il trattamento di una patologia cardiaca – scrivono in un comunicato stampa il Cnao e il San Matteo – è nata dalla necessità di contrastare una forma particolarmente aggressiva di aritmia ventricolare che non aveva risposto efficacemente sia ai trattamenti tradizionali sia a quelli più avanzati (plurimi farmaci, ablazione invasiva tramite radiofrequenza e chirurgia toracica sul sistema nervoso cardiaco) e che determinava nel paziente continue e pericolose alterazioni del ritmo cardiaco”.

Il paziente di 73 anni, è affetto da una grave forma di cardiomiopatia dilatativa ed era stato trasferito a Pavia da un ospedale milanese dove era ricoverato per aritmie ventricolari e ripetuti arresti cardiaci. Dopo l’intervento è stato tenuto sotto osservazione al San Matteo e pochi giorni fa è stato dimesso dalla Cardiologia in buone condizioni generali, in buon compenso cardiocircolatorio ed è stato possibile trasferirlo presso un reparto per la riabilitazione.

“In questo caso, particolarmente grave, si è reso necessario un intervento diverso – sottolinea Roberto Rordorf, responsabile dell’Unità di Aritmologia della Cardiologia del Policlinico San Matteo, diretta da Luigi Oltrona Visconti -. Anche se la radioterapia con fotoni è già stata utilizzata seppur in maniera sperimentale e in rari casi per trattare alcune forme di aritmia, è stato scelto, questa volta, di procedere con i protoni che garantiscono un impatto molto più basso sui tessuti delicati circostanti. L’intervento di Pavia risulta essere il primo al mondo sull’uomo e i primi risultati sono davvero incoraggianti. Per questo motivo insieme al Cnao stiamo valutando la fattibilità di uno studio clinico sperimentale”.

Anoressia, sempre più maschi, colpiti un uomo ogni 4 donne

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 6:27am

Di anoressia soffrono anche gli uomini: uno su quattro donne, tre milioni in tutto in Italia. Gli uomini che soffrono di disturbi alimentari, vivono una condizione di disagio maggiore rispetto alle pazienti e ricevono diagnosi più tardive. A causa dei pregiudizi, i maschi si vergognano di farsi curare e i medici riconoscono e diagnosticano con più difficoltà. (altro…)